L’ECO DI NUORO IN AUSTRALIA: GLI EMIGRATI SARDI DEL QUEENSLAND CELEBRANO IL CENTENARIO DEL NOBEL A GRAZIA DELEDDA

A un secolo dal massimo riconoscimento letterario, la figura della scrittrice barbaricina unisce la Sardegna e la sua diaspora in Australia, nel segno di un’identità culturale intramontabile.

Il Queensland Sardinian Culture Club, in prestigiosa e sinergica collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, ha dato vita a un evento di straordinaria caratura istituzionale e culturale: la celebrazione del centenario del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, tributatole nel 1926.

A cento anni esatti da quel momento storico, in cui la scrittrice nuorese si impose come la prima donna italiana a ricevere la massima onorificenza dell’Accademia di Svezia, la comunità sarda oltreoceano si è riunita per tributarle un doveroso omaggio. La memoria è andata alla potenza della sua prosa, capace di offrire un affresco vivido, ancestrale e privo di filtri della vita pastorale e contadina dell’Isola, elevando le vicende della Sardegna rurale a miti universali della letteratura mondiale.

La manifestazione ha visto alternarsi al podio relatori di chiara fama, capaci di tratteggiare la complessità letteraria e l’attualità del messaggio deleddiano: il Dott. Dino Manca, Direttore dei Musei Grazia Deledda, che ha offerto una profonda disamina filologica e storica sul percorso biografico e artistico dell’autrice; la Prof.ssa Marina Moncelsi, che ha arricchito il dibattito con un prezioso contributo critico sulle tematiche universali racchiuse nelle opere della Deledda; il Console d’Italia a Brisbane, Giuseppe Di Murro, la cui presenza ha suggellato il rilievo istituzionale dell’evento, rimarcando il valore della cultura come principale collante tra le comunità italiane all’estero e la madrepatria.

L’incontro è stato impreziosito dal commento sonoro ed emozionale affidato alla sensibilità artistica della Prof.ssa Antonella Chironi, le cui esecuzioni musicali hanno evocato le atmosfere e le suggestioni della terra sarda, creando un’atmosfera di vibrante partecipazione.

A conclusione della parte congressuale, la serata è proseguita con un momento di conviviale armonia, durante il quale è stato offerto un rinfresco a tutti gli ospiti intervenuti.

Al di là dell’indiscusso spessore scientifico e letterario, una celebrazione di tale portata assume un significato sociologico profondo: dimostra come, persino alle latitudini più remote del pianeta, l’orgoglio delle proprie origini e il senso di appartenenza alla comunità isolana rimangano saldi, vivi e capaci di rinnovarsi attraverso la memoria dei suoi figli più illustri. Un filo invisibile ma indistruttibile che, da Brisbane a Nuoro, continua a unire i sardi nel mondo.

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2 commenti

  1. Complimenti bravissimi. Avanti così😍💪

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