GLI SGUARDI DEL CINEMA SULLA SARDEGNA: RESOCONTO SU “VISIONI SARDE” 2016 A BOLOGNA

Gaetano Crivaro riceve il primo premio al documentario El Vagon

di Irene Marrosu

Si è conclusa a Bologna, la 22esima edizione di Visioni Italiane, concorso nazionale per corto e mediometraggi che ospita anche la sezione Visioni Sarde, dedicata alle opere di autori isolani, per nascita o “adozione”. Sono infatti vari, quest’anno, i registi che hanno scelto di raccontare il loro pezzo di Sardegna, pur non essendo nati nell’isola.

La giuria, composta, tra gli altri dallo scrittore Marcello Fois e dal poeta Alberto Masala, ha attribuito il primo premio al documentario El Vagon, di Gaetano Crivaro e Andrés Santamaria, originario di Crotone il primo e colombiano il secondo. I due giovani filmmaker raccontano la dura realtà di una coppia che abita all’interno di un vagone abbandonato su un binario morto della stazione ferroviaria di Cagliari. Una storia cruda e surreale che, attraverso l’utilizzo di diversi supporti tecnici, anche artigianali, acquista un’ulteriore connotazione poetica, quasi onirica, portando lo spettatore ben oltre la semplice denuncia sociale, in un viaggio metaforico di cui il vagone è mezzo e protagonista. 

Il secondo premio è stato assegnato al cortometraggio Per Anna, del romano Andrea Zuliani. Unico “non sardo” del progetto, Zuliani ha diretto questo raffinato e delicatissimo racconto, scritto insieme alla giovane sceneggiatrice Francesca Scanu.

Prima ancora del contenuto, di questo film si apprezza la cura dei dettagli, un’attenzione non così facile, vista la scelta di ambientare la vicenda negli anni ’60. Oltre ai costumi e alla fotografia, ottima la scelta dell’utilizzo della lingua sarda nei dialoghi tra i personaggi: una caratteristica che conferisce forza storica ed emotiva all’insieme dell’opera e che crea una cornice di commovente realismo alla storia di amore e amicizia tra due bambini che si incontrano per un solo giorno, ognuno con un grande peso esistenziale che l’altro solleva con leggerezza e libera in un gioco. Un finale che stringe il cuore ma trafigge il Tempo e suggella il legame tra i protagonisti. –

Menzione speciale per Dove l’acqua con altra acqua si confonde, di Gianluca Mangiasciutti, romano, e Massimo Loi, nato a Milano ma cresciuto in Sardegna.

Ogni lunedì Luca e Mia nuotano in una piscina chiusa al pubblico e accessibile solo a loro. Mia, esperta nuotatrice, insegna a Luca alcuni segreti del nuoto e settimana dopo settimana, i due sono sempre più affiatati, finché Mia non si presenta più agli incontri. Un finale sorprendente, da definirsi inquietante, spiritoso, crudele o ludico a seconda di cosa si creda di leggere tra le righe di questo lavoro dall’aspetto ritmato e paziente, come l’allenamento di un nuotatore. Il cortometraggio ha inoltre vinto il primo premio della sezione Visioni Acquatiche, promossa da Mare Termale Bolognese.

-La FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), ha anche assegnato il PREMIO SPECIALE FASI a Alba delle Janas di Daniele Pagella. –

l corto, realizzato in parte con la tecnica di animazione in 3D, è stato ideato e scritto dalle archeologhe Grazia Sergi e Mariangela Corda che hanno saputo trasmettere la passione del loro lavoro con un racconto accattivante in cui lo spettatore facilmente si immedesima e vive la stessa fantastica avventura di Alba, un’archeologa che, trovando tra i boschi della Sardegna, i resti delle antiche civiltà nuragiche, riceve l’incantesimo di una jana che le permette di assistere e di rivivere una scena dell’antichità di quei luoghi.

Interessanti anche i documentari La danza dei sacri demoni, di Franco Fais che racconta chi c’è dietro alle primitive maschere dei Mamuthones e Paolina era la madre di Giulia, di Clara Murtas, cagliaritana cantante e attrice teatrale che dedica questa sua prima opera da regista a sua madre, “scrittrice illetterata”, come lei stessa ama definirsi, capace di esprimere con un coraggio candido e  sfrontato, sentimenti scomodi, crudi e sconvenienti che lei trova nei propri ricordi come conchiglie tra la sabbia e con leggera semplicità, condivide in una scrittura autentica e istintiva.

http://www.ladonnasarda.it/succede-che/5916/visioni-sarde-2016-gli-sguardi-del-cinema-sulla-sardegna.html

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