DANZANDO CON GRAZIA … A CIAMPINO. LA PRIMA CONFERENZA/SPETTACOLO PER LA DELEDDA, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA DA 100 ANNI

“Se vostro figlio vuol fare lo scrittore sconsigliatelo fermamente, mandatelo a coltivare la terra, se persiste, minacciate di diseredarlo, se ancora continua, lasciatelo stare perchè egli è un poeta”. Così Grazia Deledda descrive come ha preso possesso della sua arte e di sé stessa, nonostante l’ostilità della famiglia e della società.

 Nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Grazia Deledda — ancora oggi unica donna italiana ad aver ricevuto il riconoscimento — il Teatro VAD di Ciampino ha ospitato, il 24 maggio scorso, una intensa conferenza-spettacolo dedicata alla vita della grande scrittrice nuorese.

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Grazia Deledda A.P.S. di Ciampino, con il patrocinio della Regione Sardegna, della Città di Ciampino e della Federazione SEU – Sardi Emigrati Uniti, ha registrato una sala gremita e partecipe, rapita da un racconto capace di intrecciare biografia, letteratura, musica e danza.

Protagoniste dell’evento sono la scrittrice e biografa Rossana Dedola, studiosa dell’epistolario privato deleddiano, e la ballerina Barbara Innocenti, che ha accompagnato e reso unica la narrazione e l’esperienza.
Dedola ha restituito al pubblico il ritratto di una donna sarda sorprendentemente moderna ed emancipata per il suo tempo, ha raccontato di una donna che sfidò le convenzioni sociali in una Sardegna ancora profondamente tradizionale, dove per una ragazza coltivare ambizioni letterarie era incomprensibile.

Eppure Grazia Deledda non rinunciò alla scrittura. Frequentò due volte la quarta elementare — ultimo grado allora consentito alle bambine di Nuoro — pur di continuare a studiare. Una determinazione che la portò lontano dalla sua terra ma anche da una famiglia segnata da dolore e tragedie: un fratello che lascia l’università per un incidente e cade nell’alcolismo, un altro che, per scherzi tra amici, diventa un ladro, una sorella morta di parto alla prima gravidanza e l’altra morta anch’essa giovane nel periodo di Natale. Lei invece, da autodidatta, iniziò ad inviare racconti e novelle ai giornali, ottenendo presto pubblicazioni e compensi economici, nonostante lo sguardo preoccupato della madre.

Il suo sogno era vedere il mondo e per lei il mondo era Roma, dove si stabilì col marito ed ebbe i suoi figli. “Mi costruii una casa mia”, disse una volta, rivendicando simbolicamente una delle sue conquiste. Un’affermazione che supera e anticipa di 20 anni la lezione che Virginia Woolf impartisce alle aspiranti scrittrici, sostenendo che esse necessitano di indipendenza economica e di una stanza tutta per sé, che garantisca loro libertà intellettuale e concentrazione. Ecco, Deledda non decanta enunciati, lei fa, si costruisce una casa tutta per sé, uno spazio dove creare i suoi capolavori, che le garantiscono un’economia florida.

Rossana Dedola ci racconta anche il rapporto straordinariamente paritario con il marito, Palmiro Madesani, che lasciò il proprio lavoro per sostenere la carriera della moglie e curarne i rapporti editoriali. Insieme costruirono una rete culturale internazionale e una vera agenzia letteraria attorno all’opera della scrittrice, favorendone traduzioni e pubblicazioni in tutta Europa.

Tra i passaggi più emozionanti della conferenza-spettacolo c’è l’ascolto dell’unica registrazione audio esistente della voce di Grazia Deledda, realizzata da Gavino Gabriel per l’Archivio storico-sonoro dell’Albo d’Oro della Discoteca di Stato. Con tono pudico, la scrittrice definiva la propria famiglia come “gente savia e violenta, ma anche artisti primitivi”.

Tutti questi episodi e dettagli della vita della Premio Nobel sarda sono resi suggestivi grazie all’interpretazione coreografica della ballerina Barbara Innocenti, artista con una lunga carriera al Teatro Carlo Felice di Genova e in numerose compagnie italiane. La sua performance di danza contemporanea accompagna e intervalla i momenti più intensi del racconto sulle note della Rapsodia Sarda di Lao Silesu, trasformando la conferenza in uno spettacolo, un’esperienza immersiva e profondamente emotiva.

Presenti in sala anche la Sindaca di Ciampino e una nipote diretta di Grazia Deledda: una novantenne dagli occhi vivaci e dal sorriso luminoso, che ha impreziosito l’evento con la sua presenza discreta ma intensa, quasi un ponte vivente con la memoria della grande autrice sarda.

La serata si è chiusa tra applausi lunghi e partecipati, confermando quanto la figura di Grazia Deledda continui ancora oggi a parlare al presente: non solo come gigante della letteratura, ma come esempio di libertà intellettuale e autodeterminazione femminile.

Tra le luci basse, la musica strumentale, il corpo di Barbara Innocenti che sembra fluttuare rappresentando nel ballo l’alternarsi di libertà e legame con la terra madre, la voce di Rossana Dedola cita Deledda: “ho iniziato a scrivere come l’uccello canta e il mandorlo fiorisce, per istinto naturale.” E poi la biografia aggiunge: “Grazia capisce però che per essere vista, in un mondo cieco alle capacità e aspirazioni delle donne, deve ‘mettersi al ‘centro del cerchio’ e questo è, ai primi del ‘900, un atto di incredibile coraggio che ancora oggi ispira.

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