Dieci anni di attività del circolo sardo "Maria Carta" a Bergamo

ci riferisce Sergio Oggiano (nella foto, il presidente del "Maria Carta", Gavino Maieli)

 

Siamo arrivati all’anno 2010 e per il nostro Circolo ad un anniversario significativo perché fra qualche mese potremo mettere le classiche candeline sulla torta che contiamo tagliare in occasione del decennale della nostra attività. Ricordiamo, soprattutto per i più giovani dei nostri associati, che erano in otto, nello studio del Notaio Volpi a siglare l’atto di quello che allora si chiamava Circolo "S’Aligusta" in sintonia con lo spirito goliardico che trovava tutti d’accordo. Spirito che non ci ha del tutto abbandonato, anche quando, per iniziativa di uno dei protagonisti delle prime adesioni, vale a dire dell’amico Gavino Maieli, si decise all’unanimità di intitolare più adeguatamente il Circolo alla più grande artista del canto dialettale sardo, scomparsa qualche anno prima e che tutt’ora ci accompagna, "Maria Carta". Decisione che trovò l’apprezzamento della Fasi, l’organismo che raggruppa su scala nazionale tutti i circoli riconosciuti anche dalla Regione Sardegna quali avamposti della cultura e della struttura socio/economica del popolo Sardo.  Dai primissimi tempi in cui si era ospiti del socio fondatore e nostro ancora grande amico Antonio Onida, si passò alla attuale sede di via Moroni in Bergamo, che noi speriamo di lasciare quando sarà possibile, in tempi migliori e con adeguate disponibilità finanziarie ed organizzative, per contare su locali più ampi, comodi e confortevoli. Nel frattempo non siamo rimasti con le mani in mano ed abbiamo dato vita ad iniziative nei settori più vari: dalle conferenze di competenti relatori alle diverse edizioni di "caccia al tesoro", dai due concorsi fotografici a soggetto sardo alla mostra pluridisciplinare "Bergamo incontra la Sardegna" nel complesso monumentale di Sant’Agostino in città alta, dal confronto culturale dei proverbi Sardi e Bergamaschi (protagonisti per i Sardi Gavino Maieli e per i Bergamaschi Umberto Zanetti), alla serata sulla poesia sarda (ancora con il nostro poeta Gavino Maieli) nella cornice di incontri con le poesie dialettali di tutta Italia organizzati dal Ducato di Piazza Pontida, la sinergia con la quale era iniziata dal nostro Circolo con l’offerta di ospitalità ai bambini del Gruppo Folkloristico di Ittiri partecipanti al festival agostano promosso dal suddetto Ducato.  Ricordiamo soprattutto quelli che sono stati i fiori all’occhiello delle attività culturali del Circolo:

– la serata in onore di Maria Carta, nel decennale della sua scomparsa, con l’esibizione nella Piazza Vecchia di Bergamo di diversi complessi musicali e di ballo sardi e bergamaschi, nei primi giorni di luglio 2004;

– il convegno "Storia della Medicina" svoltosi presso la locale Camera di Commercio e la contemporanea esposizione dei pregevoli modelli di "Cere Anatomiche del Susini" provenienti dalla Cittadella dei Musei dell’Università di Cagliari e ospitati nel Museo di Scienze Naturali di Città Alta, il tutto tra il mese di dicembre 2007 e gennaio 2008, visitatori 15.000 c.a;

– la recente manifestazione "DonnEmigranti" (ott.2009) presso la Casa del Giovane in Bergamo sulla condizione dell’emigrazione femminile nel mondo ed in particolare nel nostro territorio.

La realizzazione di questo nutrito programma di attività ha evidenziato come il nostro Circolo abbia in questo decennio spaziato a tutto campo creando proficue e simpatiche intese con le istituzioni locali (Regione Lombardia, Provincia, Comune, Camera di Commercio e Associazione Artigiani di Bergamo), la stessa Regione Sardegna (che ha partecipato con due diversi Assessori ai trasporti ai convegni promossi dal nostro Circolo per discutere i problemi della "continuità territoriale" con positivi risultati riscontrabili con il consolidamento dei collegamenti aerei tra l’aeroporto di Orio al Serio e quelli Sardi di Cagliari e Alghero) ed abbia dimostrato ai Soci e simpatizzanti la sua vitalità e la costante attualità del suo operare. Agli uni ed agli altri possiamo a testa alta rinnovare la richiesta di sempre maggior impegno partecipativo e di sostegno in modo da garantire l’indispensabile continuità della nostra azione, utile a consolidare e rafforzare i rapporti con il territorio ed offrire anche alla nostra terra di origine validi supporti al suo necessario sviluppo socio/economico e ad una crescente diffusione dei temi della sua antica e nobile cultura artistica e letteraria.

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