
segnalazione di SANDRA CAPUZZI
Il congresso di Alghero è stato solo il momento più evidente di un percorso più ampio e complesso. È con rammarico, perché la storia della nascita della FASI ci appartiene profondamente, ma anche con determinazione, che 24 circoli sardi annunciano l’uscita dalla FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia).
Una scelta sofferta, ma necessaria, maturata dopo le gravi irregolarità emerse durante il congresso che ci hanno portato a formalizzare un ricorso in sede giudiziale.
Il Congresso di Alghero ha infatti rappresentato un punto di rottura a causa delle gravi irregolarità che si sono verificate nel corso dei lavori. Secondo i circoli firmatari, tali irregolarità hanno inciso in modo significativo sulla correttezza delle procedure e sulla legittimità delle decisioni assunte. Non si è trattato di semplici divergenze interpretative, ma di violazioni sostanziali dei principi di partecipazione, trasparenza e rispetto delle regole democratiche, valori fondanti di ogni organizzazione che rappresenta una comunità.
Prima di arrivare a questa scelta abbiamo intrapreso ogni tentativo di possibile ricucitura: chiedendo chiarimenti, offrendo disponibilità al dialogo, ricorrendo agli organi interni, ma ogni tentativo è stato sistematicamente respinto, senza alcuna volontà di affrontare nel merito le questioni poste.
Il senso di comunità che ci appartiene da sempre non può e non deve essere ostaggio di logiche estranee ai valori fondanti della nostra identità e della nostra storia associativa.
Un nuovo inizio. Guardiamo però al futuro con determinazione e orgoglio. Ǫuesta non è una resa, ma un nuovo inizio. Stiamo già organizzando una rete alternativa che rimetta al centro:
la trasparenza totale nella gestione
la partecipazione reale di tutti i circoli
il rispetto rigoroso delle regole democratiche
la valorizzazione del patrimonio culturale sardo
Invitiamo tutti i circoli che condividono la nostra visione e i nostri valori a unirsi a noi in questo percorso di rinnovamento e rilancio, che vede nella capacità di fare rete e di sostenersi reciprocamente, di tramandare con orgoglio le nostre tradizioni la sua forza.
Siamo consapevoli che questa decisione segna un punto di svolta, ma siamo altrettanto convinti che solo attraverso una rigenerazione profonda, basata su partecipazione e trasparenza, l’associazionismo sardo potrà tornare ad essere lo strumento di coesione e promozione culturale di cui il nostro territorio e le nostre comunità hanno bisogno.
I prossimi passi. Formalizzeremo nei prossimi giorni la costituzione di un coordinamento autonomo Presenteremo un manifesto programmatico aperto al contributo di tutti Organizzeremo incontri territoriali per costruire dal basso la nuova rete.
La nostra visione. Costruiremo una rete nuova e aperta, inclusiva, fondata sul rispetto reciproco e sulla responsabilità condivisa. Una rete che rimetta al centro le persone, i territori, le storie, le tradizioni, le energie dei giovani e la memoria degli anziani. Una rete che non sia mai strumento di pochi, ma casa di tutti.
La Sardegna che vogliamo rappresentare è quella che lavora, che accoglie, che crea legami. La Sardegna che mette al centro la comunità e non gli equilibri interni.
Circolo culturale sardo “Grazia Deledda” – Magenta (MI)
Associazione culturale sardi in Toscana ACSIT APS – Firenze
Associazione “ACRASE – Maria Lai” – Roma
Associazione culturale sarda “Grazia Deledda” – San Giuliano Terme (PI)
Circolo dei sardi “Domo Nostra” – Cesano Boscone (MI)
Circolo Culturale Sardo Peppino Mereu APS – Monteroni d’Arbia (SI)
Circolo dei sardi “Gennargentu” APS – Nichelino (TO)
Centro Sociale Culturale Sardo di Milano – Milano
Circolo culturale sardo “Nuraghe Pinuccio Sciola” – Fiorano Modenese (MO)
Associazione sarda “Cuncordu” – Gattinara (VC)
Circolo Sardo “Nuova Sardegna” – Peschiera Borromeo (MI)
Associazione Culturale “Grazia Deledda” APS – Ciampino (RM)
Associazione dei sardi “Il Gremio” – Roma
Associazione culturale sarda “Amedeo Nazzari” – Bareggio/Cornaredo (MI)
Circolo Sardo Giuseppe Dessì APS – Vercelli
Circolo Alleanza Milanese Immigrati Sardi “Emilio Lussu” – Cinisello Balsamo (MI)
Centro sociale culturale sardo “La Quercia” – Vimodrone (MI)
Circolo culturale sardo “Grazia Deledda” – Saronno (VA)
Associazione immigrati sardi “Sant’Efisio” – Torino
Circolo culturale “Quattro Mori” APS – Ostia (RM)
Circolo culturale Sardo “Ichnusa” APS – Venezia Mestre
Circolo dei Sardi nel Bellunese APS – Belluno
Associazione culturale Grazia Deledda di Vicenza
Associazione Dimonios di Pescara
GLI EVENTI DELLA SPACCATURA DURANTE I CONGRESSO F.A.S.I. DI ALGHERO
Dal 16 al 19 ottobre si è svolto ad Alghero il Congresso della FASI, purtroppo in un clima profondamente distante dai valori fondanti della nostra Federazione. Fin dalla fase preparatoria e per l’intera durata dei lavori, il Congresso è stato caratterizzato da irregolarità di estrema gravità.
