L’EREDITA’ POLITICA E CULTURALE DI EMILIO LUSSU: CONVEGNO E INTITOLAZIONE DEI GIARDINI DI RIVOLI CON IL CIRCOLO “QUATTRO MORI”

Nella foto (di Massimiliano Quirico), scoprimento della targa di intitolazione a Emilio Lussu dei Giardini davanti alla sede del Circolo sardo

di Renzo Caddeo

Il Circolo dei Sardi “Quattro Mori ” di Rivoli (Torino), con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale), della Città di Rivoli e della FASI (Federazione Associazioni Sarde in Italia), per celebrare “Sa Die de sa Sardigna” 2014 ha organizzato  un  convegno su “L’eredità politica e culturale di Emilio Lussu”  e nell’occasione ha intitolato i Giardini di fronte alla sede del Circolo alla memoria  del Grande Sardo e Italiano.

Nella mattina di domenica 18 maggio, presso la Sala Convegni della Città di Rivoli, dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente del Circolo, Renzo Caddeo, Franco Dessì, Sindaco della Città di Rivoli, ha voluto ricordare il coraggio e la lungimiranza della visione politica di Lussu collegandosi ad alcune pagine della magistrale biografia (“Il cavaliere dei Rossomori”) che il sardo Giuseppe Fiori nel 1985 ha dedicato al corregionale Lussu, nato del piccolo paese di  Armungia e assurto alla meritata gloria  nazionale come uomo d’azione, oratore, scrittore.

Anche il consigliere della Provincia di Torino, Giuseppe Sammartano (delegato dal Presidente Sergio Bisacca) e  Lorenzo Gianotti (presidente ANPI di Rivoli) hanno fatto riferimento a due opere storico-narrative di Lussu: il primo a “Un anno sull’altipiano” (e al film che ne trasse Francesco Rosi: “Uomini contro”); il secondo a  “Marcia su Roma e dintorni”.

Paolo Pulina, giornalista pubblicista, dell’Esecutivo nazionale FASI, dopo aver  portato il saluto della FASI, riferendosi all’evento dell’intitolazione a Lussu dei giardini di fronte al Circolo dei sardi ha affermato che, esaminando le personalità sarde cui sono intestate le attuali quasi 130 associazioni degli emigrati sardi sparsi nel mondo,  vediamo che a Lussu è intitolato solo il Circolo “AMIS (che significa Alleanza Milanese Immigrati Sardi) – Emilio Lussu” di Cinisello Balsamo, vicino a Milano. Ha voluto proprio per questo  dare merito ai Circoli che hanno dedicato un’iniziativa commemorativa alla  figura e all’opera di Lussu, desumendo i dati dall’Archivio storico del mensile della Regione sarda per gli emigrati “Il Messaggero Sardo” (che esce dal 1969): Pavia, dicembre 1985 e maggio 1987; Como, ottobre 1993;  Brescia, dicembre 2000;  Cesano Boscone (MI), giugno 2001;  Pisa, maggio 2003; Vigevano (PV), aprile 2005; Cinisello Balsamo (MI), ottobre 2005; Terni, novembre 2008.

Ha quindi svolto la sua densa relazione Paolo Soddu (nato a Scano Montiferro), docente di Storia dei partiti e dei movimenti politici nell’Università di Torino. Lo storico sardo-torinese ha ripercorso

l’itinerario politico di Lussu dopo la Liberazione (esponente nazionale dell’ala “socialista” del Partito d’Azione; impegnato profondamente nei lavori dell’Assemblea Costituente in particolare sui temi dell’autonomia regionale sarda, che per lui non significò mai né separatismo né indipendentismo; senatore, socialista fino al 1964, psiuppino da quell’anno fino al 1968; nello PSIUP militò fino allo scioglimento di quel partito, 1972) indicando con puntuali citazioni dai documenti il precisarsi delle posizioni dell’illustre politico sardo, dal carattere  forte e poco avvezzo ai diplomatismi (da questo punto di vista non sono mancati su Lussu giudizi poco favorevoli da parte di altri uomini politici e Soddu anche di questi ha dato conto).  Lussu, al pari di Camillo Bellieni, sapeva cosa voleva dire l’Autonomia per la Sardegna: ai sardi raccomandava perciò di riempire gli scaffali di casa non con bottiglie di liquori ma di libri: la cultura per Lussu era l’indispensabile motore per mettere in moto la macchina dello sviluppo.

La comunicazione di Salvatore Tola, pubblicista, esperto della storia della letteratura sarda, è stata incentrata sullo scritto di Lussu “Oratio pro ponte” reperibile nel volumetto  “Il cinghiale del diavolo e altri scritti sulla Sardegna”   pubblicato nel 1976 da Einaudi (nella collana “Letture per la scuola media”): nel novembre del 1957 il senatore Emilio Lussu rivolse una  interrogazione all’allora Presidente del Consiglio dei ministri Adone Zoli per sollecitare la realizzazione di un modesto ponte-passerella che consentisse di collegare le due sponde del Flumendosa offrendo così  la possibilità ai contadini di Armungia di coltivare anche l’altra sponda del fiume.

Nel pomeriggio, è avvenuta l’intitolazione ufficiale alla memoria di Emilio Lussu dei giardini davanti alla sede del Circolo “Quattro Mori” di Rivoli. Hanno presenziato  autorità civili e militari, rappresentanti dell’ ANPI e della Provincia di Torino. Prima di scoprire la targa di intitolazione –  avvolta nella bandiera tricolore e nella bandiera sarda dei Quattro Mori –  a Emilio Lussu (“1890-1975: uomo politico sardo, Padre costituente”), hanno preso la parola il sindaco di Rivoli Franco Dessì e il sottoscritto presidente del Circolo sardo, ricordando Lussu come combattente antifascista, partigiano, politico.

La giornata si è chiusa con una festa animata dal Gruppo Folk Quattro Mori cui hanno partecipato molti cittadini della zona, sardi e non sardi. 

Nella foto (di Massimiliano Quirico) i relatori del convegno su Emilio Lussu: da sin. : Salvatore Tola, Paolo Soddu, Renzo Caddeo, Paolo Pulina

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