NASCE LA MOSTRA ITINERANTE DEDICATA AL SANTO PATRONO DELLA SARDEGNA

la statuetta del presepe napoletano raffigurante Sant'Antioco. Foto di Pierluigi Pinna.

di Elisa Sodde

Hovsep Achkarian, Katya Andreev, Carlo Borghesian, Alessandro Brugattu, Domenico Castaldo,  Antonio Cauli, Luca Dall’Olio, Marco Ferrigno, Stefania Galasso, Carlo Giancola, Maurizio  Lai, Mauro Lorrai, Ercole Mancosu, Mirko Pagliacci, Roberta Serenari, gli studenti del Liceo Artistico Statale P.L. Nervi – G. Severini Ravenna.

Per tutta l’estate 2014, le singolari opere di questi artisti, che il 3 maggio u.s. hanno preso parte ad un evento finora unico nel suo genere, aprendo la prima e significativa tappa di un’interessante rassegna d’arte dal titolo “L’effigie di S.Antioco nell’Arte contemporanea”, potranno essere ammirate presso la Sala Mostre “I Sufeti” a Sant’Antioco (C.I.).

La mostra, inaugurata nella cittadina lagunare in occasione della celebrazione della 655° Edizione della Sagra del Santo Patrono della Sardegna, nell’intento dei suoi curatori (Roberto Lai e Pierluigi Pinna), persegue il lodevole quanto ambizioso obiettivo di dar vita ad un progetto culturale itinerante per la promozione, divulgazione e valorizzazione del culto del Santo sulcitano attraverso, appunto, il linguaggio dell’arte contemporanea.

Antioco visse durante il regno dell’imperatore Adriano (117-138): nacque in Mauritania e poi approdò nell’isola di Sulci (oggi Sant’Antioco) dove propagò la dottrina cristiana ed infine trovò la morte. In ordine di tempo, è quindi, il primo martire della Sardegna. Patronus totius Regni Sardinae, questa è, infatti, la corretta attribuzione del protettore dei sardi.

Un martire glorioso e miracoloso, un Santo di colore, un Santo taumaturgo venuto dal mare africano, un Santo internazionale che, oggi possiamo identificare anche come un migrante alla ricerca di se stesso e del suo posto nel mondo. Gli artisti, ispirati da questi principi hanno spaziato sull’iconografia del Santo che lo rilancia in una visione contemporanea come il Santo venuto dal mare.

L’articolato progetto di una mostra itinerante che, di tappa in tappa, si arricchisce di nuove opere, nasce con l’idea di riprodurre lo stesso evento culturale in altre località regionali, nazionali ed internazionali e prevede il diretto coinvolgimento di sempre più artisti che vorranno esprimere, attraverso la loro arte, la loro visione ed interpretazione del messaggio di speranza e fratellanza, ancora così fortemente attuale, del nostro Santo Patrono.

Tra gli artisti che hanno subito risposto con entusiasmo sposando il progetto con la proposizione di una o più loro opere:

Roberta Serenari (Bologna), ha rappresento il suo  “Il Santo Migrante” in una visione estremamente contemporanea, col volto di un giovane uomo di colore che indossa una semplice maglia bianca (integrità) ed esprime la sua Santità attraverso uno sguardo limpido e sereno.

Sefania Galasso (Roma), nel suo “Antiochus” propone invece un Antioco in età avanzata,  che appare stanco e un po’ malinconico  ma con sguardo fermo e speranzoso in cerca di accoglienza.

 

Luca Dall’Olio (Brescia), con un’opera dal titolo “S.Antioco e le sue Chiese”, l’artista ha voluto mettere al centro la figura classica del Santo contornato dalla Sua Basilica, la Cattedrale di Bisarcio e la Chiesa di Mogoro.

Marco Ferrigno (Napoli), con una mirabile scultura realizzata in terracotta, legno e le rinomate sete di S. Leucio (borgo medioevale in provincia di Caserta), ha creato “S.Antioco nel presepe Napoletano”.

Mirko Pagliacci (Roma), con una splendida rappresentazione  su tavola del Santo a cavallo.

Alessandro Brugattu (Sant’Antioco), ha proposto due opere dai colori pieni e luminosi: nella prima è riccamente rappresentata la passione del Santo e nell’altra,  “ Il moro in Sardegna”, un Antioco migrante.

Antonio Cauli (Sant’Antioco), presenta una peculiare trilogia scultorea in basalto: Santa Rosa (mamma di S.Antioco), S.Antioco e San Platano (il fratello). Cauli ripropone, inoltre, l’opera “Antioco il Moro” già esposta al Premio Arciere diretto da Vittorio Sgarbi.

