LA BUFALA DEGLI IMMIGRATI CHE RUBANO IL LAVORO AI SARDI, UN DIBATTITO POLITICO SEMPRE MOLTO CALDO


di Alessandra Carta *

È una riflessione sui numeri, adesso che la strage del Charlie Hebdo ha riportato al centro del dibattito politico il tema dell’immigrazione. Don Marco Lai, presidente di Caritas Cagliari e delegato in quella regionale, vuole abbassare i toni di una certa intolleranza e lo fa coi dati del Rapporto “Tra crisi e diritti umani”. Nel 2014 la Caritas lo ha firmato insieme alle università Torino, Firenze, Roma e Cagliari. Sotto la lente pure l’occupazione, da cui viene fuori che gli stranieri residenti nell’Isola e senza una busta paga sono il 24,7 per cento, contro il 17,5 di media regionale. “Ciò vuol dire – sottolinea il parroco – che gli immigrati non rubano il lavoro a nessuno”. In Sardegna sono 35.610 gli stranieri iscritti nelle anagrafi comunali. La comunità rumena è la più numerosa. Seguono marocchini, senegalesi, cinesi e ucraini. Valgono il 2,1 per cento della popolazione e spingono l’Isola in fondo alla classifica nazionale, davanti solo alla Basilicata. Ci sono poi i migranti: nei centri di accoglienza sono ospitati in 1.046, pari al 2,9 per cento rispetto agli stranieri residenti. E stavolta si tratta della percentuale più alta che si registra in Italia. Di certo, la Sardegna dimostra di avere poco appeal per chi è in cerca di una speranza. Gli immigrati che abitano nell’Isola rappresentano appena lo 0,8 per cento dei 4.387.721 stranieri residenti in Italia, di cui 1.028.663 in Lombardia. Ancora: l’immigrazione si concentra nelle province di Cagliari e di Olbia-Tempio, dove gli stranieri sono rispettivamente 11.824 e 8.647, cioè il 57,4 per cento del totale. Non solo: se il numero assoluto ruota intorno al capoluogo sardo, è la Gallura che fa segnare la maggiore incidenza degli stranieri sull’intera popolazione, pari al 5,4 per cento. Quindi più del doppio rispetto al 2,10 che si rileva nel Cagliaritano. Fanalino di coda l’Ogliastra, la provincia sarda più piccola con appena 839 stranieri. Nel resto dell’Isola, questi i numeri degli immigrati: Sassari 6.432, Nuoro 3.039, Oristano 2.320, Sulcis 1.503 e Medio Campidano 1.006. Le donne straniere, comunque, sono in maggioranza: 57,1 per cento contro il 42,9 di uomini. La comunità rumena conta 9.899 persone. I marocchini sono 4.690, i senegalesi 3.052, i cinesi 3.048, gli ucraini 2.054. Quanto alla disoccupazione, dal Rapporto Caritas risulta che gli immigrati con una busta paga sono 26.811. Ciò vuol dire che è senza lavoro il 24,7 per cento. I titolari di un’impresa individuale nati in Paesi extra Ue superano quota 6mila. Piccoli numeri pure sull’istruzione, con una premessa: i bambini stranieri vengono mandati poco alla scuola materna. La loro incidenza è del 16,8 per cento. Alle elementari il dato sale sino al 34,4 per cento, ma crolla di nuovo alla medie (23,4) per risalire di misura alle superiori (25,4). Infine, i migranti, quelli sbarcati direttamente in Sardegna o trasferiti dalla Sicilia: nei centri di accoglienza isolani sono ospitati in 1.016. Stavolta il dato è del 2014, recuperato dal Rapporto del ministero dell’Intero sull’operazione “Mare nostrum“. All’Expo di Milano, quindi dopo maggio, sarà presentato il nuovo Rapporto sull’immigrazione, il 14° con l’aggiornamento dei dati al 2014.

* Sardinia Post

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