
Rita Coda Deiana e il suo quadro dedicato a "La ragazza di Mulberry Street", il libro di Massimiliano Perlato Mura
di RITA CODA DEIANA e MASSIMILIANO PERLATO MURA
Dipingere, per me, è sempre stato un atto di pura libertà. Una passione sincera che coltivo con umiltà, lontano da regole rigide o scadenze. Quando mi trovo davanti alla tela, mi lascio semplicemente trasportare dal flusso delle emozioni e permetto ai colori di trovare la propria strada in modo istintivo. Non avevo mai dipinto su commissione prima d’ora. Ho sempre ritenuto che il mio legame con l’arte fosse troppo viscerale per essere guidato da richieste esterne.
La proposta di Massimiliano Perlato Mura ha cambiato ogni cosa. È diventata una sfida bellissima che ha scosso nel profondo il mio modo di creare.
Ancora prima che il suo romanzo mi arrivasse, la storia ha iniziato ad abitarmi dentro. Giorno dopo giorno, davanti alla tela bianca, ho vissuto un’esperienza quasi magica. È stato come sfogliare le pagine del libro al buio, lasciandomi guidare solo dalle vibrazioni e dall’anima di Consuelo, la protagonista.
Ogni giorno, vedendo il quadro nascere e trasformarsi sotto le mie dita, sentivo la sua nostalgia, i suoi sogni e i suoi silenzi scorrere nelle mie vene. Ho pianto e sperato con lei attraverso il colore. Ho visto la sagoma di New York prendere vita e sollevarsi lentamente dalle pagine aperte di un libro, proprio come se i ricordi di Consuelo stessero prendendo corpo. In quel cielo tormentato di nuvole e lettere dorate, ho dipinto Consuelo e la sua bambina su un’altalena, strette in un abbraccio sospeso nel tempo. Un porto sicuro per la sua anima fragile e forte.
Ricevere in dono questo libro prezioso da parte di Massimiliano è stato per me un privilegio immenso. Il volume mi è giunto fisicamente solo oggi, ma io Consuelo la conoscevo già. L’avevo già accolta e protetta nel mio mondo creativo.
Desidero esprimere la mia più profonda e sentita gratitudine a Massimiliano. Un autore e un intellettuale di straordinaria sensibilità. Il suo costante impegno giornalistico e culturale è un punto di riferimento fondamentale per la nostra memoria storica. Con dedizione instancabile, sa dare voce e dignità alle complesse storie degli emigrati sardi nel mondo. Nella sua narrazione spicca sempre, con straordinaria profondità, la centralità della figura femminile, penso che questo nasca dal forte legame che Massimiliano aveva e ha con la madre che, anche lei come me e Consuelo, era una donna sarda.
Per la sua profonda gentilezza d’animo, ho deciso di fare dono di questo quadro all’autore. Presto la mia opera lascerà la terra sarda per intraprendere il suo viaggio verso il continente, (come diciamo noi sardi), dove raggiungerà Massimiliano. Mi emoziona pensare che questo quadro vivrà lo stesso distacco, lo stesso viaggio oltre il mare che ha segnato il destino di Consuelo e anche della madre di Massimiliano e di tante altre donne sarde.
È un pezzo del mio cuore che parte. Un segno di riconoscenza per un viaggio interiore che ha segnato profondamente il mio percorso, dimostrandomi che l’arte non ha confini. Ha trasformato l’inchiostro in colore e la parola scritta in pura emozione cromatica, l’incontro perfetto tra due linguaggi che si fondono all’unisono, traducendo la potenza della letteratura nella delicatezza senza tempo della poesia visiva.
…Consuelo, ha lasciato il mare della sua terra con il cuore pesante e una valigia di sogni.
In questa terra di ferro e di vento, ha conosciuto la felicità e lo smarrimento.
Ma non si è arresa, non è caduta, ha fatto scudo alla sua bambina, trasformando ogni pianto in un sorriso, ogni tempesta in una carezza.
Consuelo, è la forza che non si spezza, un amore di madre, fiero e sincero, che vola più in alto di ogni grattacielo…
La Ragazza di Mulberry Street – tecnica mista e colori acrilici su tela di RCDD
Ci sono momenti nella vita di chi scrive in cui le parole, solitamente fedeli compagne di ogni racconto, sembrano rivelarsi improvvisamente insufficienti. Piccoli strumenti imperfetti di fronte all’emozione pura, al contatto inaspettato e profondo con l’anima di un’altra persona. Scrivo questo per tentare di colmare questo divario, per dar voce e corpo ad una gratitudine verso Rita Coda Deiana che va ben oltre i gesti di cortesia formale e che tocca le corde più intime del mio cuore.
Quando ho donato a Rita una copia del mio romanzo, La ragazza di Mulberry Street, l’ho fatto con la gioia semplice di chi desidera condividere un pezzo della propria storia, un mondo fatto di ricordi, di atmosfere, di volti e di emozioni ricamate pagina dopo pagina. Non potevo immaginare che quel gesto avrebbe innescato un dialogo artistico e umano così straordinario, uno scambio d’anime capace di tradursi in un’opera d’arte che oggi custodisco con immensa reverenza.
