SAPORE DI SOLE, SAPORE DI MARE: LA LUCE SOLARE E L’EFFETTO TERAPEUTICO SULL’UMORE REGALA ENERGIA VITALE

foto di Paolo Salvo

di Natascia Talloru

E’ decisamente un’estate instabile che fatica a partire quella che stiamo vivendo, il mese di luglio più freddo degli ultimi 20 anni e con un sole dispettoso che compare e scompare rapidamente lasciando spazio a pioggia e temporali. La buona notizia è che le ondate di calore di matrice africana a cui ci siamo abituati negli ultimi anni saranno meno frequenti, ma sarà un’estate tollerabile che non limiterà comunque le vacanze agli amanti del mare, con temperature che dovrebbero attestarsi al di sopra della media di riferimento nel mese di settembre. Indipendentemente dal tempo, in Sardegna non siamo certamente in grado di rinunciare né al sole né tantomeno al mare per cui prima di avventurarci nelle magnifiche spiagge della nostra isola approfittiamo di questo ritardo stagionale per prepararci all’arrivo di Caronte, seguendo una serie di semplici accorgimenti e proteggendo la pelle dai raggi solari, con l’obiettivo di mantenerla sana e abbronzata.

L’effetto terapeutico del sole. La luce solare ha sicuramente un effetto terapeutico sull’umore ed esiste una vasta letteratura scientifica secondo cui rappresenti un vero e proprio antidepressivo naturale poiché migliora l’autostima e sembra regalarci maggiore energia vitale. Il sole è inoltre una fonte naturale di vitamina D, indispensabile per il buon funzionamento delle ossa e che a sua volta genera una serie di effetti positivi sul metabolismo, sul sistema immunitarioed endocrino. La vita moderna però limita il contatto quotidiano col sole di conseguenza la pelle è meno preparata e possiede una risposta di adattamento più lenta per sopportare un’eccessiva esposizione in una volta sola. Il migliore approccio è dunque quello di dosare l’esposizione nelle fasi iniziali consentendo gradualmente  la progressiva pigmentazione della pelle, la quale rappresenta il nostro meccanismo naturale di protezione ma che spesso risulta insufficiente e ci costringe a dipendere dall’uso dei filtri solari. I principali responsabili della colorazione della pelle sono i Raggi Ultravioletti U.V-A e U.V-B. La maggior parte dei filtri solari (filtri chimici o filtri fisici) presenti oggi in commercio hanno lo scopo di contrastare gli effetti indesiderati della radiazione solare dovuta a questi raggi. Inizialmente furono studiati per difendere la pelle dall’ustione indotta dai Raggi U.V-B; successivamente sono stati modificati per proteggere anche nei confronti dei Raggi U.V.-A.

Attenzione alle creme solari. Negli ultimi anni le aziende del settore hanno rilevato una serie di problemi relativi all’uso di creme solari contenenti sostanze chimiche aventi la capacità di assorbire e convertire le radiazioni ultraviolette, ma che possono subire durante la loro azione protettiva delle modifiche strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti determinando il rilascio di prodotti di degradazione tossici, per i quali non è sempre accertata l’innocuità. Trattandosi di sostanze chimiche non è escluso che la pelle le interpreti come nemiche e scateni reazioni allergiche.Il Dott. Cedar e il Dott. Frank Garland dell’Università della California e diversi autorevoli ricercatori australiani e norvegesi sostengono oltretutto che l’aumento nell’uso dei filtri solari chimici sia la causa primaria del melanoma (carcinoma basocellulare). In particolare le sostanze ritenute fotoinstabili sono l’octyl methoxicinnamate (OMC) presente nel 90% delle creme e ilbenzophenone, un potente generatore di radicali liberi.

Una valida alternativa. Fortunatamente esistono valide soluzioni che si basano su una barriera protettiva di  tipo fisico e costituiti da sostanze più semplici che indubbiamente risultano maggiormente sicuri, contenenti in genere biossido di titanio e ossido di zinco; oppure in alternativa si possono trovare solari formulati con soli attivi vegetali abbinati a filtri fisici ben bilanciati: ad esempio  formulazioni contenenti estratto di germe di grano , aloetè verdecera d’apiestratto dicrusca sono in grado di proteggere adeguatamente l’organismo in modo naturale, avendo anche un’azione antiossidante(contro i radicali liberi). La scelta verrà effettuata a seconda del tipo di pelle e si consiglia sotto l’occhio vigile di un medico dermatologo, soprattutto per i soggetti con pelle più sensibile, le donne in gravidanza e i bambini.

L’alimentazione aiuta. Comunque sia i filtri solari non sono l’unica soluzione disponibile: possiamo proteggerci lavorando in profondità con il tipo di alimentazione, che ci aiuterà oltretutto a migliorare il nostro aspetto. E’ buona norma in questo caso scegliere una dieta colorata costituita da cibi ricchi di carotenoidi nelle giuste dosi, i quali contrastano l’azione dei radicali liberi, proteggono l’apparato cardio-vascolare, sono antinfiammatori e antinvecchiamento; proteggono inoltre il sistema immunitario neutralizzando l’azione di agenti inquinanti. I carotenoidi li ritroviamo abbondantemente nelle carote, pomodori, spinaci, rucola,  nelle foglie di malva, nella zucca, peperoni, nel tarassaco, nei broccoletti e nella frutta gialla come l’albicocca, il melone, le pesche ma anche frutta rossa come le ciliegie, i frutti di bosco e le angurie.

I suggerimenti. E’ consigliabile idratare la pelle dopo l’esposizione al sole ricercando prodotti con un’azione lenitiva eantiossidante tra una vasta gamma di creme o oli; da preferire prodotti contenenti iperico, elicriso, camomilla, calendula e oli di mandorle, jojoba, oliva o germe di riso, salvo casi di soggetti allergici ad alcuni componenti. Idratare significa anche ristabilire l’equilibrio idro-salino fornendo all’organismo acqua e sali minerali; si possono preparare frullati e centrifugati di frutta e verdura oppure consumare il tè verde freddo, che rappresenta la bevanda perfetta per l’estate per l’alta concentrazione di minerali e catechine antiossidanti.  E’ chiaramente impensabile convincersi di essere protetti solamente utilizzando prodotti e alimentandosi nel modo giusto e di conseguenza esporsi nelle ore in cui le temperature sono massime; è consigliabile preferire le ore meno calde della giornata e nei casi più estremi utilizzare gli indumenti.

* FocuSardegna.com

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