Al circolo "Angioy" di Marchirolo, il nuovo direttivo è largamente composto da giovani

di Massimiliano Perlato

Come fare affinchè i giovani frequentino i circoli degli emigrati sardi? Eh si, è una questione storica questa, che perseguita da lustri circoli e federazioni. Il commento di seguito è un sunto di quanto è emerso in anni di dibattiti e riflessioni: è sicuramente vero che molte sono le persone con i capelli bianchi che fanno parte delle classi dei dirigenti. Esse, magari logorate da anni di battaglie per la promozione della Sardegna, lascerebbero volentieri lo scettro della guida alle ultime leve. Rimane alto l’urlo degli anziani per questa emorragia continua di presenze. Cosa devono fare di concreto per invogliare i giovani a partecipare? Forse trasformare le associazioni in discoteche e lasciare ai giovani carta bianca per l’utilizzo dei locali a loro piacimento? Non credo, sinceramente, che questa sia la strada giusta, perché "l’arrivederci e grazie", comunque non tarderebbe ad arrivare. Purtroppo, sono solo quelli con i capelli bianchi ad affollare i saloni dei circoli nelle manifestazioni culturali come conferenze, dibattiti o presentazione di qualche libro. Perché, giovane, non partecipi a tutto questo? Domanda fatta cento, mille volte. Scontata la risposta: non interessa! E quanti di questi giovani partecipa ai Direttivi Nazionali, alle riunioni di Circoscrizione, agli incontri dirigenziali nei circoli, tanto per comprendere la realtà di cui comunque fanno parte, acquisire il senso del lavoro, dei progetti, delle prospettive? Ahimè, pochissimi.. Generazioni, le ultime, oramai lontane dai canoni classici dell’emigrazione storica del dopoguerra dei nonni e dei padri. E il tempo sembra proprio annebbiare ed annichilire quel richiamo interiore per l’amata isola. Circoli destinati a morire di conseguenza? La questione è davvero complessa e di non facile soluzione. Però forse una soluzione c’è e il circolo Angioy di Marchirolo indubbiamente l’ha attuata. Come? Affidare proprio ad un giovane coscienzioso la Presidenza. A Marchirolo, a un soffio dalla Svizzera, è stato rinnovato il direttivo e alla Presidenza si è rinsaldata Gianfranca Canu, 40 anni, originaria di Bono. Un delizioso scricciolo, all’apparenza, che però semina carisma, tenacia, abnegazione e passione per quello che considera (e lo è, sinceramente) un secondo lavoro. La nostra Gianfranca ha creato un ambiente che rispecchia si, le volontà di Regione e Federazione promuovendo l’immagine della Sardegna a 360 gradi. Ma in più, ha portato una ventata di freschezza e originalità all’interno dell’Angioy nel raffrontarsi quotidianamente con il direttivo e i soci. Il risultato è eloquente e sintomatico. Nel nuovo direttivo i ruoli che contano sono tutti per gli under 40: della Presidenza abbiamo già parlato. La tesoriera Daniela Gariano ha solo 26 anni e per professione lavora in banca in terra elvetica. Sempre in Svizzera lavora Angela Genovese, 40 anni, che all’Angioy farà la segretaria. E i "vecchi"? Hanno racimolato una vice Presidenza con Giampiero Pitzolu, non ce ne voglia, ma è proprio messo in minoranza! Ma la lista degli under 40 non è completata: fra i consiglieri menzioniamo Enrico Murtinu, Enrico Speroni, Fabrizio Tanchis (revisore dei conti). Il nuovo direttivo è perfezionato da persone di esperienza che tuttavia è dimostrato, intersecano lavoro e disponibilità con le nuove leve, e questo è il responso più appagante. Come i consiglieri Gerardo Londino, Francesca Maddau; i revisori Gemma Pitzolu e Piero Scampuddu; i probiviri Salvatore Tanchis, Orlando Floris, Luigino Meloni e Luigi Ghiani. Che le Federazioni di tutto il mondo e i circoli annessi prendano esempio dalla tangibilità di Marchirolo, isola felice che parla di Sardegna, con la trasparenza legittima per poter ispezionare il futuro con una continuità generazionale garantita.

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