LA TIRRENIA DIVENTA SARDA: ECCO L’INTESA CON LA REGIONE. E ALL’IMPROVVISO, SI VA D’AMORE E D’ACCORDO?


di Cristina Cossu *

Vanno d’amore e d’accordo l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana e l’amministratore delegato di Tirrenia Ettore Morace: annunciano «una nuova stagione» nei rapporti tra la Sardegna e la compagnia di navigazione, che sta per trasferire la sua sede legale da Napoli a Cagliari. Hanno firmato un accordo che prevede tagli di rotte «inutili», tariffe scontate, promozioni, assunzioni stagionali, in attesa di riscrivere la convenzione sulla continuità territoriale (con il Governo) che non piace a nessuno, anzi «basata su clamorosi errori». Le trattative vanno avanti da tempo: l’altro giorno a Roma si è chiuso il confronto e sono state scritte le modifiche di un contratto che (fino al 2020) dà alla società privata “Cin” 72 milioni 686 mila euro l’anno per i collegamenti marittimi in regime di pubblico servizio con le isole maggiori e minori, di questi, 52 milioni servono per garantire le rotte passeggeri e merci sarde. Contributi che non bastano a far quadrare i conti (le perdite si aggirano sui 28 milioni), dunque bisogna «razionalizzare». Intervenendo sui rami secchi e sui prezzi. La Regione non ha potere decisionale, però viene invitata al tavolo (lo ha stabilito una sentenza) e può esprimere un parere. Ma poiché Tirrenia vuole diventare la compagnia dei sardi e far dimenticare la sua cattiva fama e una storia di conflitto con la Sardegna, ha messo sul piatto una serie di offerte «favorevoli» – «a sostegno del territorio», in un’ottica di «ripresa del traffico merci e passeggeri, pur nell’ambito di un contenimento dei costi» – che sono state accettate e sottoscritte dalla Giunta, anche sulla base delle indicazioni bipartisan arrivate dalla Commissione trasporti del Consiglio regionale, presieduta da Antonio Solinas (Pd). Con un avvertimento: a luglio 2015 scade il primo periodo regolatorio e si può rivedere l’intero impianto. Le parti si stanno già preparando, a febbraio cominceranno gli incontri e queste novità annunciate servono anche e soprattutto ai fini di una sperimentazione. Settantaquattro corse in meno all’anno: la Cagliari-Civitavecchia in inverno (esclusi Natale, Capodanno e Pasqua) non sarà più giornaliera ma trisettimanale e per i residenti ci sarà uno sconto del 50% sui biglietti. Da un’indagine risulta che il coefficiente di riempimento tra gennaio e aprile è stato di poco superiore al 3% per i passeggeri, dell’1% per le auto. Insomma – ha spiegato Deiana – «non è pensabile che una nave da 2700 posti viaggi semivuota, non è conveniente prima di tutto per i sardi, che vedono così dissipate risorse da impegnare più proficuamente». L’impegno di Morace comunque è quello di ripristinare la linea nel momento in cui i numeri dovessero crescere. Ancora: da ottobre ad aprile sarà abolita l’ultima parte della Genova-Olbia-Arbatax, garantendo in ogni caso lo stesso fatturato agli operatori portuali. «Una misura che già era stata adottata, senza clamore, e di cui in Ogliastra nessuno si era lamentato», sottolinea l’assessore. Altro taglio, già in vigore, riguarda la Cagliari-Trapani. Ma con la Sicilia c’è stato un incremento delle tratte su Palermo. La Livorno-Cagliari, per le merci, passa invece da cinque a sei partenze la settimana, per esaudire i desideri degli autotrasportatori. Le tariffe per i residenti (a differenza di quello che dice la convenzione) sono applicate dodici mesi l’anno su tutte le rotte e i nativi (chi è nato nell’Isola ma vive fuori) e i loro familiari a carico sono equiparati. Una novità pubblicizzata da Deiana e Morace è la “123”: in occasione di particolari eventi, in media e bassa stagione, si pagano 123 euro per due persone, cabina, auto e cena a bordo. Inoltre: se servirà una corsa speciale per partite di calcio o grandi manifestazioni nella Penisola, Tirrenia metterà un traghetto ad hoc. La Cin si impegna ad assumere – stagionalmente – almeno 30 marittimi presi dalla graduatoria del turno generale della Capitaneria di Porto di Cagliari. Attualmente a lavoro ci sono 38 persone. A settembre Ettore Morace porterà agli azionisti la proposta di trasferire la sede legale della compagnia da Calata Porta di Massa (interno porto stazione marittima, capannone Juta, Napoli) a Cagliari. Un’operazione simbolica ma non solo. Nel 2013 Tirrenia ha versato circa 30 milioni di Iva all’erario, quindi, con l’inaugurazione dei nuovi uffici, in base allo Statuto, i nove decimi dell’imposta – 27 milioni di euro – resteranno qui. 

* Nuova Sardegna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *