“SERENADA” A GIULIETTA: “SA CANTORIA DE SU TUFFUDESU – OSILE” IN UN TOUR NEL VENETO. A VERONA CON L’ASSOCIAZIONE “SEBASTIANO SATTA”


di Annalisa Atzori

Una piacevole rivelazione il coro di sedici voci maschili “Sa Cantoria de Su Tuffudesu – Osile” che è stato in tour tra Peschiera del Garda, Castelnuovo e Verona nello scorso fine settimana. Il Presidente della “Sebastiano Satta” di Verona, Salvatore Pau, è pienamente soddisfatto della riuscita di questo evento. Dare la possibilità al coro di Osilo di farsi conoscere nella città scaligera è stata un’ottima idea, i cantanti non hanno deluso le aspettative.

Scambio qualche parola con Fabio Pulinas, presidente dell’associazione culturale “Sa Cantoria de Su Tuffudesu – Osile”. Soprattutto mi colpisce la giovane età dei componenti del gruppo. Il più giovane è del 1995. Fabio mi spiega che l’associazione culturale è nata il 1 ottobre di quest’anno, ma loro cantano insieme da circa un anno. Si tratta di un gruppo di amici, appassionati di musica, che si divertiva a esibirsi in bar, karaoke ecc. Poi, il Maestro Michele Sai ha avuto l’idea di creare il coro, li ha coinvolti. A Osilo mancava un coro sardo completamente maschile. E’ bastato aggiungere la passione per il canto e l’attaccamento alle tradizioni folkloristiche sarde … ed ecco la magia! Un gruppo affiatato, di veri professionisti, che come ha giustamente sottolineato il loro Maestro Michele Sai, ha ben sopportato lo stress e la grande pressione di quella che era la prima vera “trasferta” fuori dall’Isola.

Anche il padre e il cugino di Fabio fanno parte del coro, la sua è una famiglia con forte tradizione nel canto corale. Il coro attuale, nato quasi per scherzo, composto di sedici persone e sempre alla ricerca di nuove voci, ha iniziato con le Messe a Osilo e frazioni, ma a repertorio ha anche musica profana.

Il Maestro Michele Sai mi illustra nel dettaglio quali canti hanno eseguito durante le esibizioni nel veronese. Domenica 13, presso la Basilica gotica di Sant’Anastasia a Verona, hanno accompagnato l’intera celebrazione della Santa Messa con brani a cuncordu. “Vergine Mama” scritta dal poeta osilese Antonio Farina e armonizzata da Sai. “Babbu ‘e Su Paradisu”, che è un canto tradizionale per il Padre Nostro. E poi ancora un “Sanctus”, “Kyrie Eleison”, “Agnus Dei”. Il coro cantava in fondo alla navata destra della Chiesa più grande di Verona, proprio sotto la Cappella Pellegrini e l’affresco di Pisanello “San Giorgio e la Principessa”. E’ stata particolarmente fortunata la famiglia della piccola Gemma, battezzata proprio con la funzione domenicale a Sant’Anastasia armonizzata dai sardi. E alla fine della cerimonia, a grande richiesta, hanno eseguito un fuori programma, la tradizionale “Ave Maria”. In molti li hanno filmati e in molti cantavano sottovoce … parecchi sardi tra i presenti.

Dopo la Santa Messa, i ragazzi del coro hanno fatto una breve passeggiata per il centro di Verona….arrivando fino alla casa di Giulietta. E qui, hanno intonato “Serenada” sul testo del poeta osilese Antonio Domenico Migheli e armonizzata da Sai. Di certo una piacevole sorpresa per le decine di turisti che ogni giorno visitano il cortile del celebre balcone. Chissà se Romeo sarebbe riuscito a spuntarla, avendo questi ragazzi sardi come rivali nella conquista della veronese più famosa del mondo!

Venerdì 11, al santuario della Madonna del Frassino di Peschiera del Garda, sempre canti sacri. A detta di Sai, l’incontro con i frati è stata una bellissima esperienza per i suoi cantori.

Sabato 12  si sono esibiti presso la Sala Civica “11 aprile 1848” di Castelnuovo del Garda. Per l’occasione, hanno preso dal loro repertorio canti della cultura e tradizione sarda: “No Potho Reposare”, celebre canzone d’amore;  “Nanneddu Meu”, canto di protesta; “La Brunedda”. Per gli auguri di Natale, ecco “Notte de chelu” e “Andemus a Sa Grutta”.

Finito il tour de force veronese, i cantanti hanno pranzato nella sede della Sebastiano Satta, dove per ringraziare Salvatore Pau e gli altri soci hanno salutato con “No Potho Reposare” e “Badde Lontana”.

Sentiremo ancora parlare di loro … a si biri!

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