
di GABRIELLA MURRU
Esplorare l’eredità ideale di Grazia Deledda e restituire spazio e centralità a straordinarie figure femminili del Novecento sardo, spesso rimaste ai margini della storiografia ufficiale: è stato questo il cuore dell’incontro dal titolo “Grazia e le altre. Figure femminili nella storia e nella cultura della Sardegna”, tenutosi lo scorso 9 settembre presso lo Spazio Culturale “Itaca” di Firenze.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Sardi in Toscana (ACSIT) e da Libriliberi Editore, con il patrocinio di SEU (Sardi Emigrati Uniti) e della Regione Sardegna, si è inserita nel quadro della valorizzazione di “Sardus Paper”, l’innovativa collana editoriale ideata e diretta da Angelino Mereu nata per recuperare scritti e testimonianze brevi, rari o inediti dedicati all’isola, e rientrava nel programma promosso dall’ACSIT nell’ambito delle manifestazioni previste per l’Estate Fiorentina.
Ha aperto la serata Paolo Ciampi, giornalista, scrittore e animatore dello Spazio Itaca, che ha richiamato l’importanza di fare rete sul territorio attraverso la memoria culturale, sottolineando come la riscoperta dell’universo intellettuale e artistico femminile rappresenti un tassello fondamentale per comprendere appieno l’evoluzione della Sardegna e la sua proiezione europea, ma anche gli immancabili segnali che uniscono idealmente e non solo la Sardegna e la Toscana.
Il curatore e ideatore del progetto “Sardus Paper”, Angelino Mereu, ha illustrato al pubblico la produzione 2026 della collana, arrivata finora alla pubblicazione di sette fascicoli interamente dedicati a figure femminili di rilievo legate alla Sardegna e, tra le tante cose, ha rimarcato proprio gli inscindibili legami tra Sardegna e Toscana per quanto riguarda la cultura e l’arte.
Con il suo racconto appassionato, Mereu ha arricchito la presentazione svelando preziosi aneddoti e retroscena sulle ricerche, spesso segnate da fortuiti ritrovamenti e vere e proprie scoperte collezionistiche che hanno permesso di riportare alla luce documenti e materiali editoriali rari prima d’ora introvabili.
L’evento è poi entrato nel vivo con l’intervento della scrittrice e animatrice culturale Teresa Porcella, la quale ha guidato i presenti in un percorso di approfondimento centrato su due figure di straordinario rilievo del Novecento: la poetessa Teresa Mundula e l’artista e illustratrice Edina Altara. Nel suo intervento, Porcella si è soffermata sul profilo di Teresa Mundula (1894–1980), letterata e poetessa cagliaritana di profonda sensibilità spirituale e umanistica. Tra le sue opere più emblematiche spicca il componimento Casteddu (1941-1946) – riproposta proprio da Teresa Porcella per il fascicolo n. 35 di Sardus Paper -, un’intensa testimonianza poetica in cui la città di Cagliari, segnata anche dai drammatici bombardamenti della seconda guerra mondiale, viene rievocata con affetto e vigore espressivo attraverso un profondo legame con la sua gente e i suoi luoghi.
Ampio spazio è stato quindi dedicato alla figura di Edina Altara (1898–1983), poliedrica creatrice sarda – pittrice, ceramista, illustratrice e designer di moda – che fu incoraggiata giovanissima da Giuseppe Biasi e lodata da critici del calibro di Vittorio Pica e Raffaello Giolli (il cui saggio critico del 1917 è stato ripubblicato nel fascicolo n. 36 dei Sardus Paper). Celebre fin dagli esordi per le sue innovative creazioni in carta, Altara conquistò l’attenzione di collezionisti illustri – tra cui il re Vittorio Emanuele III – e avviò successivamente una prolifica stagione collaborativa e di decorazione d’interni, arrivando a lavorare al fianco di maestri del design come Giò Ponti. Tra i suoi contributi figurano anche le suggestive illustrazioni per i racconti di Gemina Fernando (proposti nel n. 34 di Sardus Paper).
L’incontro si è concluso evidenziando come, a partire dalla pietra miliare rappresentata da Grazia Deledda – evocata nello storico Colloquio con Grazia Deledda del 1935 firmato da Carlo Bernard -, la cultura sarda vanti un ricchissimo mosaico di voci femminili, da Maria Giacobbe a Joyce Lussu, fino a ritrovare le poesie in sardo, di metà Ottocento, di Maria Grazia Mureddu, riproposte ai primi del ‘900 dalla nipote Anna Manis, allora bibliotecaria presso la Nazionale di Firenze.
Un incontro più che positivo, dunque, in linea con il progetto che la collana Sardus Paper intende perseguire, in un’opera di divulgazione e recupero in grado di offrire, sia ai lettori appassionati che agli studiosi, preziosi strumenti di conoscenza.
Libriliberi Editore – www.libriliberieditore.it | info@libriliberieditore.it mereuangelino@gmail.com
Views: 134






































































































grandi
Bravi