 

Katya Andreev (Bulgaria), è presente con due opere caratterizzate da colori intensi e pennellate corpose, tecnica che conferisce dinamismo ai soggetti rappresentati: “Antioco, il Santo dei sardi”, in cui il Santo viene ritratto nella sua classica iconografia della Basilica di Sulcis e il binomio sardo perfetto, “S.Antioco e Nostra Signora di Bonaria, Patroni della Sardegna”, entrambi venuti dal mare.

 

Hovsep Achkarian (Libano), propone “Una finestra aperta sull’aldilà”: opera realizzata  con colori a tempera su legno, su cui è fissato un tessuto ordito a mano, appartenuto a Monsignor Albino Morera, vescovo di Tempio Pausania e Ampurias, morto nel 1952 in odore di santità (in alto a destra s’intravvede il suo nome ricamato dalle amorevoli mani della madre). Il tessuto è di fattura sarda, scelto appositamente dall’artista per accogliere l’effige di Antioco.

 

Ercole Mancosu (Sant’Antioco), propone un’interessante opera dai colori forti, vivaci, decisi, volutamente incompiuta, dal titolo “Antioco il Santo venuto dal mare”.

Mauro Lorrai (Sant’Antioco), con “I due volti del Santo” presenta un’opera a matita che vede Antioco nella sua  classica rappresentazione sulcitana, accompagnata dall’iconografia del Santo venerato a Ghilarza.

 

Maurizio Lai (Sant’Antioco), è presente con tre opere: “Antioco sbarca nell’Isola di Sulci”, il Santo a bordo dell’imbarcazione che lo portò nell’isola, “Antioco a cavallo” che scruta le coste sulcitane e “Antioco” in cui il Santo è rappresentato con i suoi classici attributi della palma e del libro.

Carlo Giancola (Carbonia), con un’interessante lavoro dal titolo “S.Antioco in attesa dell’arresto presso la grotta in cui viveva”,  il Santo  predica la parola di Dio davanti ad un bambino nell’isola di Sulci.

Carlo Borghesan Noale (VE), con un’originale tecnica di chiaro-scuri creati con matita, china e bianchetto su cartoncino colorato, la figura centrale del Santo nell’immaginaria  dimensione del sacro e del mistero esprime una visione  mistica che unisce  la “Verità ultima” della propria esistenza all’intera realtà cosmica.

Domenico Castaldo Nola (NA), scultura lignea che riprende l’iconografia classica del Santo sulcitano caratterizzata da una storia singolare che verrà raccontata ai visitatori della mostra.

Infine un pregevole mosaico realizzato dagli studenti del Liceo Artistico P.L. Nervi – G. Severini  di Ravenna.

 

Attraverso questa sorta di vetrina internazionale incentrata sulla figura del Santo Patrono della Sardegna, non solo il Comune sulcitano, ma altresì la Provincia del Sulcis-Iglesiente e la stessa Regione avranno modo di far leva su un’occasione che può definirsi “strategica” per il proprio richiamo turistico di carattere storico, culturale e religioso. Quindi una proposta che si pone nella direzione della destagionalizzazione dell’offerta turistica. Sicuramente una vetrina culturale dall’ampia visibilità e, ci si augura, dai molteplici sviluppi e positive ricadute economiche per l’intero territorio … naturalmente, se sapute efficacemente sfruttare!

Informazioni utili per chi volesse visitare la mostra:  Basilica S.Antioco Martire, Sala Mostre “I Sufeti”, Piazza De Gasperi, Sant’Antioco (CI). Orari: dal lun. al sab. 18:00 – 20:00; domenica 10:00 – 13:00 e 17:00 – 20:00

4 risposte a “NASCE LA MOSTRA ITINERANTE DEDICATA AL SANTO PATRONO DELLA SARDEGNA”

  1. Mi inchini innanzi a tanta lungimiranza da parte degli isolani antiochensi. Un’incredibile lavoro divulgativo sulla figura di Sant’Antioco Martire sta riportando su tutte le cronache ciò che il tempo voleva cancellare. Molto interessante questa mostra d’arte contemporanea che mi riservo di visitare al più presto.

  2. Antioco sta guidando gli uomini di buona volotà a realizzare
    una visione che non può essere ridotta a sogno , ambizione
    o altre cifre semplicemente umane.
    Credo davvero che stia accadendo qualcosa di grande e
    inarrestabile … W Antioco
    Motori avanti tutta

  3. Ringrazio per questo autorevole contributo. Una mostra che vede insieme Mirko Pagliacci, Luca Dall’Olio , Hovsep Achkarian Roberta Serenari, Stefania Galasso, Katya Andreev e tanti altri maestri del contemporaneo non può che appassionare, i curatori hanno scelto un tema impegnativo, coraggioso, difficile non possono che raccogliere il successo per tanta fatica. Complimenti per l’iniziativa e complimenti alla giornalista Sodde per aver sviscerato tutte le opere con tanta competenza artistica

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