Particolarmente preoccupanti sono state le vicende relative allo Statuto. Sono state sottoposte al voto modifiche statutarie mai discusse né precedentemente rese note ai delegati, nonostante le numerose mozioni presentate affinché i testi venissero illustrati e condivisi. Le proposte di modifica sono state portate in votazione senza che i presenti potessero comprendere con chiarezza l’oggetto del voto e senza alcuna preventiva identificazione dei delegati o dei partecipanti in sala.
Il conteggio dei voti, inoltre, non è stato effettuato dal Presidente né dal Segretario del Congresso, ma in modo disordinato e superficiale, ed è stato immediatamente contestato con richiesta di riconteggio.
Lo Statuto approvato in tali condizioni è stato poi applicato seduta stante al Congresso già in corso, in evidente violazione del principio tempus regit actum e del più elementare buon senso.
Non meno gravi sono le irregolarità che hanno riguardato le operazioni elettorali. Le votazioni del 19 ottobre si sono svolte in assenza di un elenco ufficiale dei delegati aventi diritto al voto e senza alcuna verifica da parte della Commissione Verifica Poteri e della Commissione Elettorale sull’identità dei votanti o sulla loro legittimazione, come dimostrano le numerose contestazioni presentate dai delegati.
Tra gli episodi più evidenti ricordiamo il caso della Sig.ra Tala, presentatasi come delegata del Circolo di Livorno e immediatamente disconosciuta dai delegati effettivi di quel Circolo. Analoghe anomalie – riguardanti presunti delegati provenienti dal territorio di Alghero e dalla provincia di Sassari, accreditati solo al momento del voto e apparentemente privi di collegamenti con i Circoli – sono attualmente oggetto di verifica.
Si tratta di elementi che, già portati all’attenzione dei Probiviri e dell’Organo di Controllo, impongono una seria e urgente riflessione sul ripristino delle condizioni democratiche della nostra Federazione.
A ciò si aggiungono gli evidenti profili di illegittimità del nuovo Statuto, che introduce un sistema elettorale a liste bloccate e privo di qualunque rappresentanza per la minoranza, nonostante una differenza finale di appena 17 voti. Un’impostazione che non trova riscontro nemmeno nei sistemi elettorali più restrittivi della storia del Paese.
Nessuno dei rilievi sopra esposti, che sono ben noti ai componenti dell’esecutivo, e nessuno dei numerosi tentativi di mediazione e di avvio di un dialogo finalizzato al ripristino dei principi democratici e della collaborazione nella Federazione ha trovato spazio; al contrario, la spaccatura del Congresso è stata portata fino alle circoscrizioni. Per tutte queste ragioni, già sottoposte all’Organo di Controllo e al Collegio dei Probiviri e che sono oggetto di specifica azione giudiziaria, riteniamo prive di legittimità le risultanze del Congresso. Non riconosciamo pertanto né l’esecutivo dichiarato eletto all’esito delle votazioni del 19 ottobre 2025.
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Il congresso di Alghero non può essere ridotto a una narrazione unilaterale e a una lettura parziale degli eventi. Le affermazioni diffuse da 24 circoli, pur legittime nell’espressione del dissenso, non rappresentano l’intero quadro né la totalità delle sensibilità presenti all’interno della FASI.
In questo momento storico, segnato da sfide culturali e sociali importanti, ciò di cui le comunità sarde hanno bisogno è unità, non frammentazione.
La Sardegna che vogliamo rappresentare non è quella delle contrapposizioni, ma quella del confronto responsabile, del rispetto delle decisioni assunte democraticamente e della capacità di restare insieme anche quando non si condivide tutto.
La porta del dialogo rimane aperta. Perché la forza della nostra storia associativa non sta nelle scissioni, ma nella capacità di ricomporre le differenze all’interno di un progetto comune.
Soldi.. soldi.. soldi
Una domanda: ma quindi i soci dei circoli che escono dalla fasi non usufruiranno più degli sconti sui traghetti e aerei?
Grazie TOTTUS IN PARI
Beniamino Ghiani no, abbiamo la stessa convenzione tramite altra agenzia, le associazioni non hanno bisogno della FASI, la Regione riconosce le singole associazioni, è la FASI che ha bisogno delle associazioni, motivo per cui da parte dell’attuale esecutivo sarebbe stata utile una mediazione, ma si è preferito escludere con un cambio statuto che sembra di tornare al ventennio.
Stefania Calledda non ti curar di loro, ma passiamo e avanti tutta. il fiume porterà tutto. Noi ci sediamo ad aspettare
finalmente una decisione sensata , ho sempre sostenuto questa scissione , perché mantenere i parassiti e imporre le loro regole , a breve vi vengo a trovare per rinnovare la tessera ,🫡🌹
Non mollate in quanto siete dei portatori di cultura, spesso serve uno scossone per ripartire con grinta e la consapevolezza che uniti tutto si può migliorare. I
ma quindi a livello di tesseramento non siete più Fasi? É una cosa mi lascia perplessa questa scissione, non capisco perché non si sia voluta trovare una soluzione
Un nuovo inizio nel nostro Antico e Originale Percorso di “centrare” la Sardegna e i Sardi nel Mondo.
Con l’acquisizione di Sarda Tellus e la creazione di Eurotarget sono cambiate tante cose. Troppi soldi gestiti da incompetenti che lucrano alle spalle dei circoli.
Sandra Capuzzi vai, che sei grande!!
Scusate, non ho seguito tutta la vicenda ma ho la sensazione che sia solo una lotta fratricida. Mi viene in me te una frase attribuita a uno spagnolo: “Pocos, locos y mal unidos”. Non si poteva lottare all’interno per superare le divergenze? Che senso ha un’altra federazione?
Beniamino Ghiani ha un senso! Anche perche’ ora RIENTRA IN GIOCO UN CIRCOLO COME IL NOSTRO DI MONZA