
di MASSIMILIANO PERLATO
La complessa crisi che avvolge la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia sembra aver assunto contorni ormai irreversibili. Già profondamente segnata dalla frattura della scorsa primavera — culminata in una dolorosa scissione e nella conseguente nascita della S.E.U. (Sardi Emigrati Uniti) —, l’istituzione subisce oggi un’ulteriore, profonda incrinatura.
Quattro membri dell’esecutivo hanno rassegnato formalmente le proprie dimissioni. Un gesto di forte risonanza, poiché compiuto proprio da coloro che, sino a ieri, si erano spesi con maggiore convinzione per sostenere la controversa linea politica della presidenza. Questo passo indietro, tanto netto quanto inequivocabile, sancisce con amara chiarezza il progressivo collasso dell’attuale assetto dirigenziale.
Tre dei membri dimissionari hanno affidato le ragioni del proprio congedo a una dettagliata ed estesa missiva; un resoconto denso di fermo dissenso che, nei fatti, compromette irrimediabilmente le premesse del nuovo corso della F.A.S.I.
L’ulteriore disimpegno reca invece la firma del coordinatore della sezione giovanile, una scelta di rottura speculare a quella compiuta, a stretto giro, persino dal suo stesso designato sostituto.
I rilievi mossi alla dirigenza convergono su un’unica, severa denuncia: una persistente carenza di trasparenza, la totale assenza di collegialità e la reiterata formulazione di decisioni strategiche calate dall’alto, prive di qualsivoglia condivisione.
A sancire questo distacco irrevocabile sono i vicepresidenti Nicoletta Menneas e Francesco Pongiluppi, unitamente alla consigliera Giuseppina Pira. La frattura consumatasi con la presidenza delinea ormai una distanza incolmabile, i cui confini non investono soltanto la sfera politica, gestionale e amministrativa, ma assumono una preminente e inderogabile valenza morale.
Il fulcro della controversia risiede precisamente nelle modalità decisionali e nella condotta della presidenza. Si è giunti così a una frattura inevitabile, maturata dinanzi a un persistente diaframma di silenzio, contrassegnato da istanze sistematicamente ignorate e dal costante difetto di riscontri in merito ai progetti e programmi futuri.
Questo scenario di opacità e di alterazione dei corretti meccanismi federativi non giunge tuttavia inatteso: i primi segnali di criticità erano già affiorati, in modo manifesto, sin dalle assise congressuali della fine del 2025.
Ciò che si delinea, con sconfortante chiarezza, è l’archetipo di una gestione accentrata e solitaria.
In molteplici circostanze, infatti, la presidenza ha intrapreso iniziative in assoluta autonomia, eludendo sistematicamente il confronto con l’Esecutivo e privando l’organo collegiale di qualsiasi preventiva consultazione.
Riflettori puntati anche su ‘Sarda Tellus’, l’e-commerce di proprietà della F.A.S.I. dedicato alla vendita di prodotti tipici sardi. A causa di pesantissime criticità di bilancio, la situazione finanziaria è diventata esplosiva, che rischia ora di accompagnare la piattaforma dritta verso la liquidazione.
La contromossa politica non si è fatta attendere. I tre dimissionari hanno bussato direttamente alle porte degli uffici regionali del Lavoro — l’ente istituzionalmente competente per l’emigrazione sarda — per pretendere chiarezza e ottenere un quadro esatto sugli scenari che attendono ora la Federazione.
La resa dei conti, intanto, è imminente. A fine mese la palla passerà al Tribunale di Piacenza: spetterà ai giudici pronunciarsi sulle decisioni d’urgenza da adottare, eredità avvelenata di quel tumultuoso Congresso che ha sancito la definitiva spaccatura interna. Il futuro della Federazione è ora, a tutti gli effetti, nelle mani della giustizia civile.
Nel frattempo, l’assessora regionale Desiré Manca ha passato al setaccio la documentazione congressuale, portando alla luce uno scenario disastroso. Dall’esame delle carte è affiorata una valanga di diffide formali, solleciti, continue richieste di integrazione e pesanti contestazioni.
Un’escalation culminata con un provvedimento drastico e senza precedenti negli ultimi cinquant’anni: la sospensione cautelare dell’erogazione dei contributi. Ma la bufera si spinge oltre i confini isolani e arriva fino a Roma. Le presunte, gravissime irregolarità relative alla costituzione e al funzionamento degli organi direttivi della F.A.S.I. sono infatti finite al centro di una formale segnalazione al Ministero del Lavoro.
Lo spettro che aleggia sulla Federazione è il più drastico: la revoca definitiva del riconoscimento ufficiale da parte della Regione.
Il quadro finale è desolante. L’attuale esecutivo, ormai dimezzato dalle dimissioni, si somma alla vera e propria emorragia dei mesi scorsi, quando ben 26 associazioni hanno sbattuto la porta per dare vita alla S.E.U. Alla guida del nuovo schieramento c’è la giovane Sara Nicole Cancedda: è lei il volto pulito chiamato a riscattare questa pagina oscura dell’emigrazione sarda organizzata, un movimento che negli ultimi tempi ha dilapidato gran parte della sua storica credibilità istituzionale.
