CON IL CIRCOLO SARDO "ANGIOY", A MARCHIROLO IL 5 MARZO, LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DEI "BARBARICIRIDICOLI"


evento segnalato da Gianfranca Canu

per l’evento teatrale ” Marcella o dell’uccisione dell’anima” <http://www.barbariciridicoli.it/index.php/calendario/257-milano-domenica-22-novembre-2015-marcella-o-dell-uccisione-dell-anima>  Primo monologo comico e drammatico della compagnia. Il testo tratta il tema della violenza sulle donne nell’ambito del rapporto di coppia.

Un viaggio in treno sulla Sassari-Cagliari ai giorni nostri, una giovane signora trafelata che vi sale da una stazione intermedia e riversa su una sconosciuta, una paziente e silente viaggiatrice, un fiume colorato di parole, di dubbi e di pensieri che, sia pure attraverso le martellate di gomma di chi non vorrebbe mai abbattere la propria dimora, squarciano visibilmente, colpo su colpo, le mura dorate della prigione domestica in cui la protagonista ha trascorso 20 anni della sua esistenza ad abnegare se stessa.

In una sorta di seduta auto-psicoanalitica, tra reticenze, titubanze e pudori che disegnano umoristicamente un buffo personaggio che ha finalmente la necessità di raccontare e definire la sua vita, si intravvedono fin da subito i lampi, via via più torvi e brucianti, di un dramma che cresce e matura, fino ad esplodere alla fine in tutta la sua classica e moderna tragicità, scandita dalla violenza, dalla coercizione e dal sopruso: nonostante le storiche conquiste civili e i numerosi progressi sociali, nonostante la grande affermazione delle rivendicazioni del movimento femminista, la violenza sulle donne, soprattutto in famiglia, continua ad essere una brutale realtà e una bruciante e oltraggiosa conseguenza del ruolo subalterno e secondario che le donne continuano ad avere nella nostra società.

Marcella è il primo monologo messo in scena dai Barbariciridicoli. Il testo è inedito e originale, scritto a quattro mani dal regista Tino Belloni e da Valentina Loche, affermata interprete della Compagnia, chiamata, in una importante prova d’attrice, a muoversi su un registro non facile e instabile, in bilico tra il filo del comico e del drammatico.

Lo spettacolo affronta proprio il tema, purtroppo quanto mai attuale e calato nel panorama di una Sardegna contemporanea, della violenza sulle donne all’interno del rapporto di coppia, raccontando il percorso di maturazione e presa di coscienza di una donna e la sua estrema difficoltà a intraprendere un tragitto verso un futuro di emancipazione e di libertà. Oltre al tema della violenza, la rappresentazione tocca un’altra importante problematica sociale quale l’alcolismo, tracciando un quadro critico e smitizzante sulla balentia del bere diffusa nella società sarda.

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