MUSEO IS BANGIUS, MOSTRA SU “L’ABBIGLIAMENTO TRADIZIONALE DELLA SARDEGNA NELLE INCISIONI DI GUIDO COLUCCI”


di Gian Piero Pinna

Il Comune di Marrubiu, in collaborazione con la Carlo Delfino Editore e le Volontarie Cultura Arte Marrubiu, nella struttura museale di Is Bangius, presentano l’evento “L’abbigliamento tradizionale della Sardegna nelle incisioni di Guido Colucci”, una serie di opere realizzate nella prima metà del Novecento, che hanno per oggetto l’abito tradizionale sardo. La mostra, che avrà una durata di due settimane, racconta una parte del grande lavoro svolto da Guido Colucci negli anni 30’ del 1900, durante una serie di soggiorni in Sardegna, in cui si appassionò talmente tanto al costume sardo, che nel giro di breve tempo, riuscì a realizzare le incisioni di 43 costumi.

Nei sui spostamenti, che lo portarono in numerosi centri delle diverse zone della Sardegna, quali Samugheo, Bitti, Bono, Orgosolo, Ittiri, Sennori, Cagliari, Iglesias, Milis etc., riuscì a venire a diretto contatto con una grande varietà di tipologie del vestiario tradizionale sardo, che riportò puntualmente nelle sue incisioni.  Di questo imponente lavoro, realizzato su lastre originali, sono state selezionate solo 90 esemplari per ciascun incisione, punzonate e autenticate dal Maestro incisore Enrico Piras, e di queste, le 43 migliori, verranno esposti nella mostra. Questi lavori ci consegnano una ampia testimonianze di come erano fatti gli abiti tradizionali, vista anche la grande attenzione nella rappresentazione dei dettagli, che va oltre a qualsiasi testimonianza fotografica. Consegnandoci così un interessante “spaccato”, da cui poter attingere per la conoscenza storica di questo importante simbolo di identificazione culturale, qual è l’abito sardo. Giudo Colucci, figlio di un diplomatico,  nasce a Napoli nel 1877. Studiò a Lucca e a Genova e nel 1902, si trasferì a Firenze, dove si era stabilito il padre, quando andò in quiescenza e qui si laureò in Scienze Sociali e Politiche, preparandosi alla carriera consolare. Allo stesso tempo, però, frequentò lo studio di Giovanni Fattori, dal quale apprese i primi rudimenti di tecnica dell’incisione e aprì uno studio, ingombro di vasi e incisioni giapponesi e di antiche armi orientali, dove disegnava e incideva. Partecipò alle Esposizioni del 1908 e del 1909 della Società delle Belle Arti di Firenze. L’anno dopo la sua arte di incisore fu “scoperta” dal critico Francesco Sapori, che gli dedicò un lungo articolo su “Vita d’arte”. Dopo alcune mostre collettive a Firenze e la partecipazione alla Biennale di Venezia, Colucci debuttò a Parigi nel 1913, al Salon di primavera. Da un soggiorno a Tripoli tornò con visioni di case arabe, accecate dal sole. Volontario nella Grande Guerra e ferito a un occhio, fu degente all’Ospedale di Siena. Divideva i suoi giorni tra Firenze, Bastia in Corsica – nella casa una volta abitata da Domenico Guerrazzi – e Siena, dove suo fratello Carlo Waldemar Colucci era vice Prefetto. Disegnava e incideva ponti di Firenze, stradine di Siena e paesaggi della campagna toscana con contadini al lavoro. Incise vedute di piccoli porti della costa ligure, con barche e pescatori. Nel 1919 espose a Firenze, a Palazzo Antinori, ceramiche, mobili intagliati e dipinti, incisioni colorate, oli e arte applicata, proponendosi come artista “totale”  e meritando la medaglia d’argento per la puntasecca “Follia”.

Il giorno dell’inaugurazione, oltre all’apertura della mostra di Guido Colucci, al Museo di Is Bangius, si terrà anche la proiezione di alcuni estratti dei filmati dell’Istituto Luce dal titolo: “La Sardegna del ‘900”, un’opera raccolta in quattro dvd, che propone filmati girati tra il 1928 e la fine dello scorso secolo, pazientemente recuperati dagli archivi, principalmente dell’Istituto Luce, ordinati per sezioni, ripuliti e trasferiti, con le più moderne tecniche, su dvd. Una iniziativa realizzata dopo anni di studi e di ricerche, grazie alla collaborazione di autori e ricercatori di grande preparazione e passione. In occasione della mostra, verrà anche realizzato un punto vendita, con alcuni testi selezionati e in sconto della Carlo Delfino editore. All’inaugurazione interverranno il Sindaco di Marrubiu, Andrea Santucciu,  l’architetto Claudia Pascalis, l’editore Carlo Delfino e il  responsabile per le relazioni esterne della Carlo Delfino editore, Lorenzo Porcu, che racconterà il viaggio di questa mostra e il rapporto tra la casa editrice e i comuni.

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