CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA: SARDI, VENETI, PIEMONTESI, LOMBARDI, AUSTRIACI, SLOVENI E BOSNO-ERZEGOVESI INSIEME PER COMMEMORARE IL 98° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI MONTE FIOR, SULL’ALTOPIANO DI ASIAGO


di Elisa Sodde

Accompagnate dalle note degli inni nazionali, le Bandiere della Repubblica Federale d’Austria, della Bosnia- Erzegovina e il Tricolore Italiano, seguite dai vessilli regionali della Stiria, del Veneto e della Sardegna, venivano issate sui pennoni che circondano il piccolo monumento ai Caduti bosniaci, a quota 1.624 di Malga Slapeur, sull’Altopiano dei “Sette Comuni”.

Nella suggestiva cornice delle Melette di Foza, ancora ammantate di neve, si è svolta la cerimonia commemorativa del 98° anniversario della 1^ Battaglia delle Melette, con la quale hanno avuto inizio sull’Altopiano di Asiago le celebrazioni per il centenario della 1^ Guerra Mondiale.

La cerimonia, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Foza e dalla Comunità Montana “Spettabile Reggenza Altopiano dei Sette Comuni”, e organizzata da un Comitato composto dall’Associazione “Amici della Storia” di Foza presieduta dal Dottor Filippo MENEGATTI, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, la “Croce Nera Austriaca” e le locali Sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini e dell’Associazione Nazionale del Fante, è stata diretta dal Luog. (ris) Antonio PINNA, storico della Brigata “Sassari” e Presidente del Comitato Regionale Sardegna dell’A.N.C.R., che ha rievocato i fatti d’arme svoltisi 98 anni fa sulle Prealpi vicentine.

 Nel maggio del 1916 l’offensiva austriaca di Primavera, meglio nota con il nome di Strafexpedition, investiva l’Altopiano dei “Sette Comuni” con l’obiettivo di scendere, attraverso la Val Frenzela, nella sottostante pianura veneta e tagliare le vie di rifornimento e della ritirata alle Armate italiane attestate dall’Isonzo al Cadore.

Tra il 5 e l’8 giugno 1916 sull’acrocoro delle Melette i quattro Battaglioni Alpini “Argentera”, “Morbegno”, “Val Maira” e “Monviso”, inquadrati nel “Gruppo Foza” e i reparti del 151° e 152° Reggimento Fanteria della Brigata “Sassari”, privi di alcun sostegno di artiglieria, arrestavano sull’ultimo baluardo montano del Monte Fior e del Monte Castelgomberto gli agguerriti reparti della 6^ Divisione Imperiale, tra i quali il 27° Reggimento “Konig der Belgier” e il 2° Reggimento della Bosnia – Erzegovina, al tempo entrambi di stanza a Graz.

Alla cerimonia del Meletta – Gedenkfeir, (la giornata del Ricordo di Monte Meletta), nel corso della quale ha reso gli onori un picchetto del 5° Reggimento Alpini erede delle tradizioni del Battaglione “Morbegno”, erano presenti i Sindaci dei Comuni dell’Altopiano, diverse autorità civili provenienti da Graz, da Maribor, da Sarajevo e da Banja Luka, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, tra le qualila Sezione biellese dell’Associazione Nazionale “Brigata Sassari”.

Hanno partecipato, vestiti nelle loro uniformi storiche e costumi tradizionali, diverse centinaia di militari e civili austriaci e bosno-erzegovesi, eredi delle tradizioni degli antichi reparti dell’esercito austro-ungarico e, accompagnati da una folta rappresentanza di Sardi residenti in terra veneta, i Labari delle Federazioni Provinciali dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Sassari e di Vicenza, tra loro gemellate nel ricordo dei Caduti della Brigata “Sassari” sulle Prealpi Vicentine. Tra gli ospiti, anche il Dottor Marcus von ASBURGO-LORENA, ultimo discendente diretto di Francesco Giuseppe I, Imperatore d’Austria e Ungheria al tempo della Grande Guerra.

Commovente è stato assistere al rito religioso officiato insieme da un sacerdote cattolico, un pastore protestante, un pope ortodosso, un rabbino ebraico e un imam musulmano, in rappresentanza delle cinque confessioni alle quali appartenevano i combattenti che, per opposte ragioni, 98 anni fa si fronteggiarono su quelle montagne.

Dopo aver portato, a nome del Vice Presidente Nazionale Vicario Comm. Gaetano ANGIUS,  il saluto dei Combattenti e Reduci d’Italia e di Sardegna in particolare, il Luogotenente Antonio PINNA, Consulente Storico dell’iniziativa, ha spiegato il carattere internazionale della cerimonia, che sarà celebrata a rotazione annuale in Austria, in Bosnia-Erzegovina e in Italia, e illustrato il progetto di recupero dei siti storici e dei trinceramenti occupati dalla Brigata “Sassari” durante l’anno di permanenza sull’Altopiano di Asiago, descritti da Emilio LUSSU nelle pagine del suo celebre libro.

Il Progetto, hanno ricordato il Sindaco di Foza Ing. Mario ORO e il Luog. Antonio PINNA, vede impegnati insieme i Sodalizi locali, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, i Comuni di Foza, Gallio e Asiago e un Comitato di 131 Comuni della Sardegna, nella realizzazione del Museo all’Aperto e annesso Parco Letterario delle Melette e mira, attraverso le visite guidate ai luoghi della memoria, a trasmettere alle giovani generazioni quei valori risorgimentali che quasi un secolo fa portarono all’unificazione del nostro Paese e alla nascita dello Stato Italiano, evidenziando nel contempo il grande ruolo svolto dalla Sardegna e dalla Brigata “Sassari” in particolare.

Ed è significativo notare come Paesi allora nemici, siano oggi impegnati – fianco a fianco- nella costruzione di un’Europa unita e libera da frontiere, nel rispetto della sovranità, dei principi democratici e della pacifica convivenza dei Popoli che la compongono.

Informazioni in merito potranno essere richieste presso il Comitato Regionale A.N.C.R. Sardegna, via Politeama, 3, in Sassari.  Tel 079/231466; mail: asso.combattenti.sassari@virgilio.it

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