GIOVANNI MANCA, SIGNORE DELL'UMORISMO E DISEGNATORE INCONFONDIBILE ED ORIGINALE REALIZZO' ANCHE ESILARANTI VIGNETTE ISPIRATE DAL "ROCKERONE" ADRIANO CELENTANO


di Cristoforo Puddu

Quanti pensano che nel carattere dei sardi sia assente la componente umoristica ed il senso “corrosivo” di far satira, si devono ricredere con la rilettura della complessiva opera artistica del disegnatore satirico Giovanni Manca: affermato protagonista in campo nazionale già nel primo Novecento.

La vita di Giovanni Manca, nato a Cagliari nel 1889, è stata segnata da un’intensa attività artistica di successo e popolarità. Oltre vignettista dal tratto inconfondibile ed originale è creatore geniale del personaggio Pier Cloruro de’ Lambicchi (scienziato-inventore della miracolosa “arcivernice”, seguitissimo fumetto degli anni Trenta sul Corriere dei Piccoli, che verrà riproposto negli anni Settanta dal quotidiano Il Giorno e sul supplemento Il Giorno dei ragazzi), si afferma anche da pittore, scenografo, commediografo, autore di riviste e giornalista. Frequenta le scuole superiori a Cagliari e nel 1908 si trasferisce a Torino per frequentare l’Accademia Albertina. Nella città piemontese conosce e stringe amicizia con letterati, artisti e con l’avvocato sardo seddoresu Giovanni Saragat (gallurese di origine e nato a Sanluri nel 1855 è padre di Giuseppe Saragat, futuro Presidente della Repubblica italiana dal 1964 al 1971) che con l’anagramma “Toga Rasa” firmava su La Stampa la rubrica “Tribunali umoristici” e a cui il Manca presterà la sua opera di illustratore per la pubblicazione in volume nel 1917; l’avvocato Saragat, sempre a firma “Toga Rasa”, scrisse diversi racconti e divagazioni di carattere umoristico. Dal 1909 collabora al giornale di satira politica Pasquino, con “frecciate” a Giovanni Giolitti; seguono gli impegni alla Gazzetta del Popolo, al Guerin Meschino, alla Domenica del Corriere e venticinque anni di attività al Corriere dei Piccoli. Giovanni Manca si cimenta nel campo del cinema d’animazione, cura pubblicazioni propagandistiche durante il primo conflitto mondiale e realizza, su commissione del vate Gabriele D’Annunzio, l’emblema da riprodurre sulla carlinga del suo velivolo. Crea tantissimi personaggi: Patatrac, Simeone, Tamarindo, Don Gradasso Sbudelloni (ironica caricatura del Duce Benito Mussolini) e Macarietto, con le sembianze del comico e attore Erminio Macario. Alla satira del Manca non sfuggì neanche il cantante Adriano Celentano, trasformato in Rockerone Celentone per una serie di divertenti storielle in vignette, commentate da versi rimati, che il settimanale Il Monello (ediz. Universo) pubblicò nel 1961. Per l’editrice milanese Ceschina, testi di Giancarlo Testoni, pubblica Il teatrino di Lucky-Lucky – scenette per voi bambini e per i vostri burattini, di copioni teatrali  illustrati. Frequenti le rimpatriate del Manca nella sua Cagliari, soprattutto come preciso e piacevole conferenziere in incontri promossi da Nicola Valle e dall’Associazione “Gli amici del libro”. Giovanni Manca, signore dell’umorismo amato da generazioni di lettori ed attivo fino agli anni Settanta, scompare a Bergamo nel 1984.

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