IL LAVORO COME VALORE. LA DIFFICOLTA’ NEL RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO

Il lavoro è un dovere e su questo siamo tutti d’accordo. Ma stando alla nostra Costituzione, il lavoro dovrebbe essere anche un diritto.

Purtroppo però, sembra che il lavoro, in Italia, sia visto più come un privilegio che come un diritto.

Trovare un’occupazione in Italia, oggi è una delle imprese più difficili che si possano intraprendere.

Ma che cos’è il lavoro? Il lavoro, secondo la definizione standard, è una qualsiasi attività umana, onesta naturalmente, volta a raggiungere uno scopo pratico, produrre beni e fornire servizi, in cambio di una retribuzione.

Tuttavia, se scaviamo maggiormente a fondo, il lavoro costituisce anche un modo per la persona di sentirsi utile e soprattutto parte di una società, garantendo il proprio contributo alla sua crescita e al suo miglioramento.

È un modo per crescere sotto tanti punti di vista: personale, culturale, sociale. Qualsiasi lavoro, senza alcuna selezione, dev’essere sempre considerato degno di essere tale e degno di essere valorizzato, purchè non violi quelle che sono le regole sociali del buon costume e dell’onestà.

Il problema in Italia è che quasi nessuno gode di un diritto fondamentale, o meglio ne gode solo in apparenza. Il diritto di scegliere il proprio mestiere. È vero che ognuno è libero di fare il lavoro che vuole, ma se andiamo a guardare la realtà, non è esattamente così.

Il lavoro dovrebbe essere sinonimo di passione, poiché chi svolge una professione che ama, la svolgerà nel migliore dei modi e sarà maggiormente appagato nel corso della propria carriera.

Allo stesso tempo è meglio svolgere un mestiere che magari non rispecchia esattamente le nostre aspettative, evitando di stare a mani vuote, un mestiere che ci rende ugualmente utili e ci permette comunque d’imparare qualcosa di nuovo, nell’attesa di raggiungere l’obiettivo, ma temporaneamente, perché dobbiamo tutti essere valorizzati per ciò che sappiamo fare.

Spesso chi si laurea in discipline come Lettere o altre è costretto ad accontentarsi di lavori per i quali il suo titolo di studio non è adeguato e si sente un pesce fuor d’acqua all’interno del sistema sociale.

Chi spesso desidera fare un determinato mestiere, non viene messo in condizione di poterlo svolgere e deve accontentarsi.

Spesso ci si deve sottoporre ai concorsi pubblici, che per quanto siano una garanzia per raggiungere il tanto agognato posto fisso, sono difficili e organizzati nel peggiore dei modi, più semplici, molto spesso, per chi ha una laurea in giurisprudenza o economia.

In un Paese come l’Italia dove, come cita il primo articolo della Costituzione, il lavoro è il fondamento della società, tutti i lavori dovrebbero essere valorizzati, così come tutti i corsi di laurea, e bisognerebbe mettere tutti i cittadini nelle condizioni di svolgere il mestiere che più desiderano, per il quale sono più portati e magari per il quale sono preparati.

Il lavoro deve diventare il valore più significativo che caratterizza la società e che la rende felice.

Tutti hanno il diritto di lavorare, tutti devono essere messi nelle condizioni di farlo, tutti devono trovare un lavoro, non sulla base di quello che offre il mercato, ma sulla base di quello che tutti desiderano.

Inoltre, uno degli ostacoli maggiori alla ricerca di un impiego è la necessaria comprovata esperienza.

L’esperienza è un obiettivo che si costruisce attraverso la pratica, e se da qualche parte non iniziamo, non potremo mai raggiungerla.

Sarebbe bello capire che tutto ha una prima volta e che nessuno nasce con il sapere già in tasca.

Tutti i lavori hanno un inizio, tutti noi impariamo perché cominciamo a fare quella determinata cosa che non abbiamo mai fatto.

Tutti devono essere nella condizione di mettersi in gioco e sfoderare le proprie competenze e capacità, perché tutti, nessuno escluso, abbiamo il nostro cavallo di battaglia.

Come disse Einstein: Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido.

Views: 41

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Brava Robi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *