
Pietro Cancellu
di LUCIA BECCHERE
Nell’introdurre il dibattito sul tema “L’uomo delle istituzioni che negli anni ’90 ha rinnovato il sistema territoriale nuorese”, la sede dell’IBIS-Nuoro, la prof.ssa Lisetta Bidoni ha ricordato come la trattazione s’intrecci con le polemiche legate alle misure del dimensionamento della rete scolastica adottate di recente dalla Direzione Regionale che cancellano nove autonomie scolastiche di cui tre in provincia di Nuoro.
“Il provvedimento – ha affermato -, non ha tenuto conto delle specificità del territorio nuorese. Senza voler proporre modelli e soluzioni alternative si è scelta la via dei tagli. Negli anni ‘90 la scuola nuorese ha vissuto gli stessi problemi provocando un aspro dibattito fra gli organi collegiali, amministratori locali, organizzazioni sindacali e amministrazione scolastica periferica che trovò nel Provveditore Pietro Cancellu un attento interprete della normativa nel definire un modello organizzativo-didattico (l’Istituto Comprensivo) che portò la provincia di Nuoro ad essere modello di riferimento nazionale”.
Due le figure determinanti nella sua vita e nella sua formazione umana e professionale: la moglie Pinuccia, scomparsa di recente, sua compagna di vita per 70 anni e la maestra Cappello che ha creduto in lui fino a convincere la famiglia a fargli riprendere gli studi abbandonati dopo le elementari.
Padre premuroso e nonno affettuoso, il rigoroso uomo delle istituzioni, ha saput cedere anche ai sentimenti. Autorevole mai autoritario, la porta del suo ufficio sempre aperta ad accogliere chiunque, rispettato dal suo team di lavoro che gli ha sempre riconosciuto l’onesta intellettuale e lo spirito di abnegazione, mai incline ai compromessi ha condotto le sue battaglie solo per il bene della scuola.
Pietro Cancellu, nato a Oliena, laurea in giurisprudenza a Sassari, insegnante a Bitti, Onani e Osidda, preside a Oniferi, Orani e Sarule, nel 1968 in qualità di funzionario dirigente si trovò ad operare in un territorio molto difficile, quando con una carenza di locali alquanto problematica dovette applicare la legge Falcucci con la quale per la prima volta si finanziava l’edilizia scolastica. Istruì circa 300 pratiche riguardanti i piani provinciali d’intervento trovando l’ostruzionismo del suo superiore mentre il sovrintendente scolastico regionale apprezzando il suo operato gli affidò l’elaborazione del piano edilizio regionale.
Nella sua narrazione puntuale e appassionata ha ripercorso la propria attività di pubblico funzionario dal 1968 e Dirigente dal 1983 fino al 1996.
Tanti i suoi impegni meritevoli, dal piano provinciale per le scuole materne statali, ai moduli sperimentali con un coordinatore ogni due classi, dal tempo pieno e tempo prolungato all’inserimento dei disabili nelle classi normali creando ulteriori posti di sostegno.
Si è preso carico dello sviluppo delle scuole superiori, dei finanziamenti che venivano concessi solo se le stesse disponevano dei locali idonei e, grazie al suo senso del dovere, interpretando qualche comma con intelligenza e ostinazione, incrementò il numero delle classi e l’organico dei docenti.
Affrontò lo spinoso problema della dispersione scolastica e, favorito dalle leggi della Comunità montana, istituì la verticalizzazione delle scuole materne-elementari-medie in un’unica istituzione per garantire una migliore offerta formativa agli alunni dai 3 ai 14 anni.
Pietro Cancellu, il rigoroso uomo delle istituzioni classe 1934, ancora oggi segue con vivo interesse e forte passione l’evolversi della situazione scolastica.
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Pro piaghere…