LE PIETRE CHE RACCONTANO E UNISCONO: IL DOPPIO APPUNTAMENTO CON “PRETAS” DI ANTONIO MARRAS NEI CIRCOLI SARDI DI VICENZA E MESTRE

Antonio Marras

Portare la voce, la roccia antica di Monte Albo e la memoria di Lula nel cuore dei circoli sardi in Veneto non è stata una semplice presentazione letteraria, ma un viaggio vissuto sulla pelle.

Ci sono storie che chiedono di non rimanere chiuse tra le pagine di un libro, e “Pretas” di Antonio Marras ne è la prova: un’opera che nel secondo fine settimana di ottobre si è fatta materia viva, protagonista di un doppio e intenso appuntamento. Prima a Vicenza, sabato 10 ottobre, e il giorno seguente a Venezia Mestre.   

Due serate che hanno rotto gli schemi della classica presentazione formale per trasformarsi in un vero e proprio racconto immersivo, visivo e sonoro dentro l’identità profonda dell’isola.

Il cammino è iniziato sabato 10 ottobre nei locali dell’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda di Vicenza.

 Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del presidente Alessandro Mannoni, che ha sottolineato il valore insostituibile di questi momenti di incontro e riflessione culturale per la comunità nel territorio vicentino.   

Da quel momento, la sala si è trovata immersa in una performance vibrante.

Chi si aspettava una conversazione convenzionale è stato conquistato da un dialogo inusuale e coinvolgente tra l’autore e il lettore. Antonio Marras — unendo al talento della scrittura la sensibilità e la forza scenica dell’attore e del regista teatrale — ha dato corpo e voce alle pagine di “Pretas” attraverso un monologo in lettura dinamica.

Un flusso impreziosito e reso potente dalla proiezione dei video dedicati ai paesaggi aspri e rurali di Lula e a “Su Batileddu”, la maschera arcaica e suggestiva del carnevale lulese. Un contrasto visivo e sonoro capace di trasportare il pubblico dritto nella tradizione più ancestrale.  

A Vicenza, la riflessione si è spinta anche sui temi di stretta attualità e prospettiva per il territorio barbaricino, toccando il grande progetto scientifico dell’Einstein Telescope a Sos Enathos, dove la stabilità del sottosuolo sardo si candida ad accogliere la ricerca di frontiera internazionale.

 La serata si è poi conclusa nel segno della convivialità più autentica attorno a un ricco buffet di sapori luvulesi, capaci di unire le persone attraverso il gusto e la memoria.   

L’energia e la forza di questa formula corale non si sono esaurite con la prima data: domenica 11 ottobre il viaggio ha fatto tappa al Circolo Sardo “Ichnusa” di Venezia Mestre.   

Ad accogliere il pubblico e l’autore Antonio Marras, è stato il presidente Saverio Vidili, che ha aperto la serata ringraziando i presenti e sottolineando l’importanza di un appuntamento così denso di memoria comunitaria. Anche a Mestre la narrazione ha preso vita tra le immagini dei luoghi del cuore e la forza evocativa di Su Batileddu, accompagnate dalla descrizione appassionata capace di illuminare Lula nei suoi molteplici aspetti umani, culturali e paesaggistici.   

La tappa mestrina ha trovato una straordinaria marcia in più grazie alla sensibilità e alla grande capacità interpretativa di Paola Mason, la cui voce ha saputo restituire sfumature profonde ad alcuni dei brani più intensi del libro. Il dialogo a più voci tra l’interpretazione dell’autore, le letture evocative e il racconto del paese ha creato una sinergia intima e potente, lontana da ogni rigidità accademica.  

In entrambe le serate, il pubblico ha risposto con un calore straordinario, accogliendo con entusiasmo una proposta culturale capace di rinnovarsi attraverso i linguaggi contemporanei senza perdere un solo grammo della sua forza originaria. Tra la suggestione delle immagini, la pietra che diventa custode di storie e il calore dei circoli sardi in terra veneta, gli appuntamenti vicentino e veneziano si sono chiusi così come erano iniziati: tra lunghi applausi, emozione sincera e la consapevolezza che le radici, quando sono autentiche, sanno farsi casa ovunque ci si trovi.

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7 commenti

  1. Antonio Marras

    Ogni viaggio è una strada che, passo dopo passo, ci porta lontano e ci riporta a casa carichi di nuove esperienze di vita.
    Grazie di cuore a tutte le persone che hanno condiviso con noi le due serate di Vicenza e Mestre, accogliendo Pretas con attenzione e affetto.
    Un grazie speciale a Marco Bernardini per le sue parole, ai presidenti Alessandro Mannoni a Saverio Vidili e a Luciana Sedda per l’accoglienza, a Paola Mason per la sua preziosa partecipazione.
    Portare Lula e le sue storie fin qui è stato intenso: per qualche sera, le nostre radici hanno trovato casa anche qui.

  2. Maria Moro Tramontano

    Sempre bello portare la nostra cultura in differenti punti d’Italia o forse anche in Europa, la Sardegna è un luogo a parte, una cultura a sé. Queste 2 varianti sono affascinanti nella storia Sarda. Poi Antonio e la persona giusta per esporre i fatti e raccontare la nostra storia.

    • Antonio Marras

      Grazie mille Mari per queste parole. Si, portare la nostra cultura fuori dalla Sardegna è sempre un’emozione, ma anche una grande responsabilità. Raccontarla significa invece tenere vive le nostre radici e condividerle con chi desidera ascoltare. Un caro saluto!

  3. Carnela Biscardi

    Che meraviglia

  4. M.Grazia Dettori

    A MEDAS ANNOS, Antonio !
    Tanti auguri per il tuo lavoro, per le capacità interpretative e le tematiche che stai portando avanti con impegno non solo nella nostra terra ma anche fuori.
    Immagino le emozioni di chi ha partecipato all’ evento e la gioia dei sardi quando ti hanno potuto accogliere ed abbracciare…
    Un caro saluto a te e a Marco.
    A presto

    • Antonio Marras

      Grazie di cuore per le tue parole e per gli auguri! Come sempre, è stata una grande emozione condividere questo viaggio e sentire così vicino l’affetto dei sardi in disterru, ma anche l’abbraccio dei molti veneti che hanno presenziato. A presto!

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