UNO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO: IL VENTO NUOVO DELL’EMIGRAZIONE SARDA E UN NUOVO MODO DI FARE RETE

C’era molta attesa nei corridoi e tra i banchi del primo congresso nazionale della SEU (Sardi Emigrati Uniti), che si è svolto a Firenze dal 23 al 25 ottobre. Un appuntamento che non è stato solo una sigla burocratica o una riunione di delegati, ma che segna un vero e proprio spartiacque per la storia dell’associazionismo sardo fuori dall’isola. Sotto lo slogan evocativo “Bentu Nou” (Vento Nuovo), la neonata federazione guidata da Sara Nicole Cancedda ha gettato le basi per un modo nuovo di fare rete, forte già dei suoi primi, importantissimi numeri: 26 circoli, 24 città coinvolte e ben 18mila soci che hanno scelto di intraprendere questa nuova strada dopo la fuoriuscita dalla FASI.

Le tre giornate fiorentine sono scivolate via tra dibattiti intensi, analisi sul presente e, soprattutto, sguardi rivolti al domani. I delegati arrivati da sette regioni d’Italia si sono confrontati su obiettivi chiari e programmatici. Come sottolineato dalla presidente Cancedda, la SEU nasce con l’intento di valorizzare il prezioso patrimonio storico dei circoli, ma lo fa guardando con decisione alla contemporaneità: tra i pilastri operativi approvati ci sono lo sviluppo economico sostenibile della Sardegna, l’inclusione attiva delle donne nei ruoli direttivi e l’adozione di strumenti digitali per snellire la transizione burocratica e la comunicazione della rete.

Proprio la “nuova emigrazione” è stata uno dei fulcri del congresso. La sfida lanciata da Firenze è chiara: intercettare i tantissimi giovani che oggi lasciano l’isola per motivi di studio o lavoro, offrendo loro non solo un luogo di memoria, ma un punto di riferimento moderno e dinamico, capace anche di favorire progetti concreti di rientro. Il congresso di Firenze si chiude così con un forte senso di responsabilità e l’entusiasmo tipico degli inizi. Il “vento nuovo” ha iniziato a soffiare, e ora la parola passa ai territori.

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