DISASTRO AMBIENTALE SENZA PRECEDENTI: ESERCITAZIONI DA FERMARE PER SEMPRE. LO SCANDALO DI CAPO FRASCA CON BOMBE CICLOPICHE SPARSE OVUNQUE

residui bellici a Capo Frasca

di Mauro Pili

Missili ciclopici, distese infinite di proiettili giganti di ogni genere e persino un aero caduto di cui nessuno sapeva niente. Quello di Capo Frasca è uno scandalo senza precedenti. Hanno tentato in tutti i modi di nascondere il disastro ambientale e soprattutto di dare un immagine falsa di quanto succede dentro il poligono militare. Aver divulgato le immagini delle mini bombe e aver nascosto l’area target 5 con l’uso delle bombe ciclopiche è semplicemente vergognoso. Solo uno Stato vigliacco può comportarsi in questo modo. Aver tentato di far passare quello di giovedì 4 settembre come un fuocherello di sterpaglie è inaudito. Aver messo in piedi una comunicazione totalmente fasulla tesa a nascondere i segreti e l’utilizzo della base appartiene ad altri regimi non ad uno Stato democratico. Aver convocato la stampa per fargli vedere solo una minima parte del disastro e dell’utilizzo della Base è stato un tentativo maldestro di nascondere il vero utilizzo del poligono. Decine di ettari di pregiatissima macchia mediterranea andati in fumo, con migliaia di palme nane, distrutte dalle fiamme, a rischio il grande patrimonio faunistico dell’area. Non basta la sospensione delle esercitazioni per settembre ma devono essere bloccate ad oltranza. La mia denuncia dopo aver lasciato l’interno della base di Capo Frasca dove ho trascorso la notte per protestare contro il divieto di ingresso nell’area devastata dall’incendio. Solo dopo 12 ore ho avuto il via libera per il sopralluogo ispettivo nell’area interdetta. Si tratta di un scenario apocalittico dove alla devastazione delle fiamme si aggiunge la scoperta di centinaia di missili dispersi in tutta la superficie della punta estrema del promontorio. Ho voluto verificare palmo a palmo la base. Le immagini che mi sono presentate sono agghiaccianti a partire dai missili ciclopici che si sono conficcati sul terreno devastando l’intero patrimonio ambientale. E’ semplicemente vergognoso che ieri siano state mostrate delle micro bombe e invece sia stata preclusa la visita della zona target più avanzata dove si usa un apparato bellico impressionante. Le fiamme hanno messo a nudo una realtà disarmante che conferma un uso dissennato e inaccettabile della Sardegna da parte dello Stato. Nel corso del lungo sopralluogo ho individuato un relitto di un aereo che risultava sconosciuto al comandante e al vertice della base di Capo Frasca. Un elemento ulteriore, gravissimo che dimostra quanto questi giochi di guerra vengano svolti senza alcun rispetto per l’ambiente. Ritrovare in mezzo al poligono il relitto di un aereo, per il quale sono state informate in serata le autorità aereonautiche tedesche, è di una gravità inaudita perché questo dimostra con quale superficialità si opera nella bonifica e nel controllo della sicurezza della base. Sul piano ambientale è evidente la devastazione gravissima di un’area individuata come sito di importanza comunitaria. Qualsiasi cittadino sardo se avesse commesso un millesimo del danno sarebbe finito nelle patrie galere. Qui si devasta la Sardegna e nessuno paga. Presenterò un formale esposto denuncia alla Procura di Cagliari per disastro ambientale e colposo. Non è più accettabile che la Sardegna venga utilizzata per i tiri al bersaglio dello Stato. Non basta la sospensione delle esercitazioni per settembre ma devono essere bloccate ad oltranza. La guerra contro questa violenza di Stato è appena iniziata.

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