
Pinuccio Sciola nel riquadro in alto a sinistra. Sotto la figlia Maria e la Governatrice Alessandra Todde nell'inaugurazione a Parigi
di VALERIA MURA
Il genio di Pinuccio Sciola e la voce millenaria della terra sarda approdano nel cuore della Francia. Tre opere emblematiche del maestro di San Sperate sono attualmente esposte nel suggestivo giardino dell’Hôtel de Galliffet, prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) a Parigi.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 marzo 2027, rientra nel ciclo “Opere d’onore” ed è organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Sciola, nel decennale della scomparsa del grande scultore (1942-2016).
Nel percorso espositivo parigino spicca una monumentale Pietra Sonora in basalto, affiancata da due installazioni cariche di significato simbolico e storico: “Le Foglie morte (Les Feuilles Mortes)”, la celebre opera già acclamata a Parigi nel 2004 all’interno del Jardin du Luxembourg durante la rassegna Éloge à la nature; “i Semi della Pace”, sculture dal forte valore universale, già ospitate in passato nei giardini del Quirinale a Roma.
Le tre installazioni offrono al pubblico internazionale una sintesi potente del percorso artistico di Sciola e della sua profonda sensibilità ecologica. La sua è un’etica e una poetica radicata nel rispetto dell’universo naturale, fondata sull’idea che il legame armonico tra l’uomo e la terra sia una condizione imprescindibile per il futuro dell’umanità.
Nato a San Sperate nel 1942 in una famiglia di contadini, Giuseppe “Pinuccio” Sciola intraprese il suo percorso artistico grazie a una borsa di studio all’Istituto d’Arte di Cagliari, diventando ben presto una delle figure più originali e internazionali dell’arte contemporanea sarda.
Sciola è celebre nel mondo per aver inventato e svelato le Pietre Sonore: monoliti in basalto o calcare di Orosei capaci di produrre melodie e vibrazioni suggestive se accarezzati con le mani o con piccoli frammenti di pietra. Attraverso precise incisioni geometriche praticate sulla roccia, l’artista liberava la “voce interiore” della materia, sostenendo che le pietre non fossero inanimate, bensì custodi della memoria della Terra. A seconda della densità del materiale e del taglio, i suoni evocano strumenti ad arco, legni, metalli o persino la voce umana.
Il suo legame con l’isola è sempre rimasto viscerale: negli anni ha trasformato il suo paese natale, San Sperate, in un celebre borgo-museo a cielo aperto arricchito da murales e installazioni.
L’eredità artistica di Sciola ha valicato fin da subito i confini isolani: partecipò alla Biennale di Venezia nel 1976 e vi tornò nel 2003 con la personale Solo pietre; nel 2002 Renzo Piano scelse una sua pietra sonora per l’Auditorium Parco della Musica a Roma; nel 2011 l’artista presentò La città sonora all’IIC di Madrid; nel 2012 fu nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Giorgio Napolitano e firmò le sculture Colonne Infinite in omaggio a Gaudí, oltre alle scenografie per la Turandot al Teatro Lirico di Cagliari.
Pochi giorni prima della scomparsa, avvenuta a Cagliari nel maggio 2016, partecipò a Roma allo storico evento La Voce della Pietra – Il Mosè di Michelangelo e le Pietre Sonore di Sciola.
Oggi la sua memoria continua a vivere grazie alla Fondazione Pinuccio Sciola, nata il 22 luglio 2016 per iniziativa dei figli, che tutela la sua produzione e gestisce il Giardino Sonoro di San Sperate, lo storico laboratorio dell’artista trasformato in un museo a cielo aperto frequentato da visitatori da ogni parte del mondo.
Info utili per la visita a Parigi:
Dove: Istituto Italiano di Cultura, Hôtel de Galliffet, Parigi.
Quando: Fino al 30 marzo 2027.
Orari: Dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
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