L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL RISCHIO DI PERDERE IL VALORE DELL’ESSERE UMANO

L’Intelligenza Artificiale (IA) è quel ramo della computer science che si occupa dello sviluppo di sistemi informatici capace di simulare le capacità cognitive umane.

È un sistema che generalmente viene usato per risolvere problemi, comprendere un determinato linguaggio, riconoscere determinate immagini, insomma eseguire compiti estremamente complessi, sostituendo quasi totalmente la mente umana.

Ed è esattamente questo il fulcro che fa apparire l’IA quasi un pericolo.

L’essere umano è dotato di due qualità fondamentali per la sua sopravvivenza: la capacità di formulare un pensiero critico autonomo e la capacità di provare dei sentimenti.

Ciò che fa paura è l’idea che l’IA possa sostituire l’uomo anche in queste due formidabili e importanti capacità.

Pensiamo per esempio a un compito in classe, un tema d’Italiano dov’è richiesta l’opinione dell’alunno su una determinata tematica. Se il ragazzo fa ricorso a Chat GPT affinchè questo gli fornisca il compito già completamente strutturato da copiare, lui non svilupperà mai il proprio modo di pensare e di organizzare autonomamente un discorso, puntando su quelle che sono le sue capacità di ragionare e soprattutto non sarà in grado di esprimere un’opinione personale. Ed è questa la cosa che dovrebbe terrorizzare la società e metterla in guardia dallo strabiliante potere dell’intelligenza artificiale, ossia il fatto di perdere la capacità di esercitare le nostre facoltà cognitive.

Un altro esempio è quello dello studio. Se il ragazzo deve studiare un autore perché dev’essere interrogato, è opportuno che legga, assimili il contenuto, ma soprattutto comprenda ciò che sta leggendo in modo tale da fare suo il messaggio del testo ed essere in grado di riproporlo al docente a parole sue, dimostrando di aver acquisito delle competenze e interiorizzato quello che è il significato profondo del testo.

Diversamente, è molto pericoloso e superficiale l’uso di Chat GPT che offre all’alunno un riassunto del testo, magari anche apparentemente perfetto e corretto, ma che non gli consentirà di entrare in contatto con l’autore e scavare nel profondo, facendo suo ciò che studia.

Lo studio non è imparare a memoria la pappardella per essere interrogati e passare l’anno, lo studio è interiorizzare un concetto e una volta compreso quel concetto, saper anche esprimere un’opinione personale e un giudizio su quello che si è letto.

È terribile anche l’idea che con Chat GPT si possa scrivere un libro, si possa raccontare una storia.

Scrivere è un atto intimo, un atto estremamente privato e personale che non può essere ricondotto all’uso di un’intelligenza artificiale, perché deve nascere direttamente dal cuore dell’autore.

Scrivere significa rivelare un sentimento molto profondo, che talvolta a parole è difficile esprimere e, se ci pensiamo bene, è anche qualcosa di piacevole e divertente, laddove ci consente di sviluppare la nostra fantasia, sfogandoci e dando voce al grido dell’animo.

In sostanza, l’intelligenza artificiale non è del tutto negativa, perché per certi aspetti può anche risultare utile e appropriata alle esigenze che si manifestano, ma deve affiancare e non sostituire l’uomo.

L’uomo ha ancora bisogno di essere parte attiva di questo mondo, attraverso la sua creatività e la sua fantasia, senza essere sostituito ma piuttosto agevolato.

Si sente dire spesso che l’intelligenza artificiale “ruberà” il lavoro alle persone, questa è un’altra cosa che dovrebbe terrorizzare, perché lavorare è essenziale per tutti noi ed è ciò che ci fa mantenere parte della nostra dignità.

E cosa più importante, l’intelligenza artificiale non sostituirà mai l’uomo nell’amore che le persone provano l’un per l’altra.

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