IL TURISMO IN SARDEGNA OLTRE IL RECORD DEL 2025: LA METAMORFOSI VERSO L’INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA DESTAGIONALIZZAZIONE

Il settore turistico sardo sta attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale che va ben oltre i semplici numeri di presenze e arrivi. Se il 2025 si era chiuso come un anno storico con il superamento dei 21,9 milioni di pernottamenti, i dati dei primi otto mesi del 2026 presentati dall’Assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, al TTG Travel Experience di Rimini, confermano che non si è trattato di un picco congiunturale, ma dell’avvio di una nuova fase evolutiva.

Nei primi otto mesi dell’anno, l’Isola ha contabilizzato 13,83 milioni di presenze (+4,58%) e oltre 3,32 milioni di arrivi (+3,98%), con un lieve allungamento della permanenza media (da 4,14 a 4,16 notti). Tuttavia, la vera notizia non risiede solo nella crescita quantitativa, ma nella ridefinizione della composizione della domanda e della geografia dei flussi.

L’analisi dei dati dell’Osservatorio regionale sulle strutture ricettive (alberghiere ed extra-alberghiere, escluse le locazioni private) evidenzia un cambio di passo decisivo nella presenza straniera. I turisti internazionali sono diventati la componente maggioritaria, raggiungendo 7,33 milioni di presenze (il 53% del totale censito) con un incremento a due cifre (+10,13%).

Con 6,5 milioni di presenze (-1,04%), il bacino italiano si stabilizza su volumi storicamente elevati, lasciando che sia la domanda estera a generare il margine netto di crescita dell’intera destinazione.

In termini geografici, se Germania (1,69 milioni di presenze) e Francia (959 mila) rimangono i pilastri storici del turismo continentale, si assiste all’esplosione di mercati ad alto potenziale di spesa come Polonia (+35,5%), Paesi Bassi (+20,6%) e soprattutto Stati Uniti (+31,9%, con oltre 296 mila presenze).

Uno degli elementi strategici più rilevanti è la progressiva attenuazione del vincolo della stagionalità estiva. Il picco di crescita del 2026 non si è registrato nei tradizionali mesi balneari di luglio (+3,1%) o agosto (+2%), bensì a maggio, che ha segnato un eccezionale +22,4% con oltre 1,6 milioni di pernottamenti.

Questo dato dimostra come le politiche di valorizzazione della primavera e dell’autunno (le cosiddette “stagioni di spalla”) stiano rispondendo a un cambiamento reale nella domanda internazionale, sempre più orientata all’esperienza, all’escursionismo, all’enogastronomia e al patrimonio culturale rispetto alla sola offerta elio-balneare.

La crescita della domanda estera trova un diretto riscontro e sostegno nel potenziamento delle infrastrutture di trasporto aereo. Tra gennaio e settembre 2026, la rete aeroportuale sarda ha superato la soglia dei 10 milioni di passeggeri (+9,25%), trainata proprio dal segmento internazionale (+18,96% per oltre 4,1 milioni di viaggiatori).

In questo quadro si inserisce il riposizionamento sul mercato nordamericano. Dopo i positivi riscontri della rotta New York-Olbia operata da Delta (oltre 29 mila passeggeri nel 2026), l’annuncio del nuovo volo diretto Newark-Olbia firmato United Airlines a partire dal maggio 2027 consoliderà ulteriormente l’apertura verso l’area dollaro.

Il maggior numero di visitatori esteri si traduce direttamente in un incremento della spesa e della redditività per il sistema produttivo locale. L’analisi sui dati di pagamento Mastercard registra tra gennaio e settembre un aumento del 10% della spesa turistica complessiva, di cui il 52% generato da transazioni di carte estere. L’aspetto interessante rilevato dalle analisi di mercato è che l’aumento della spesa non è legato soltanto all’inflazione o al volume dei turisti, ma a un’aumentata propensione alla spesa capillare durante il soggiorno.

Per sostenere e distribuire questo trend, la Regione Sardegna ha orientato le risorse pubbliche verso direttrici di investimento mirate come gli eventi e attrattori culturali: 592 eventi finanziati nel 2026 per 31,5 milioni di euro (rispetto ai 485 del 2025), a cui si affiancano circa 6,8 milioni dedicati al cartellone del “Capodanno in Sardegna”.

Lo sviluppo dei territori e borghi con accordi e convenzioni per 80 milioni di euro destinati al circuito delle Sette Città Regie, alla valorizzazione dei borghi interni e al miglioramento delle porte d’accesso dell’Isola.

Infine l’inclusività e accessibilità con un fondo di 16 milioni di euro riservato al turismo raggiungibile nei comuni costieri (tra cui Cagliari, Pula, Castiadas, Olbia, Iglesias e Tortolì).

La sfida per il governo regionale non sarà semplicemente inseguire ulteriori record numerici, ma governare la crescita. L’obiettivo espresso dalla Regione è trasformare questi flussi in uno sviluppo equilibrato e capillare, in grado di evitare il decongestionamento delle aree costiere nei mesi estivi, favorire la permanenza economica nei territori dell’interno e garantire la sostenibilità ambientale e sociale del modello turistico sardo nel lungo periodo.

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