BARI SARDO E I RITI IN ONORE DI SAN GIOVANNI BATTISTA


di Luisa Carracoi

Adagiata su una dolce conca baciata dal sole e coccolata dal mare, circondata da colline sempreverdi, figlie minori del maestoso Gennargentu, custodita e protetta dal ridente altopiano di Teccu, costellato di domus de janas e villaggi nuragici; l’ antica Custodia Rubriensis, terra di sogni e di conquista; scrigno di storie dolci e amare, di vita agreste, di mani di donne e delle loro vesti nere, forti come il basalto, che ha forgiato il loro carattere, ma generose nel conservar consuetudini, tradizioni, miti e leggende la cui memoria rifiuta di tradire; questa è la mia terra! Terra di intrecci e di fede, di emozioni che s’imprimono nel cuore e accompagnano il viaggio della vita in un misto di favola, mito e religiosità. L’estate bariese non è solo divertimento, mare cristallino e spiagge dorate, è anche tempo di grande devozione. La stagione si apre con le celebrazioni religiose dedicate a San Giovanni Battista. Il Santo Precursore viene festeggiato il 24 Giugno (Mes’e Lamparas) e il tutto culmina nel rito del comparatico , cioè nella nascita di compari e comari “de frorisi”, che stringono un patto di forte amicizia e rispetto che rimane indelebile per tutta la vita. Il rito, celebrato davanti al sacerdote, consiste nel prendere un fazzoletto, che annodato sapientemente si fa tirare per i due capi opposti dalle due persone che intendono stipulare questo patto fraterno. Quando il nodo si scioglie si recitano i seguenti versi: Comari seusu figgias de Deus de Santu Giuanni i si feusu a comaris Bonas dias Bonas tardas. Il secondo fine settimana di Luglio ( Mes’e Orgiolas), la festa viene celebrata in forma ancora più solenne, con una meravigliosa processione impreziosita da donne e uomini in costume, cavalieri accompagnati dal canto de “is goccios”, il suono delle launeddas e il carro de “ is bois muraus” che dalla Chiesa di San Giovanni arriva composta fino ai piedi della torre spagnola. Questa festa, per la ricchezza di cerimoniali e di riti che la caratterizzano risulta tra le più affascinanti e interessanti di tutto l’anno. La celebrazione dei riti per San Giovanni è connessa al solstizio d’estate, che segna l’ingresso della nuova stagione in un periodo in cui si pensava avvenissero prodigi di ogni genere, legati in particolare alla fecondità della terra. Questa festa aveva e ha ancora una forte incidenza nella vita quotidiana, in particolare per la preparazione di Su Nenniri e della Croce di fieno” Su Santu”. Il mito cui fare riferimento è vecchissimo e si può trovare in tutti i paesi affacciati sul Mar Mediterraneo: Iside e Osiride in Egitto, Tammuz e Astarte in Babilonia e in Grecia dove, da tempi immemorabili, si realizzano i giardini di Adone. Circa quaranta giorni prima, come durante il periodo precedente la Santa Pasqua, le donne bariesi seminano chicchi di grano in vasi di terracotta che innaffiati molto di frequente e conservati al buio danno vita a germogli di un verde-giallo chiaro e molto brillante, i quali durante la solenne processione di San Giovanni Battista di Luglio, privati della Croce di canna e fenu, vengono gettati in mare in segno di buon auspicio. Anticamente le croci erano composte da un tronco principale verticale e da due intersecazioni orizzontali dove venivano appesi i filari di frutta . Attualmente presentano forme più elaborate che comunque si rifanno a simbologie religiose. Su Santu viene ancora oggi realizzato grazie alle sapienti mani del maestro artigiano Gabriele Lai che sin da bambino ne subì il fascino e che con caparbietà e un profondo amore per le nostre tradizioni ha portato avanti, strappandolo così dalle grinfie del tempo che spesso si porta via tutto. La preparazione della croce richiede settimane di minuzioso lavoro: la raccolta de s’enarzu al tramonto , il taglio delle canne che fanno da impalcatura per i rombi che verranno intrecciati e ad esse legate con attenzione e meticolosità. A lavoro ultimato, si prepara la frutta e su pani pintau per abbellire ulteriormente Su Santu. Le sculture di pane che raffigurano fiori, cuori, spighe… vengono realizzate con un impasto di semola, acqua e sale lavorati fino ad ottenere una pasta elastica. Attraverso particolari attrezzi antichi come, sa sarretta, una rotella con la circonferenza zigrinata, costruita con una moneta antica e provvista di manico e l’ausilio di una forbicina si dà vita a dei veri e propri gioielli. La frutta e il pane che orna la croce de Su Nenniri viene poi offerta in segno di amicizia. Tre giorni di grande festa religiosa e civile.

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