Views: 633






































































































Prima o poi doveva succedere … e pensare che quando qualcuno, negli anni passati, ha cercato di mettere in guardia su un andazzo poco trasparente, è stato messo sulla gratella con accuse infamanti e, addirittura, tentativi di rinvio ai probiviri … io, comunque, sono sempre lì, seduto sulla riva del fiume, e con filosofica pazienza, aspetto!
Non è mai troppo tardi! Purtroppo c’è chi ancora proprio non capisce
Sconcertata e senza parole , altro che ridere , mi scappa la lacrima .
Il mio pensiero lo conoscete tutti , non aggiungo altro !!!!
Lo scorso anno ad Alghero abbiamo cercato in tutti modi di evidenziare i problemi passati nei 4 anni precedenti… Abbiamo passato mesi a scrivere.. abbiamo mandato mail, fatto telefonate… Sapevano tutti e tutto perché nulla è stato nascosto.. a dicembre 2025 in occasione del direttivo nazionale alla richiesta di chiarimenti, alla richiesta di poterci confrontare l’ unanimità di quella Assemblea ha detto NO!! Nelle prime riunioni dell’ esecutivo non ho celato nessun passaggio… Si dimettono.. tardivamente e comunque complici di un percorso sbagliato e fatto di dolo! Avevamo ragione, abbiamo avuto ragione ad uscire!! Questa è la migliore risposta a coloro che ci hanno accusato di uscire per interesse!! Noi avevamo come unico interesse il bene delle nostre associazioni e dell’ emigrazione tutta!! Qualcuno probabilmente una volta disattese le promesse ha pensato bene di cambiare strada!
I nodi di un pessimo congresso, di una pessima gestione emergono in tutta la loro evidenza! Era un percorso iniziato male, malissimo con dolo nei confronti di soci e delegati onesti convinti di partecipare ad un incontro di costruzione! Abbiamo passato i mesi dopo ad evidenziare ciò che era successo! Abbiamo mandato mail, coinvolto gli organi, cercato il dialogo… abbiamo trovato sempre le porte chiuse…chi dice che non sapeva..mente! A chi diceva che avevamo interessi.. è vero . avevamo l’ interesse di salvare la dignità e la storia dell’ emigrazione sarda! Noi ci abbiamo provato da subito! Questa è la migliore risposta!! Avevamo ragione, abbiamo avuto sempre ragione..e il nostro ormai è un percorso diverso!
Finalmente ci sono arrivati
Enorme dispiacere che ci siano fratture così nette fra Emigrati sardi.
Sottoscrivo ogni parola di Sandra. Avevamo ragione ad opporci in un Congresso in cui veniva negata la democrazia e la correttezza delle votazioni ed è stato giusto staccarci da una Federazione in cui non potevamo più riconoscerci.
È stato doloroso separarci e non avremmo voluto….. ma in definitiva è stata la FASI a staccarsi dalla vera e giusta Anima dei Circoli Sardi
Con il senno di poi avessi aperto gli occhi alla realtà di ciò che stava accadendo nell’ottobre scorso in Alghero non mi sarei mai permesso di fare richiesta di riconoscimento del Circolo Sardo “Evelina Mameli Calvino” alla FASI, per il quale ho dato l’anima nel creare un percorso fatto esclusivamente di sani principi. Il “Fato” ha voluto che sul percorso prendesse posizione l’avidità di potere da parte di qualcuno costringendomi a dare le dimissioni da presidente. Dalla mia esperienza, nel piccolo, posso comprendere lo sgretolarsi della Federazione in questione. Chi troppo vuole nulla stringe. Speriamo possano tutti scendere umanamente a terra e riconsiderare i concetti di aggregazione, sardità e continuità territoriale. Colgo l’occasione di augurare un buon percorso alla SEU e Sara Nicole Cancedda
Tutti illibati, ma per favore! Sapevano, erano complici del sistema Mossa e adesso lo ripudiano. Finirà che alla fine sarà tutta colpa del dottore.
È veramente triste e fonte di tanta delusione, ma che almeno serva da monito per chi ancora non riesce a essere democratico e trasparente, e a coinvolgere tutti nelle decisioni.
Come volevasi dimostrare: i nodi tornano al pettine
Provo dispiacere,sconcerto e vergogna. Dove girano quattrini, spesso gira l’imbroglio,l’amoralita’, il senso di avvidita’la fa da padrona.Finalmente,si arriverà ad una conclusione con la giustizia. Bella roba! Mariantonietta Sotgiu
Prima o poi doveva succedere…era ora…