ALINE SPADA, LA GNOSEOLOGIA DEL COLORE

Conosco bene Aline Spada, artisticamente e personalmente, eppure tra noi è rimasto quel Lei che è forma di profondo rispetto, come si conviene tra artisti.

La pittrice sassarese mi ha invitato alla sua prossima personale che si terrà a Palazzo Ducale a Sassari dal 23 al 31 ottobre, invito che ho accolto con grande piacere e al quale parteciperò molto volentieri.

La sua pittura è raffinata, soave, di una dolcezza straordinaria. Aline Spada è maestra assoluta del colore, della forma e del disegno. Nelle sue opere si percepisce un dono raro: la capacità di trasmettere il sapere attraverso l’arte. Nel suo estro, nei suoi cromosomi, vive la gnoseologia. La teoria della conoscenza è il fondamento costante del suo fare pittura.

L’ho osservata all’opera durante un’estemporanea a Ploaghe: astrae, per poi concretizzare, calare tutto nell’immediato e, come per magia, la forma prende vita.

Aline appartiene ad una famiglia di artisti. Ho avuto l’onore di conoscere suo padre, il grande pittore sassarese Costantino Spada, figura di cui ho lungamente discusso con il mio carissimo amico Elio Pulli: fu proprio il padre di Elio a coglierne per primo il talento, un talento che era sotto gli occhi di tutti, palese.

Una pittrice che va oltre l’apparenza esteriore delle cose, per rivelarne l’anima segreta. Pennellate vibranti di materia pittorica, colori caldi e colori intensi, talvolta problematici, ma carichi di empatia, di suggestioni e di mondi da scoprire. Non vi sono tagli netti, ma apertura a spazi infiniti.

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