CONTINUITA' TERRITORIALE AEREA, DESERTA LA GARA SENZA CONTRIBUTI: ECCO COME ALLE COMPAGNIE STA MOLTO A CUORE IL TRASPORTO PER LA SARDEGNA!


I primi bandi europei per la nuova continuità aerea sono andati deserti. Nessuna compagnia ha accettato di volare da Alghero, Cagliari e Olbia per Roma e Milano con le tariffe bloccate senza avere l’ombrello delle compensazioni da parte della Regione. Era scontato che questo primo passaggio della gara finisse con un nullo di fatto. Le compagnie – a cominciare da Alitalia e Meridiana – avevano deciso da tempo di entrare in gioco e presentare le loro offerte nella seconda fase, quando dovranno presentare per ciascuna tratta offerte al ribasso sui contributi pubblici. Contributi il cui totale ammonta a 52 milioni e sono tutti milioni della Regione. Questa seconda fase – secondo la tabella approvata a suo tempo anche dall’Unione Europea – si concluderà alla fine di agosto. Quel giorno la nuova continuità dovrebbe diventare realtà, sempre che non si ripeta quanto già accaduto nel 2012 quando l’intera gara andò deserta, con la Regione costretta a prorogare il vecchio regime dei biglietti scontati solo per i residenti. Stavolta invece il bando prevede sempre tariffe agevolate dodici mesi l’anno per i passeggeri isolani (45 euro più tasse dai tre aeroporti sardi e viceversa su Roma-Fiumicino, 55 euro più tasse su Milano-Linate) e solo dal 16 settembre al 14 giugno (sono nove mesi) per i non residenti. Nei tre mesi estivi (metà giugno, luglio, agosto e metà settembre) ai non residenti invece sarà applicata una tariffa libera ma che comunque non dovrà superare sia in andata che al ritorno i 135 euro più tasse sul Roma-Fiumicino e i 165 sul Milano-Linate. Dunque, secondo lo schema subito à ribattezzato della “tariffa unica a doppio regine” che però fra le compagnie non trova molti supporter. Ma a fine agosto potrebbero esserci delle sorprese.

2 risposte a “CONTINUITA' TERRITORIALE AEREA, DESERTA LA GARA SENZA CONTRIBUTI: ECCO COME ALLE COMPAGNIE STA MOLTO A CUORE IL TRASPORTO PER LA SARDEGNA!”

  1. posso dire che non sono per niente sorpreso? Alla luce della recente nascita della tariffa “Native Sardinian”, una indegna e vergognosa azione anti emigrati da parte della compagnia, non smetterò mai di riderci sopra, del “Sardus Pater” Aga Khan, non poteva che concludersi così. Perfetto no? La tariffa più alta, 135 euro, verrà fatta pagare non solo ai turisti, che già non vengon più in Sardegna proprio per colpa dei prezzi dei biglietti aerei e navali, ma soprattutto a quegli emigrati o sardi “nativi” che di restare reclusi dentro la riserva circondata dal filo spinato non ne hanno intenzione. Colpirà questa follia tutti i pendolari costretti dal lavoro ad avere la residenza “fuori” con la famiglia in Sardegna. Questo è lo squallido risultato di una incapacità totale di gestire qualsivoglia rapporto con coloro che sono dovuti andar via dall’Isola, con i loro figli e con chi ama la Sardegna. Vergogna. Io attendo da venti giorni una risposta ad una mia mail di protesta spedita con posta elettronica certificata all’Assessore Crisponi, che se invece di perder tempo a far figuracce con il parmigiano provasse a capire quali sono i reali problemi dei Sardi che vorrebbero godere del diritto alla libera circolazione, con gli stessi diritti degli altri italiani e degli europei, forse giustificherebbe il suo ruolo istituzionale. Per inciso, in qualsivoglia Paese dell’Unione Europea un pubblico amministratore autore di figuracce come quella soprascritta, avrebbe già rassegnato le dimissioni per manifesta inadeguatezza al ruolo. Detto questo: continuiamo a perder tempo dietro le campagne di Meridiana che ci fa volare alti, continuiamo a non ributtare a amare i vettori marittimi, continuiamo a farci male da soli con la nostra incapacità di avere finalmente riconosciuti i nostri diritti prima che di Sardi di DONNE E UOMINI privati de più elementari diritti. E pensare che si spreca fiato a parlare di zona franca quando non ci è riconosciuta l’insularità: siama un’Isola fisicamente, ma politicamente siamo e resteremo e diverremo sempre più la pattumiera d’Italia e d’Europa. Siamo e resteremo la Terra dei War Games, siamo e resteremo l’unica regione Autonoma dell’Europa a non godere della propria Autonomia.

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