GIRO D’ITALIA 2017, SI PARTE DA ALGHERO CON ARRIVI DI TAPPA AD OLBIA, TORTOLI’ E CAGLIARI: IL SOGNO ROSA DI FABIO ARU E DI TUTTA LA SARDEGNA

ph: Fabio Aru con Marino Bartoletti

di Sergio Portas

Nessun dubbio qui alla Gazzetta dello Sport, alla presentazione del 100° giro della sua storia, che anche la Sardegna sia tutto sommato Italia. Per ribadirlo con forza, sovranisti e indipendentisti non invitati, il Giro partirà da lì il 5 di maggio e vi farà ben tre tappe, da nord a sud: la Alghero-Olbia (203 Km. Passando da Sassari e Santa Teresa di Gallura), la Olbia -Tortolì (208 Km. Passando da Nuoro) e seguendo l’orientale sarda arriverà a Cagliari dopo 148 Km. Le prime due tappe sono “mosse” e molto impegnative, la terza è una classica da velocisti e volata di gruppo.  Se bastasse l’incitamento dei tifosi a far correre a doppia velocità la bicicletta di quello che i francesi chiamano  “l’enfant du pays” ( diciamo: il nostro campione) non vi è alcun dubbio che le prime due tappe paiano disegnate apposta per Fabio Aru. E i numerosi sardi che sono qui in via Bazan a Milano (ci si arriva con la pista ciclabile di via San Marco), mischiati a una pletora di giornalisti sportivi di Rai, Mediaset e carta stampata, già se lo vedono in maglia rosa e fanno fatica ad identificarlo in giacca e cravatta scura ( ma con i jeans). Per questa che è una festa manna per la Sardegna tutta sono presenti anche i suoi genitori venuti espressamente da Villacidro, nonché una rappresentanza di atleti “sardi” di complemento: Giacomo De Vecchi della magnifica Dinamo Sassari che il 2 di maggio sommergerà di canestri Varese (dico io) e Marco Storari, portiere del Cagliari, che in quei giorni dovrà vedersela col Napoli e qui a essere presi a pallonate ho paura che siano i rossoblu ma, come dicono tutti i più famosi giornalisti sportivi, ogni partita fa storia a sé e il pallone è ontologicamente rotondo. Cagliaritana DOC e “madrina” della presentazione Giorgia Palmas ha uno di quei vestitini che coprono e scoprono nello stesso tempo, tacchi vertiginosi e sorriso smagliante, nelle case degli italiani oramai dal 2000, seconda a Londra per Miss Mondo, e “velina” di “Strscia” nonché vincitrice di isole dei famosi di ogni tipo, Sardegna compresa, non passerebbe inosservata neanche indossasse il burkini. Davvero troppo carina. A rappresentare la Sardegna istituzionale è l’assessore al turismo Francesco Morandi, con Fabio Aru e Mario Vegni, il direttore dell’aria-ciclismo di Rcs sport sono al tavolo di presentazione dell’evento (il diretore del “Corriere della Sera” Luciano Fontana seduto in prima fila), ognuno di loro dice di questa “endless Sardegna” (infinita) e ciascuno per la specialità che gli compete. Se Vegni si dilunga sugli aspetti gestionali dell’evento sportivo, Aru parla delle tre tappe sarde e delle difficoltà che presentano, il vento sulla costa nord, gli oltre duecento chilometri di sali e scendi delle prime due, le gambe arrugginite di tutto il gruppo all’inizio di una grande corsa. Meglio di tutti sono le immagini-video dei posti che verranno attraversati dal Giro: la Sardegna che si veste coi colori del cisto e del corbezzolo, gli occhi colore di quel mare che bagna Cala Luna, i suoi amanti che si travestono al carnevale con maschere di pero selvatico, vergognosi delle poesie d’amore che le vanno dedicando. L’assessore Morandi non deve far altro che ricordare quanto sia straordinariamente diversa e speciale quest’isola, per cultura e ambiente e natura. Uno dei suoi “mantra” è quello della longevità dei suoi abitanti (venite a visitarla e aumenterà anche la vostra vita): il video in cui Giulio Podda di san Sperate, centotrè  anni l’anno prossimo, recita ancora in teatro anche se tutte le battute non se le ricorda perfettamente, lo mostra in bicicletta con cui fa almeno otto chilometri ogni giorno per  comprarsi il giornale e far la spesa per qualche “anziano” che non ce la fa più, strappa un applauso fragoroso. Morandi dice del progetto che la sua giunta ha in animo di realizzare, facendo della Sardegna la prima destinazione per il cicloturismo nazionale e internazionale, già stanziati 15 milioni di euro per arrivare a 2700 chilometri di piste ciclabili. La partenza del Giro ai primi di maggio è una splendida occasione per quel tentativo di espandere, spalmare, l’offerta turistica sarda che dovrà vivere un futuro fatto di dodici canonici mesi. Cagliari stessa che già vive un periodo di “boom” turistico, ancor più verrebbe beneficiata dalle competizioni velistiche previste per le olimpiadi “romane”, ammesso che i pentastellati di Grillo facciano un improbabile dietro front. Affaccendati come sono a metter in piedi una squadra di governo vergine di macchie penali per la capitale.

A sorpresa compare anche Urbano Cairo, il vero padrone di casa, l’imprenditore che ha stupito la vecchia guardia della finanza italiana, con la scalata al gruppo RCS, Corriere della Sera e Gazzetta dello sport, diventandone amministratore delegato. Si dilunga sul “gap” di fatturato che genera il “Giro” a discapito del “Tour de France”, anche se l’evento italiano è stato seguito l’anno scorso da 12 milioni di tifosi, è cresciuto mediaticamente fino ad avere al seguito 2000 giornalisti accreditati. Gran tifoso di ciclismo, presidente del Torino calcio, fa arrossire Fabio Aru quando dice che oramai i ciclisti (i campioni) costano come i calciatori. Si aspetta per il giro del centenario che i vari Froome e Quintana e Contador e Valverde vengano a sfidare i nostri Nibali e Aru. Fabio non vuole ancora ufficializzare che ci sarà, impegnato in una fine di stagione che lo vedrà alla partenza del giro d’Europa, per finire con la classicissima del “Lombardia”. Non sarà in ogni caso nella stessa squadra di Nibali, ricorda comunque la loro impresa alle olimpiadi di Rio, lui sesto e Vincenzo che ha visto una medaglia rotolare con lui in quell’ultima discesa prima del traguardo. Ma come dubitare che  sarà al via del Giro d’Italia che parte da Alghero, già mi vedo le bandiere dei quattro mori sventolare per lui in ogni angolo di Sardegna, la terza tappa con arrivo a Cagliari con una folla strabocchevole, tutta Villacidro, donne e vecchi e bambini compresi, ad applaudire il loro compaesano, il più grande ciclista sardo di tutti i tempi. Già vincitore di una “Vuelta” spagnola. Che possa fare il bis al Giro d’Italia è un sogno che non vive nella casa di Utopia.

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