
di ROBERTA PILIA
Domenica 4 ottobre 2026 la comunità italiana di Losanna ha partecipato con entusiasmo ad un evento sociale ed informativo, che si è tenuto presso la sede storica del Valentin. Ad onor del vero dovremmo parlare di tutte le comunità italiane, CIL, Circolo Sardo Nuraghe, ACLI, Colonia libera, che hanno promosso questo “partage”.
Come spiegato da Luciano Sonno, figura storica dell’emigrazione italiana, Josiane Masala, presidente del Nuraghe, è stata una delle più ferventi sostenitrici del progetto.
Un progetto a tutto tondo, una vera condivisione di idee, informazioni e di esperienze: rinnovo del Comites, gli importanti lavori che trasformeranno completamente l’attuale sede del Valentin, una condivisione molto sentita di problematiche vitali come il mantenimento di uno sportello consolare a Losanna che faciliti l’accesso ai servizi burocratici, e ancora, condivisione delle strategie e degli effettivi strumenti messi in atto per salvaguardare e promuovere le radici e la cultura italiane anche e soprattutto grazie agli eventi, concerti, incontri e conferenze, corsi di lingua e cultura, promossi dal MAECI e dagli Enti locali, presenti sul territorio.
La discussione e stata molto seguita e i numerosi interventi hanno evidenziato da un lato il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni la ricchezza della nostra cultura d’origine e dall’altro ha messo l’accento sulla difficoltà non solo della trasmissione, ma anche della sua conservazione. Trasmissione che passa necessariamente dalla lingua, e, aggiungerei, dall’implicazione personale e concreta alle attività di cui si è parlato.
Certo, non si può non tener conto dei cambiamenti socio-economiche riguardano non solo la comunità italiana ma tutti i flussi migratori, delle loro aspettative e aspirazioni, del loro bagaglio culturale, della loro capacità di “impadronirsi” della nuova realtà in cui opereranno e vivranno.
Ma, dopo le discussioni si è giunti ad una condivisione più concreta, quella di piatti e vini tipici: focacce e pizze, gnocchetti sardi, porchetta dal centro Italia e l’intramontabile tiramisù. Una prima giornata davvero stimolante, piena di sapori, incontri e riflessioni che ci auguriamo la prima di una lunga serie.
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