LA GIORNATA DEL POPOLO SARDO: GRANDE SUCCESSO ALL’ASSOCIAZIONE SEBASTIANO SATTA DI VERONA

le immagini sono di Andrea Zonca

di ANNALISA ATZORI

Domenica 11 giugno alla Sebastiano Satta di Verona si è tenuto un grande evento, seguito da pranzo sociale con un’ottantina di commensali, tra adulti e bambini. Era stato programmato precedentemente e poi rimandato per cause di forza maggiore…ma finalmente il circolo ha festeggiato la “Giornata del Popolo Sardo” come era stata definita nel 1993 dalla Legge Regionale n° 44 che la istituiva.

La presidente Francesca Sanna ha fatto gli onori di casa e sostituito egregiamente il Sindaco di Bono (Michele Solinas, assente per motivi di salute) nella rievocazione storica dei fatti che portarono all’insurrezione popolare del 28 aprile 1794. Sa Die de sa Sardigna è la giornata del riscatto sociale dei sardi: un giorno di risveglio dal dominio sabaudo che ancora oggi rimane impresso nei ricordi di tutti i sardi. La Sanna pone l’attenzione sul trattamento riservato ai sardi dai Piemontesi, che per ordine reale escludevano il popolo da qualunque partecipazione alla vita politica e alle attività amministrative, comportamento che provocò un forte malcontento nell’isola, tanto da diffondere sentimenti rivoluzionari.

I piemontesi avevano violato gli antichissimi privilegi concessi ai sardi dai re di Aragona. Trattavano i sardi con disprezzo e arroganza, definendoli pezzenti, lordi, vigliacchi e molenti (asinacci). Quando, dopo aver respinto nel 1793 un attacco da parte dei Francesi di Napoleone nel cagliaritano e nell’arcipelago della Maddalena, i sardi si videro negate le più elementari richieste (accedere alle cariche pubbliche, creare un Consiglio di Stato a Cagliari vicino al Vicerè, istituire un Ministero per gli affari della Sardegna a Torino),.scoppiarono i moti rivoluzionari.

Dopo l’arresto di Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor (che capeggiavano la protesta) si scatenò la cattura dei piemontesi (s’acciappa): 514 funzionari piemontesi insieme al viceré Balbiano furono raccolti, rastrellati e stanati dagli uffici, dalle case e per le strade, condotti al porto di Cagliari per essere imbarcati! Gli arguti cagliaritani usarono uno stratagemma per riconoscere i piemontesi: “nara cixiri” ossia “dì ceci”, naturalmente i sabaudi non capivano e non sapevano cosa rispondere. Dopo Cagliari, insorsero Sassari, Alghero, Bono e tante altre cittadine, contro le cariche amministrative sparse per tutta l’isola. G.M Angioy (magistrato della Reale Udienza) fu inviato quale alternos (al posto nostro) a sedare la protesta e lo scontento in Sardegna. Angioy si rese subito conto delle ragioni del popolo e delle loro legittime rivendicazioni: da rappresentante del Governo si trasformò ben presto in un sostenitore degli oppressi, in un leader rivoluzionario.

Con una taglia di 3000 lire sulla testa, sostenuto dalle popolazioni dell’interno, marciò su Cagliari ma nei pressi di Oristano sfuggì alla cattura da parte dei piemontesi, riparando a Santo Lussurgiu. I cavalieri di Scano di Montiferro lo travestirono e scortarono fino a Porto Torres. Angioy s’imbarcò alla volta della Francia (per evitare la cattura a Torino).

I Baroni feudali e la borghesia cittadina temevano che abolire il feudalesimo e proclamare la repubblica avrebbe distrutto le basi delle loro ricchezze e del loro prestigio, quindi l’isola rimase sotto la dominazione sabauda. Intorno al 1795 Frantziscu Ignazio Mannu compose “Su patriotu sardu a sos feudatarios” che, più conosciuta come “Procurade ‘e moderare” è stata dichiarata nel 2018 inno ufficiale della Sardegna.

Il 28 aprile 1794 rimane per tutti i sardi simbolo di orgoglio, unità. Oggi, è occasione per un momento di festa, ma anche di riflessione per conoscere e approfondire la nostra storia.

Francesca Sanna ricorda come le nostre genti abbiano saputo dimostrare, in momenti di grande difficoltà, di sapersi ritrovare intorno ai valori più profondi di democrazia a salvaguardia dell’identità regionale. La festa odierna è un grido di libertà che rafforza la volontà di continuare ad impegnarci insieme e non da soli (emigrati e stanziali) per costruire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla partecipazione, sussidiarietà e fratellanza solidale, qualità necessarie di una vera relazione interpersonale.

Dopo la rievocazione storica a cura di Francesca Sanna, Monsignor Benedetti ha celebrato la S. Messa in sala Efisio Maxia.

A seguire, il pranzo sociale a base di malloreddus alla campidanese e maialetto sardo. Ad intrattenere i presenti, Ines Sau (insegnante di balli sardi), l’organettista Riccardo Atzei e altri ballerini in costume tradizionale. Il gruppo in realtà non ha un nome: si tratta di professionisti (tra di loro, tre maestri di ballo sardo: oltre a Ines Sau, ci sono Roberto Carrus e Angelo Bianchini) che vivono nella zona di Milano, amano le tradizioni sarde, non creano coreografie specifiche ma improvvisano. Si definiscono “liberi e appassionati”. Tra i ballerini c’è anche Beatrice Spano, presidente del Circolo culturale sardo “Domo Nostra” di Cesano Boscone. Angelo Bianchini, che è anche musicista (fa parte del gruppo musicale “Sonos de attesu”) sottolinea quanto la cultura popolare sarda sia tra le più ricche al mondo. Un patrimonio inestimabile. Secondo lui, tutti i sardi sono in qualche modo artisti: chi si applica nella musica, chi nei balli, chi è appassionato di archeologia, chi di sartoria e chi di artigianato. Il più “scarso” di questi artisti è capace di prendere un coltello e intagliare qualche creazione con il legno.

Ines e i suoi ballerini sono riusciti ad intrattenere e coinvolgere in balli tradizionali grandi e piccini: le piccole Chiara e Giulia (classe 2018 per entrambe) si sono unite a loro nelle danze per ore, nel pomeriggio di domenica.

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5 commenti

  1. Beatrice Spano

    Bellissima giornata culturale e ricreativa. Un bel ripasso sui famosi vespri sardi, buon cibo tipico della nostra tradizione ma soprattutto tanta simpatia e meravigliosa accoglienza da parte della presidente Francesca, del direttivo tutto e dei soci che si sono uniti allegramente ai nostri balli. Ringrazio Ines Sau per avermi coinvolta unitamente agli altri amici (vecchi e nuovi )di avventura🤗😊

  2. Roberto Carrus

    Un ringraziamento a tutti per la riuscita della bellissima giornata dedicata al popolo sardo

  3. Ebbene, devo dire che è stata una bella esperienza c/o il circolo Sebastiano satta di Verona e grazie a Francesca Sanna x aver accettato la proposta di non essere noi un gruppo ma dei semplici appassionati di ballo sardo e tutte le sue tradizioni.
    Grazie a tutti i miei compagni di viaggio e soprattutto x aver accettato questa sfida.
    Ringrazio: Roberto Carrus, Angelo Basilio Bianchini, Francesco Pinna, Riccardo Atzei, Tania Calledda, Beatrice Spano.

  4. Costantina Cossu

    Che bello ❤️

  5. Grandi 🔝

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