
Marco Mura
di STEFANIA ANGIUS
Ventitré storie, ventitré uomini e un unico grido: no alla violenza sulle donne. Il progetto di Marco Mura, poeta e paroliere di Nuoro, fondatore del Movimento Artistico Poesie per Strada, attraversa diversi centri della Sardegna e porta nello spazio pubblico una denuncia che riguarda l’intera società.
La poesia
Per ogni volta che ti ha detto: «Senza me non vali niente»,
per ogni volta che hai sorriso per restare indifferente,
per ogni volta che hai nascosto un altro livido sul volto
e hai inventato un’altra scusa,
io ti regalo gli occhi per guardare come ti usa.
Per ogni volta che sei stata lì sul punto di scappare,
per ogni volta che hai pensato: «Ma tanto chi mi crederà?»,
per ogni volta che hai confuso l’amarezza con l’amare,
io ti regalo gli occhi e te li lascio sulla porta,
perché tu ti possa alzare e guardarlo un’altra volta.
Per ogni volta che hai parlato e ti ha detto: «Stai inventando»,
per ogni volta che stai zitta mentre dentro stai gridando,
per ogni volta che una spinta, un insulto o un altro schiaffo ti ha spostato,
io ti offro la mia voce e puoi urlare con tutto il fiato.
Per ogni volta che hai pensato: «Cazzo, come mi vergogno»,
per ogni volta che hai chiamato la violenza «un suo bisogno»,
per ogni volta che hai nascosto il tuo dolore dentro un gemito,
io ti regalo il cuore per urlare: «NON LO MERITO!»
Per ogni volta che ho dovuto cambiar strada perché incontravo lui,
per ogni volta che le mie parole ansiose sono diventate spazi bui,
per ogni notte in cui anche a casa avevo paura,
io da oggi scelgo me, senza più chiedere scusa.
Per ogni notte in cui pregavo che arrivasse l’alba,
per ogni volta che da sola avevo paura,
perché avevo accanto un mostro e mi mancavano papà e mamma… la mia cura.
E se ancora senti addosso tutto il male che hai passato,
prendi forza anche dal poco, dalle lotte, dai tuoi mali,
tu non sei ciò che hai subìto, non sei ciò che ti ha strappato,
non lasciare che il dolore venga a dirti quanto vali.
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Dalla rinascita personale all’impegno artistico
Dietro il Movimento Artistico Poesie per Strada c’è una storia di rinascita. Fondato da Marco Mura, nasce nel 2018, dopo una grave esperienza di malattia che lo aveva costretto a confrontarsi con la perdita della propria autonomia.
Nel 2016 Marco aveva trascorso quattro mesi in ospedale a causa di una rara malattia del sangue, arrivata allo stadio più grave. Aveva perso la forza motoria e, per un periodo, aveva persino dimenticato come si camminasse. In ospedale era suo fratello ad accompagnarlo lungo i corridoi, sostenendolo passo dopo passo. Anche dopo le dimissioni, recuperare una camminata sicura aveva richiesto tempo e fatica.
Quando, nel 2018, ha sentito di riuscire nuovamente a camminare bene, ha trasformato quel traguardo in una nuova possibilità espressiva. Camminare è diventato un modo per osservare il mondo, raccogliere storie e rimettere in movimento anche le parole.
Le prime poesie sono state registrate a Nuoro, seguendo un’intuizione che lo portava a scegliere luoghi capaci di suggerirgli emozioni e pensieri. Da lì il progetto si è esteso a numerose località, tra cui Muravera, Cagliari, Oristano, Iglesias, Olbia e Sassari, fino a Roma e Milano.
Nel corso di questo percorso, Marco ha incontrato abitanti, ascoltato gli anziani e raccolto racconti, lasciandosi ispirare anche dai volti, dai paesaggi e dai dettagli della vita quotidiana. Oggi registra soprattutto di notte, nelle piazze vuote e nelle strade silenziose, in un momento intimo che diventa pubblico soltanto attraverso la condivisione dei video sui social.
Movimento Artistico Poesie per Strada è così diventato un progetto che unisce arte, osservazione e incontro, con il desiderio di trasmettere speranza e ricordare che è possibile ricominciare dopo una malattia, una perdita o una difficoltà.
Da questa esperienza personale nasce anche la scelta di portare la poesia dentro una questione sociale come la violenza di genere, trasformando la strada in uno spazio di testimonianza e denuncia.
Ventitré storie, una voce collettiva
Il progetto contro la violenza sulle donne prende forma attraverso ventitré testimonianze femminili, raccolte da Marco Mura e trasformate in una poesia che diventa voce comune. Il testo è al centro di un video realizzato prevalentemente di notte, attraverso immagini essenziali e luoghi della Sardegna.
Il percorso attraversa Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Monserrato, Selargius, Settimo San Pietro, Sinnai, Maracalagonis e Cagliari. Sono spazi della quotidianità che diventano parte di una denuncia rivolta alle comunità, perché la violenza non è un fatto lontano né una questione da confinare nella sfera privata.
A rendere ancora più intensa la poesia è la presenza di Sandra, che ha prestato il proprio volto e la propria voce, diventando simbolicamente interprete delle storie delle 23 donne coinvolte nel progetto. Nel suo sguardo e nelle sue parole si intrecciano ferite, paure e silenzi, fino a comporre il grido di chi cerca ascolto, dignità e la forza di spezzare il silenzio. Una presenza che dà corpo alle loro storie e trasforma la poesia in una testimonianza che arriva al cuore, perché nessuna donna si senta sola e nessuna storia resti inascoltata.
