
di SILVIA BABBO
Le architetture sonore di Perry Frank sbarcano in Giappone. Il compositore e polistrumentista sardo — al secolo Francesco Perra — è protagonista di una prestigiosa tournée che tocca i centri nevralgici della sperimentazione nipponica: Tokyo, Kyoto e Osaka.
Un traguardo d’oro per l’avanguardia made in Sardinia, che conferma la vocazione internazionale di un progetto capace di azzerare le distanze geografiche e culturali. Del resto, l’incontro tra la ricerca di Perry Frank e il Giappone appare naturale: da un lato la chitarra che si fa materia viva attraverso loop, riverberi e stratificazioni ambient; dall’altro una nazione da sempre mecenate dei suoni contemplativi, immersivi e radicali.
Nato come un affascinante crocevia tra ambient, drone, post-rock ed elettronica, il sound di Perry Frank unisce tappeti sonori eterei, sfumature glitch e persino echi del folklore sardo. È un universo sonoro che, muovendosi nel solco di maestri come Brian Eno, Tim Hecker e William Basinski, sa essere al tempo stesso meditativo, nostalgico e profondamente avvolgente.
Il tour non è una semplice sequenza di date in festival e venue indipendenti, ma un vero e proprio dialogo interculturale tra l’artista, i luoghi e la scena locale. Un capitolo fondamentale che arriva dopo una solida gavetta europea e il clamoroso successo del penultimo album Nuit Ensemble (Valley View Records), capace di superare il milione di ascolti.
Questa avventura in Estremo Oriente si arricchisce e pulsa dei brani inediti tratti da Scenario, l’atteso nuovo album pubblicato lo scorso 30 gennaio per l’etichetta statunitense Shady Ridge Records.
Tra Ambient Guitar Sessions in location mozzafiato e una costante presenza nelle playlist globali, Perry Frank continua a espandere i confini della sua narrazione senza tempo: un invito in musica all’introspezione, pensato per chi cerca un’esperienza d’ascolto totale ed emozionante.
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Grazie infinite a Silvia Babbo e Tottus in PARI per il bellissimo articolo sul mio prossimo Tour in Giappone