CON DENISE VACCA E MASSIMILIANO CRUCIANI, L’ASSOCIAZIONE ZERO K SBARCA A LODI: MASCHERE E VERITA’ – LE DAT SUL PALCOSCENICO DELLA VITA

da sinistra: Massimiliano Cruciani, Roberto Andreoli, Danila Zuffetti, Denise Vacca e Saverio Bari

La suggestiva cornice del centro storico di Lodi ha fatto da sfondo alla rappresentazione dello spettacolo «Maschere e Verità – le DAT sul palcoscenico della vita», un’opera dal forte valore scientifico e divulgativo nata dall’incontro felice tra arte drammatica e riflessione clinica.

Frutto della sinergia tra l’Associazione Zero K di Massimiliano Cruciani e Denise Vacca e la visione del regista e attore Saverio Bari, accompagnato dalle tessere musicali di Roberto Andreoli, lo spettacolo traduce la complessità della Legge 219/2017 sul Consenso Informato e sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) in un’esperienza emotiva viva. Sotto i riflettori, il dettato normativo si spoglia di ogni freddezza burocratica per sublimarsi in un racconto profondo sulla dignità, sulla cura e sul valore inestimabile delle relazioni umane.

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento — comunemente definite «biotestamento» o testamento biologico — costituiscono lo strumento giuridico attraverso il quale ogni individuo maggiorenne, nell’assoluta pienezza delle proprie facoltà intellettive e volitive, dispone in via preventiva circa l’accettazione o il rifiuto dei trattamenti sanitari, nell’eventualità in cui una futura condizione di incapacità dovesse precludergli la facoltà di esprimersi in forma autonoma.

Ideata e scritta da Massimiliano Cruciani, Denise Vacca e Saverio Bari, l’opera intesse recitazione, musica e danza per condurre il pubblico al cuore delle DAT, dell’alleanza terapeutica e del valore inestimabile di una comunicazione autentica tra medico, paziente e familiari. La realizzazione della tappa di Lodi è stata resa possibile grazie alla spinta e alla visione della dottoressa Danila Zuffetti, direttrice del progetto Lodi Caring Community.

Il testo indaga con acume il contrasto profondo tra le “maschere” con cui la società e l’individuo tentano di celare la malattia, il dolore e il limite della vita, e la “verità” che affiora quando si accoglie la propria vulnerabilità con consapevolezza. La stesura delle DAT si spoglia così di ogni veste burocratica o rinunciataria, rivelandosi per ciò che è realmente: uno strumento d’autodeterminazione e un supremo atto d’amore verso i propri cari, affrancandoli dal peso di scelte drammatiche nel momento dell’incapacità. Attraverso questo linguaggio multidisciplinare, la rappresentazione accarezza le corde più intime dello spettatore con grazia e misura, muovendo al raccoglimento senza mai scivolare nel patetismo.

L’evento di Lodi ha offerto il prezioso contesto per incontrare la dottoressa Denise Vacca, giunta appositamente da Cagliari. Medico palliativista e figura di primario riferimento nell’ambito della terapia del dolore, dell’assistenza nel fine vita e dell’umanizzazione delle cure, la dottoressa Vacca rappresenta una delle voci più incisive dello spazio editoriale di Zero K.

Nei suoi regolarissimi contributi di approfondimento bioetico, clinico e umano, analizza il valore della gentilezza e dell’empatia elevandole a veri e propri strumenti terapeutici, indispensabili per governare l’impatto emotivo nelle fasi più critiche dell’esistenza. Di particolare rilievo sono le sue riflessioni su tematiche complesse quali la “morte sociale” — la progressiva condizione di isolamento che investe il paziente fragile — e la riaffermazione della condivisione come pilastro portante dell’intero percorso di cura.

L’Associazione Zero K è un’organizzazione no profit dedicata alla promozione della cultura delle cure palliative e alla tutela della dignità umana nelle fasi più complesse e delicate dell’esistenza. Attraverso la sinergia tra informazione e linguaggi artistici — quali il teatro, la musica, il cinema e la narrazione —, l’associazione opera per superare le prudenze e i tabù culturali che ancora circondano i temi della malattia, della sofferenza e della morte.

Nel solco tracciato dalla Legge 38/2010, Zero K si impegna a restituire la reale dimensione delle cure palliative: un percorso d’assistenza precoce e multidisciplinare volto a custodire e valorizzare la qualità della vita della persona e del suo nucleo familiare, ben prima che sopraggiunga il momento finale.

Massimiliano Cruciani, fondatore e presidente dell’Associazione, promuove insieme a Denise Vacca un’innovativa formula di incontro e confronto dinamico, tracciando un ponte continuo tra teatri, istituti scolastici, presidi ospedalieri e spazi civici. Attraverso il coinvolgimento sinergico di professionisti della salute, bioeticisti, pazienti, famiglie e artisti, il progetto declina il tema della cura secondo una pluralità di sguardi e linguaggi.

L’intento primario è scardinare i radicati tabù che avvolgono il fine vita, rifondando la percezione sociale del dolore e della fragilità grazie a un’armonica sintesi tra rigore scientifico, espressione artistica e profonda empatia. In quest’ottica, le cure palliative vengono riaffermate non già come una resa dinanzi alla malattia, bensì come un presidio attivo e consapevole, dedito alla tutela della dignità, della qualità dell’esistenza e dell’alleanza relazionale tra chi cura e chi viene curato.

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Un commento

  1. Grazie a Max Perlato Mura per averci raggiunto alla tappa di Lodi di “Maschere e verità. Le DAT sul palcoscenico della vita”. Con la barchetta di Associazione Zero K Danila Zuffetti.
    Grazie Associazione Zero K.

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