A Maracalagonis compare anche una panchina con le scarpe e il nome di una giovane donna del paese, uccisa dal proprio compagno. Un’immagine che richiama il valore della memoria e la necessità di trasformare il ricordo delle vittime in consapevolezza e prevenzione.
Nel video, Marco indossa una maschera per rappresentare il volto dell’aggressore e successivamente appare senza maschera. Accanto a lui ci sono ventitré uomini, chiamati a dare una risposta collettiva alle storie delle donne.
Le loro voci si uniscono in un messaggio inequivocabile: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE.
La partecipazione maschile richiama una responsabilità che riguarda l’intera società. Contrastare la violenza significa anche rifiutare i comportamenti e i modelli culturali che alimentano il dominio, il controllo e la sopraffazione, promuovendo relazioni fondate sul rispetto e sulla libertà reciproca.
Il progetto coinvolge le sezioni FIDAPA di Sassari, Porto Torres e San Sperate, insieme alla testata giornalistica on line Tottus in Pari di Massimiliano Perlato Mura.
Ad accompagnare il video è Nel silenzio, brano composto dai musicisti di Porto Torres Domenico Bazzoni e Alberto Bazzoni e dedicato ad Alina Cossu, la giovane di 21 anni uccisa nel 1988 e gettata in mare nei pressi di Porto Torres.

Una responsabilità che riguarda tutti
La violenza di genere richiede attenzione, prevenzione e risposte concrete. La sensibilizzazione artistica può contribuire a rompere l’indifferenza, ma deve accompagnarsi all’educazione al rispetto, al sostegno delle vittime e a servizi capaci di garantire protezione e accompagnamento.
È necessario che chi trova il coraggio di chiedere aiuto possa essere ascoltato senza pregiudizi e senza essere giudicato per le proprie scelte o per il tempo impiegato a uscire da una situazione di abuso. La responsabilità della violenza appartiene a chi la esercita; alla società spetta il compito di non lasciare sole le persone che la subiscono.
La poesia di Marco Mura e il Movimento Artistico Poesie per Strada portano questa denuncia nei luoghi della quotidianità, affidando alle parole e alle voci il compito di richiamare l’attenzione su una ferita ancora aperta.
Il percorso che ha portato Marco a ritrovare il movimento dopo la malattia gli ha dato la possibilità di trasformare un’esperienza personale in un messaggio rivolto agli altri.
Rimane il senso dei versi conclusivi: «Tu non sei ciò che hai subìto, non sei ciò che ti ha strappato, non lasciare che il dolore venga a dirti quanto vali».
Un messaggio che restituisce centralità alla dignità della persona e alla possibilità di ricominciare, senza essere definiti dalla violenza subita.
Perché dare voce a chi è stato costretto al silenzio è importante. Ma lo è ancora di più costruire una società nella quale nessuna donna debba avere paura di parlare, chiedere aiuto o scegliere liberamente la propria vita.
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SteFania Angius Stefania, che dire… mi hai davvero emozionato con le tue parole. ❤️ Ti ringrazio di cuore per la sensibilità e l’attenzione che hai avuto nel raccontare me e la mia poesia. Mi fa davvero piacere sapere che quello che scrivo riesca ad arrivare così, soprattutto quando si parla di temi tanto delicati e importanti. Grazie per aver colto anche qualcosa di me, oltre le parole. E naturalmente un grazie anche a Max Perlato Mura , che con Tottus in PARI continua a dare spazio e voce a storie e temi che meritano di essere raccontati. Ti abbraccio forte! ❤️
Apprezzo tantissimo anche io la sua scrittura e i suoi contenuti 🌸
Tanta stima per questo artista. Ho avuto il piacere di conoscere la sua scrittura e la sua interpretazione durante uno spettacolo al Teatro di Sinnai, e sono rimasto colpito dalla capacità di far vivere ogni singola parola che racconta. ❤️
Grazie Stefania, ho scoperto questo artista tempo da grazie a te, li stimo tanto.
Domenica 18 ottobre la rivista Tottus in Pari ha pubblicato un articolo che mi riguarda, scritto da Stefania Angius, una penna isolana che ha una bella sensibilità nel raccontare le persone, riuscendo a cogliere anche quelle sfumature che spesso passano inosservate.
E poi è arrivata una sorpresa che proprio non mi aspettavo. Max Perlato Mura, direttore della rivista, ha pensato di dedicarmi anche la copertina del numero di ottobre.
E niente, sono finito in copertina! E dalla faccia sembra pure che lo sapessi già! 😂
Per chi non la conoscesse, Tottus in Pari è da trent’anni un punto di riferimento per i sardi emigrati nel mondo. Il numero viene distribuito alle associazioni dei sardi che vivono lontano dalla nostra isola, ma che continuano a portarsela nel cuore.
Ed è proprio questo l’aspetto che mi fa più piacere: pensare che un pezzetto del mio percorso e delle iniziative che porto avanti possa arrivare anche a chi vive lontano dalla Sardegna.
Ringrazio di cuore Stefania per le parole che mi ha dedicato e Max per questa bella sorpresa. Sono attenzioni che non do mai per scontate e che mi danno ancora più voglia di continuare a scrivere e, nel mio piccolo, provare a dare un contributo a questa terra attraverso la poesia e le iniziative in cui credo.
Grazie davvero! ❤️
Questa copertina è davvero meritatissima, così come le parole che ti ho dedicato, nate proprio dalla mia sensibilità e dalle sfumature che ho colto di te. Ed è bello poter condividere con gli altri la tua sensibilità, la tua anima poetica e quel mondo delicato che porti dentro. 🤍
Bravo Marco 👏👏Continua cosi ❤️
Congratulazioni Marco 👏❤️👏
Meritatissimo Marco ❣️
Bello e bravo il mio amico