NEL DESERTO AUSTRALIANO, 522 CHILOMETRI DI CORSA: LA SFIDA DEL 58ENNE ROBERTO ZANDA

Roberto Zanda

Ex paracadutista della Folgore, istruttore di nuoto, granitico ambasciatore in giro per il mondo della Sardegna: un curriculum di tutto rispetto quello di Roberto Zanda, atleta che alla “veneranda” età di 58 anni ancora si “sente un pischello”. É pronto per affrontare una nuova sfida, prendendo parte a una delle competizioni più dure e lunghe del pianeta, la Track ultra marathon Australia. Dal 6 al 17 maggio 2015 lo attenderanno 522 chilometri da divorare in 8 tappe rigorosamente all’insegna del rispetto della natura- tra le clausole del regolamento c’è anche quella che infligge 5ore di penalità al corridore pizzicato a gettare rifiuti lungo il percorso- correndo col regime di autosufficienza alimentare imposto dall’organizzazione. Per lui, così come per gli altri 50 top runner partecipanti, i responsabili metteranno a disposizione solo 12 preziosi litri d’acqua da centellinare lungo il percorso di ciascuna giornata, e l’assistenza medica. Il restante materiale obbligatorio lo dovrà portare in spalla nel suozaino da 22 chili: dal kit di primo soccorso ad un specchietto di segnalazione passando per l’occorrente per la sosta e le immancabili razioni di cibo. Ed è proprio l’alimentazione bilanciata una delle componenti essenziali in questa nuova impresa. “Sto curando molto il fisico e l’alimentazione: quest’anno ho adottato le idee del nutrizionista Andrea Zonza e i risultati si vedono” spiega Zanda. Nemmeno gli infortuni fisici nel corso degli anni hanno fermato “il Massicione”: nel 2008 durante una gara in Egitto è stato colpito da una peritonite e si è salvato grazie all’intervento di un medico arabo che lo ha operato in una tenda da campeggio, mentre una dolorosa spina calcaneare ha soltanto rimandato l’appuntamento australiano di due anni. Zanda trasmette un’istancabile voglia di andare che lo spinge a non fermarsi: “Quando corro non mi sento mai solo, la mia energia la prendo da questo mio navigare non solo fisico ma mentale. Durante le gare mi accompagnano il pensiero e lo sguardo degli amici, degli sponsor che mi permettono di partecipare alla sfida, in Australia potrò correre grazie ai plantari speciali costruiti per me dalla Orthopedia, e di tutte le persone che nel corso di questi anni hanno creduto in me”.  Forza e determinazione accompagneranno Zanda e la sua bandiera fino al traguardo di Uluru, cuore spirituale dell’Australia. “Arriverò al traguardo, costi quel che costi, e lo farò con la bandiera dei 4 mori, quella della mia patria”

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