COSA CI INSEGNA LA VICENDA DI VITTORIO SGARBI? “ASCOLTARE” IL PROPRIO CORPO PER NON RISCHIARE LA VITA

Vittorio Sgarbi

di Maria Vittoria Dettoto

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato ieri operato in una clinica di Modena presso la quale è stato ricoverato d’urgenza.
Il bollettino medico ha decretato il verdetto:ischemia.
La fortuna di Sgarbi è stata quella di fermarsi.
Dire al suo collaboratore di cambiare strada e recarsi nel nosocomio più vicino per un controllo.
Questa accortezza gli ha salvato la vita.
Se non avesse ascoltato il suo corpo, probabilmente di li a poco sarebbe deceduto.
Leggendo il comunicato del suo ufficio stampa su Facebook, anche io come tante altre decine e decine di suoi fan, gli ho fatto gli auguri di pronta guarigione.
Il video col quale poi Sgarbi annuncia ai suoi fans di essersi ripreso, ha avuto nell’arco di neanche 24 ore, quasi 1.800.000 visualizzazioni.

Perché?

Perché Vittorio Sgarbi è uno che tira.
Ha consenso sui social.
È un professionista come pochi nel suo lavoro.
È irriverente, faccia tosta, squisitamente antipatico.
Ma proprio per questo la gente lo adora.
In un Italia piena di falsi, lui è uno vero.
Che non guarda in faccia a nessuno.

Ma cosa ci insegna la sua vicenda?

La morale è che il nostro corpo ci da dei segnali precisi.
E noi dovremmo ascoltarli.
Se Sgarbi non li avesse ascoltati, forse sarebbe morto.
Spesso quei segnali non li ascoltiamo.
Se stiamo poco bene, lasciamo correre.
Non andiamo subito a farci un controllo.
Non facciamo prevenzione su noi stessi.
Mai un’analisi.
Un check up completo se non quando stiamo male.
E sbagliamo, sapete?
Io la prima.
Perché la salute è il bene più prezioso che abbiamo.
E dovrebbe essere il primo da tutelare.
Proviamoci.

Auguri a Sgarbi ed a tutti coloro che forse in un ospedale ci passeranno il Natale.
Non è bello passarci il resto dell’anno, figuriamoci il Natale.
Stiamo vicini a coloro che soffrono con una parola, un messaggio,una carezza, una telefonata.
Sono cose che a noi non costano nulla.
Ma che hanno un grande valore per chi le riceve.

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