L’ARTISTA DEL FERRO BATTUTO: FRANCESCA FRAU, CONTEMPORANEITA’ ED ELEGANZA NEI SUOI LAVORI

ph: Francesca Frau

di Maria Patrizia Floris

Francesca Frau è una giovane artigiana che ha scelto per passione di mantenere viva la tradizione di famiglia della lavorazione del ferro battuto. Lo stile delle sue creazioni spazia dal classico al moderno coniugando il migliore senso estetico alla funzionalità degli oggetti, tutto ciò arricchito da una cura minuziosa dei particolari che rende ogni pezzo unico nel suo genere.  Gran parte della sua produzione è dedicata ai complementi d’arredo d’interni ed esterni, e ogni pezzo è pensato, disegnato e realizzato in modo da poter valorizzare al meglio gli ambienti della casa ma anche alberghi, negozi e b&b, dando loro un’impronta elegante e originale.

Francesca, una donna lavoratrice del ferro come nasce questa passione? Tutto è nato molto spontaneamente, da bambina andavo a trovare mio padre che lavorava nel suo laboratorio fabbrile sotto casa. In questo modo è avvenuto il primo approccio con quell’ambiente che  quindi per me è sempre stato molto familiare, non era altro che “l’ufficio del papà”.

Da quanti anni svolgi questa professione? Ho iniziato dando una mano a tempo perso già dal periodo delle superiori, chiaramente nei periodi di vacanza per arrotondare la paghetta, poi dal 2004 ho rilevato l’attività di mio padre che è andato in pensione.

Quali sono le difficoltà del tuo lavoro? Il tempo non basta mai, le giornate lavorative cominciano alle 7:30 e non so mai quando finiscono, forse perché se la guardiamo al microscopio un’attività di artigianato artistico come la mia contiene tutte le funzioni presenti in una grossa azienda ma condensate in un’unica figura: la parte operativa, quella che si svolge in laboratorio, e quindi nel mio caso tra incudine e forgia è solo un “pezzo” delle attività da portare avanti. A monte vi è una lunga fase creativa, partendo da bozze realizzate spesso in collaborazione col cliente, poi ci sono i momenti da dedicare ai fornitori, tanti quelli da dedicare ai clienti, occorre occuparsi della pubblicità anche se poi il passaparola procura il grosso dei clienti, occorre occuparsi della parte burocratica che oramai ha sommerso ogni attività, la manutenzione delle attrezzature, la pulizia del laboratorio e dell’ufficio, e tante altre cose che nell’arco delle giornate fanno volare il tempo.

Che stile hanno le tue creazioni?  Ho sempre cercato di dare un tocco di contemporaneità ai miei lavori, senza mai perdere di vista l’eleganza. Uno dei miei obbiettivi è stato di “alleggerire” la visione comune del ferro battuto, considerato spesso solo in caso di arredamenti rustici o classici.

Quanto tempo impieghi per realizzarle? Il tempo di realizzazione varia a seconda della tipologia, chiaramente un pezzo unico richiede una fase “progettuale” aggiuntiva rispetto al pezzo da catalogo, diciamo che normalmente la fase di realizzazione occupa i tre quarti della mia giornata tipo.

Oltre al ferro utilizzi anche altri materiali? Ricerco continuamente nuovi stimoli, ho utilizzato spesso materiali naturali quali la raffia, il legno, la lana di pecora, il rame, e grazie alla collaborazione con altri artigiani inserisco molta ceramica o vetro fusione anche in creazioni come letti, bastoni per tende, e naturalmente nei lampadari. Una parte fondamentale di questo mestiere è la creatività, e quando collabori con altri artigiani gli stimoli e le ispirazioni si moltiplicano esponenzialmente.

Realizzi complementi d’arredo per la casa. Quanto il desing è importante per la produzione artigianale?  Nella produzione artigianale design è insieme alla tecnica una delle due componenti principali, ritengo che noi italiani abbiamo una marcia in più, sarà per lo stile di vita che abbiamo o per l’amore per “il bello”. Molto raramente sono riuscita a far uscire dal mio laboratorio un oggetto che non approvo al 100% dal punto di vista estetico…. Il lato economico è importante altrimenti non si potrebbe mandare avanti l’attività ma la soddisfazione di fare qualcosa di bello è una componente fondamentale delle mie giornate lavorative, il giorno che perderò questa componente cercherò di dedicarmi a altro.

Come si sceglie il giusto complemento d’arredo per la casa? Ho notato normalmente due tendenze: c’è chi ha le idee molto precise, il cliente sa già cosa vuole e quindi mi limito a valutare la fattibilità del progetto e proporre eventualmente alcune variazioni. C’è invece chi non ha ancora le idee ben precise, in quel caso la parte progettuale è un un pò più lunga in quanto in questo caso ho bisogno di capire le preferenze del cliente, in ogni caso è sempre importante sapere dove dovrà essere collocato l’oggetto in modo che si inserisca bene nel contesto.

L’artigianato può diventare una risorsa per il nostro territorio, come? Se si riuscisse a far conoscere, e commercializzare con più facilità i nostri prodotti di altissima qualità anche al di fuori del territorio, allora col tempo il territorio diventerebbe ancor più garanzia di competenza e qualità con tutti i vantaggi che questo comporterebbe. L’artigianato artistico sardo rappresenta ancora oggi l’espressione del saper fare del nostro popolo, che si tramanda da millenni e nel quale si trova altissima qualità, design, tradizione e gusto tramandati e perfezionati da generazioni. Pubblicizzarlo e promuoverlo oltremare sotto questa luce vuol dire valorizzare qualsiasi cosa prodotta in Sardegna che purtroppo è conosciuta troppo spesso per l’unica cosa che noi sardi non abbiamo contribuito a creare: il mare.

Che contributo può dare in più una donna in questo settore? Credo che per una donna sia più facile capire un’altra donna, interpretarne le idee, i gusti, le esigenze. Almeno questo è quello che capita a me quando entro in un negozio ed è un’altra donna a venirmi incontro per aiutarmi a scegliere ciò che cerco. Credo che si crei una sorta di complicità.

Cosa cercano da te i tuoi clienti? Qualcosa che si distingua dall’oggetto realizzato in serie, e che riesca a valorizzare la propria casa. Con un tocco di personalizzazione.

Se non avessi potuto fare questo lavoro, cosa avresti fatto? Ho studiato da geometra, e credo che se non avessi sviluppato la passione per questo mestiere mi sarei iscritta alla facoltà di architettura che tuttora mi affascina.

http://www.rivistadonna.com/

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