DAL VIETNAM ALLA COLOMBIA, UN GIRO DEL MONDO IN 18 ANIMAZIONI. DALL’1 AL 3 SETTEMBRE, IL BOSA ANIMATION AWARDS PROIEZIONI


evento segnalato da Grazia Brundu

Colorati, fantasiosi, divertenti o inquietanti, liberi dalle norme prospettiche della realtà eppure – a loro modo – capaci di raccontare il mondo con sguardi inediti e sorprendenti. Sono i diciotto cortometraggi di animazione, molti dei quali in prima visione italiana, provenienti da varie nazioni del mondo e in concorso al Bosa Animation Awards (BAA), che ritorna, per il secondo anno consecutivo, nella cittadina sul Temo dall’1 al 3 settembre.

Unico in Sardegna, e tra i pochi in Italia dedicati ai corti animati indipendenti dalla distribuzione ufficiale, il concorso è una sezione del Sardinia Film Festival, il premio internazionale per cortometraggi organizzato dal 2006 dal Cineclub Sassari. La sezione di Bosa (ce n’è una anche a Villanova Monteleone, per i documentari italiani) è nata l’anno scorso in sinergia con l’amministrazione comunale – e in collaborazione con la Proloco “Melchiorre Melis”, l’artista Mariano Chelo e la sua famiglia, i ristoratori, gli albergatori, i commercianti, numerosi volontari e la Società Umanitaria di Alghero – ed è stata subito un successo, sia per il pubblico che per i tanti film-maker ospiti. «Non poteva essere altrimenti – racconta il direttore artistico Carlo Dessì – perché il fascino di Bosa, con la sua tradizione di città regia, la sua vivacità artistica e culturale, lo splendido castello dei Malaspina, le case colorate che sembrano uscite da un libro di fiabe, sono la cornice perfetta per un Premio internazionale dell’animazione».

Un Premio che anche quest’anno è inserito in un coinvolgente calendario di eventi predisposto dal Comune. La prima giornata del BAA, giovedì 1 settembre, infatti, si apre alle 19 in piazza del Carmine in compagnia dei film makers, va avanti con la proiezione di nove animazioni in concorso (dalle 20.30 in via Corte Intro), e si chiude con due spettacoli proposti dal Festival della Resilienza: “Resilia” della compagnia  di danza e fotografia Prendashanseaux, e il saggio teatrale “Esodo”, a cura di Valentino Mannias. Poi, venerdì, il BAA si alterna nell’intrattenimento di residenti e turisti con il festival “Cantande cun coro”, organizzato dal Coro Polifonico Harmonia Mundi di Macomer, e con i mercatini e la musica della Notte Bianca (a cura del Centro Commerciale Naturale). Tra gli eventi collaterali è previsto anche un laboratorio cinematografico per i bambini.

La formula delle proiezioni, sperimentata con successo nella prima edizione, resta immutata quest’anno: di sera, a partire dall’inaugurazione, si guardano i cortometraggi per la prima volta (in via Corte Intro); poi, il giorno seguente, chi li ha persi o vuole rivederli può farlo dalle 17.30 al primo piano dell’ex  Convento del Carmelo, in piazza del Carmine. La visione dei corti si apre e si

chiude con una sigla realizzata, nei mesi scorsi, durante un laboratorio di Stop-motion diretto dai registi Marco Antonio Pani e Michela Anedda, che ha prodotto anche un cortometraggio.

La giuria chiamata a scegliere il vincitore tra i film in concorso è formata dal giornalista Paolo Mastino e dai film-maker e animatori Silvia Capitta, Alessandro Mattei e Ruben Pirito. Le animazioni in concorso sono diciotto e arrivano dal Vietnam, dalla Francia, dal Messico, dalla Turchia, dalla Germania, da Israele, dalla Colombia, dall’Argentina, dalla Russia, dalla Spagna e dall’Italia. I corti sono stati realizzati tra il 2014 e il 2016 e tutti insieme scandiscono le tappe di un viaggio affascinante intorno al mondo e dentro un genere – quello dell’animazione – che regala infinite possibilità espressive. C’è il divertimento puro, per esempio nei due corti francesi “Björnulf” di Tom Girardot e “Kong fu” di Samuel Smith, o nei deliziosi “Looks” della regista tedesca Susann Hoffmann, che insegna ai bambini la solidarietà, e “Los ases del corral” (Messico) di Irving Sevilla e Manuel Báez, una buffa storia per i più piccoli su reale e virtuale.

Le animazioni, poi, veicolano anche temi più complessi, a volte drammatici, legati alla contemporaneità. Da segnalare l’intenso “En vuelo” (Colombia) di Jhon Mario Angulo, che mescola, con la tecnica del rotoscopio, realtà e animazione per raccontare la vicenda di una famiglia di campesinos costretti da un gruppo armato ad abbandonare la propria terra. Il breve “The cabinet decision” (Israele) di Mayan Engelman è una metafora, che fa ridere amaro, sui rapporti tra israeliani e palestinesi, mentre il drammatico “Eye for an eye” (Germania) racconta la storia vera di Frederick Baer, detenuto da più di dieci anni nel braccio della morte nella prigione di stato dell’Indiana.

David Jansen utilizza la tecnica dell’incisione su legno per l’onirico “Däwit” (Germania), che ha per protagonisti un bambino, un gatto e un angelo, e Marco Fettolini in “Moon” (Spagna) costruisce una metamorfosi kafkiana al rovescio, con uno scarafaggio albino che diventa umano.

Per l’elenco completo e le sinossi dei film in concorso: www.sardiniafilmfestival.it/baa-programma-2016

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