VIA LIBERA DELLA CAMERA, ORA IL TESTO PASSA AL SENATO: CASA GRAMSCI A GHILARZA, SARA’ MONUMENTO NAZIONALE

ph: casa Gramsci a Ghilarza

Solo pochi mesi fa era stato dichiarato edificio di interesse culturale dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Cagliari e Oristano. Oggi, col voto quasi unanime della Camera dei deputati, la Casa museo a Ghilarza di Antonio Gramsci, fondatore del Pci, ha fatto il primo passo per diventare monumento nazionale. L’ampio schieramento trasversale che ha dato il via libera alla proposta di legge presentata dalla deputata oristanese del Partito democratico Caterina Pes, lascia ritenere, infatti, che il voto al Senato possa essere solo una formalità e possa anche arrivare in tempi brevi. “Sono molto contenta, questo voto è anche il riconoscimento che la figura di Gramsci è davvero un patrimonio universale”, ha commentato a caldo la parlamentare sarda sottolineando il voto contrario “incomprensibile” dei 32 deputati del M5S e in qualche modo anche dell’astensione della Lega. La Casa Museo, una modesta abitazione tradizionale a due piani di nera pietra basaltica con cortiletto interno di fine ‘800, si affaccia sulla via principale di Ghilarza. Qui Gramsci, a partire dal 1898, visse gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza con i suoi familiari. Sebbene la casa abbia subito alcuni interventi che hanno modificato la destinazione d’uso dei suoi ambienti, essa rievoca l’immagine di una famiglia che, pur nelle avversità e nelle difficoltà economiche, seppe trasmettergli quei valori sui quali si fonda l’intera opera gramsciana. Nel 1965 la casa fu acquistata dal Pci e divenne sede del “Centro di documentazione e ricerca sull’opera gramsciana e sul movimento operaio”. Attualmente la casa è sede dell’associazione onlus “Casa Museo di Antonio Gramsci, centro di documentazione, ricerca e attività museali”, costituita nel 1999 con l’obiettivo di favorire la conoscenza del pensiero e dell’opera gramsciana e continua ad essere un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo. Il museo è articolato su sei sale e ospita anche una biblioteca. Nella prima sala è riprodotta la lettera scritta il 10 maggio del 1928 nella quale Gramsci ricorda alla madre che è un detenuto politico e che ha scontato la pena per le sue opinioni. Tra le visite illustri, quella dell’1 maggio 2007 dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Sono qui – disse – per rinnovare l’omaggio della Repubblica a una grande figura di antagonista e di martire del fascismo, di un combattente privato della libertà, sottoposto a una feroce persecuzione carceraria, che divenne simbolo di straordinaria capacità di resistenza e storica operosità in condizioni fisiche disperate”.

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