
di SALVATORE PUGGIONI
L’opera di Anna Satta Giannichedda, meritatamente insignita del Primo Premio Letterario di Osilo si erge a testimonianza solenne di un momento in cui la storia di una comunità incontra la dimensione del sacro. Il dipinto immortalato dall’artista non si limita a documentare il secondo pellegrinaggio voluto da don Salvatore Saba nell’agosto del 1995, ma trasforma un fatto di devozione popolare in un’esperienza visiva lirica e vibrante.
La Scena Figurativa e il Raccolto Collettivo.
Al centro della composizione, la narrazione figurativa prende vita con straordinario realismo e calore narrativo. Il carro, trainato da un cavallo bianco, trasporta la statua della Vergine circondata dai fedeli e dalle bandiere al vento, simbolo dell’identità e della festa della comunità di Osilo. Ad aprire la processione, davanti al carro, la figura del parroco guida la marcia dei fedeli: un cammino fisico e spirituale verso la Parrocchiale che la pittrice immortala con pennellate calde e sicure, capaci di catturare la luce sospesa di quella sera d’agosto, stretta tra il tramonto e la promessa dell’alba.
Valore Artistico e Devozionale.
L’opera della Giannichedda brilla per la sua duplice valenza:
Profondità Lirica: Traduce il respiro corale di chi, pur ben radicato nel territorio, alza lo sguardo verso il divino (dae terra tucan a chelu), offrendo un’immagine di rifugio e protezione per gli uomini in cerca di un segno dal cielo.
Memoria Storica.
L’opera custodisce il ricordo storico del passaggio dai culti legati al piccolo simulacro ligneo degli anni ’80 (donato da Mons. Giuliano Dettori) fino all’intronizzazione nell’Altare della Sacra Famiglia della Parrocchiale, dove tutt’oggi risiede.
Con questo dipinto, Anna Satta Giannichedda firma una tela di straordinaria potenza evocativa: un’opera senza tempo capace di unire tecnica eccezionale, fede viva e identità di un intero popolo.
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