Vedere il quadro per la prima volta è stato un tuffo al cuore, un’esperienza quasi sospesa nel tempo. Le protagoniste del mio libro, fino a quel momento custodite tra le righe stampate e affidate all’immaginazione di chi legge, sono scivolate fuori dalle pagine per prendere forma, colore, luce e respiro sulla tela. Con una maestria d’altri tempi e un tocco d’infinita grazia, Rita è riuscita ad immortalare l’essenza stessa di New York con le due protagoniste Consuelo e la piccola Chiara: le ombre poetiche, l’architettura dei ricordi, l’aria frizzante che si respira tra i palazzi storici e l’anima profonda di Mulberry Street.
Ciò che mi ha colpito in modo dirompente non è soltanto la straordinaria atmosfera del dipinto, ma l’innata eleganza di Rita nel ritrarre i dettagli. Ogni pennellata racchiude una dolcezza infinita, una delicatezza rara che sembra sfiorare il telaio con premura e rispetto. Le protagoniste trasudano una vita propria; nelle loro posture e nello sfondo urbano che le avvolge, non c’è solo la rappresentazione di una scena, ma la comprensione intima di ciò che esse rappresentano. Rita ha colto le sfumature più sottili, quelle che spesso rimangono nascoste tra le righe o nell’inespresso dei capitoli, portandole alla luce con un’armonia cromatica che incanta.
In questo gesto ho visto compiersi un vero e proprio miracolo: un’empatia totale e profonda tra due forme d’arte distinte. Spesso diciamo che la scrittura e la pittura parlano linguaggi diversi: la prima usa i simboli della lingua, il ritmo delle frasi, la punteggiatura; la seconda risponde con le velature, i contrasti di luce, i toni caldi e freddi. Il dipinto dimostra che quando l’arte nasce da un sentimento autentico, queste barriere linguistiche crollano. Con la sua sensibilità, Rita ha saputo tradurre la prosa in pittura, creando un ponticello invisibile e perfetto tra la parola scritta e l’immagine visiva. L’opera non si limita ad illustrare il libro, ma lo completa, lo eleva e ne diventa lo specchio dell’anima.
Rita Coda Deiana rispecchia esattamente l’arte che crea. In lei risiede una nobiltà d’animo che si traduce in un modo d’essere garbato, composto e luminoso. In un mondo che spesso corre troppo in fretta e dimentica l’importanza della cura e dell’attenzione verso il prossimo, la sua delicatezza è un dono prezioso, un’oasi di bellezza. Il modo in cui si è accostata alla storia di Consuelo, leggendola e metabolizzandola fino a trasformarla in un tributo pittorico, testimonia una generosità d’animo fuori dal comune e un rispetto profondo per la creazione artistica.
Rita ha dimostrato che le storie possono viaggiare oltre i volumi cartacei, che l’arte sa riconoscere l’arte e che la vera empatia è in grado di dare forma visibile ai sogni.
Il libro. Dal sole bruciante e fiero della Sardegna del dopoguerra alle nebbie gelide dell’America, fino ai grattacieli di una New York che promette un futuro nuovo.
La vita di Consuelo non è solo un viaggio nel tempo durato quasi cinquant’anni, ma un’epopea di riscatto, dolore e indomita dignità.
Tutto ha inizio con un grande inganno: i volantini patinati che nel 1952 arrivano nei piccoli paesi sardi, dipingendo gli Stati Uniti come un Eldorado di case dignitose e benessere. Ma l’impatto con la realtà è brutale.
Consuelo e la sua famiglia si ritrovano stipati in alloggi di fortuna, a filtrare l’acqua piovana per sopravvivere e a misurarsi con un razzismo crudo.
È l’epoca amara del “baratto”: padri, mariti e fratelli scambiati dallo Stato italiano contro quote di carbone, costretti a scendere nelle viscere della terra tra il fantasma della silicosi e l’ombra costante della morte.
Ma il cuore di Consuelo è fatto della stessa roccia della sua isola: non si piega.
La sua è una lotta che attraversa i confini e le generazioni, scorgendo la sua massima espressione quando la scena trova in Mulberry Street nel cuore di Little Italy, il suo epicentro esistenziale.
La vita in terra d’emigrazione è stata scandita da mille mestieri, una costellazione di fatiche diverse unite dallo stesso identico filo conduttore: il rifiuto di arrendersi.
Ha dovuto imparare lingue nuove sul campo, comprendere i codici di un mondo che la guardava con diffidenza e adattarsi a ritmi frenetici, spesso spaccandosi la schiena dall’alba al tramonto.
Ma la sua vera grandezza è stata la capacità di evolvere. Consuelo non è rimasta schiacciata dalla fatica manuale: con una determinazione feroce, ha trasformato il lavoro da puro strumento di sopravvivenza a mezzo di riscatto sociale.
Quando la vita l’ha messa di fronte alla sfida più grande, l’amore per la sua creatura più piccola, Chiara, la spinge a ingaggiare una nuova, straordinaria battaglia contro un male sconosciuto e invisibile: la talassemia.
Trasformando il dolore privato in una storica conquista scientifica e sociale, Consuelo dimostrerà che nessun sacrificio è stato vano.
La ragazza di Mulberry Street è il ritratto potente di una donna straordinaria.
Una pagina di grande letteratura storica che restituisce voce a chi ha dovuto vagare tra i ghetti del mondo, per consegnare ai propri figli il diritto di camminare liberi, fieri e a testa alta.
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