
di MARZIA PIGA
Capire non soltanto quante persone partecipano ad Autunno in Barbagia, ma quale ricchezza lascia realmente nei paesi che la ospitano. Trent’anni fa Cortes Apertas apriva per la prima volta le case e i cortili del centro storico di Oliena. Da quell’esperienza è poi nato uno degli eventi promozionali più conosciuti della Sardegna, capace oggi di coinvolgere 33 borghi in 32 comuni e di attirare ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. Proprio nel Comune che nel 1996 diede origine alla manifestazione si è aperta una riflessione sul suo futuro: quanto valore produce realmente nei territori una volta conclusi i diversi fine settimana dell’evento? La questione è stata sviscerata nel convegno “Il futuro di Autunno in Barbagia”, organizzato all’hotel Su Gologone, che ha riunito sindaci, amministratori, operatori e rappresentanti delle istituzioni.
“Oggi parlare di Cortes Apertas e di Autunno in Barbagia significa parlare del futuro delle nostre comunità – ha sottolineato nelle conclusioni il sindaco di Oliena Sebastiano Antioco Congiu –. Identità e autenticità non sono in contrapposizione con l’innovazione, così come la tradizione non è in contrasto con lo sviluppo e con le nuove tecnologie. Dobbiamo guardare ai giovani, all’artigianato, alla mobilità, all’accessibilità e al recupero dei nostri centri storici: sono aspetti che devono procedere insieme”. Congiu ha richiamato anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese e di “fare massa critica” tra i Comuni, auspicando che quello di Oliena non rimanga un appuntamento isolato ma apra una nuova stagione di confronto.

A proporre alcuni elementi di riflessione è stato Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale, che ha invitato a guardare oltre il numero dei visitatori. “Se nel 2001 il problema era far sapere che i paesi esistevano, oggi mezzo milione di persone lo sanno. La domanda del 2026 è un’altra: quante di loro tornano in un giorno feriale e quanto di quel denaro resta qui il lunedì mattina?”. Secondo l’analisi presentata durante l’incontro, nel quadrimestre settembre-dicembre 2025 i 26 comuni del circuito per i quali sono disponibili i dati hanno registrato 172.485 presenze turistiche, intese come pernottamenti. Di queste, 160.164 si concentrano tra Dorgali, Nuoro e Oliena, mentre nei restanti 23 comuni dell’interno le presenze sono 12.321.
L’analisi evidenzia inoltre una permanenza media di 1,7 notti nei comuni interni, 2.785 posti letto complessivi utilizzati mediamente per il 3,6% e 14 comuni con meno di cinquanta posti letto disponibili. Numeri che si affiancano a quelli sulle abitazioni: nei 29 comuni interni analizzati il tasso di case non occupate è salito dal 37 al 38,5 per cento tra il 2019 e il 2023. Dati che, secondo Usai, suggeriscono la necessità di misurare non solo l’affluenza alle singole tappe ma anche le ricadute economiche prodotte dalla manifestazione, dalla spesa dei visitatori agli effetti sulle attività locali, fino alla capacità di generare nuove opportunità per artigiani e imprese, anche perché i dati della ricettività non specificano quante di quelle persone che pernottano lo fanno per seguire la manifestazione. E dal confronto è arrivato anche un primo impegno concreto. La Camera di Commercio di Nuoro si farà carico di un nuovo percorso di analisi dei dati, per arrivare a una conoscenza più precisa dell’andamento della manifestazione, delle aspettative e delle esigenze dei visitatori e delle ricadute prodotte sui territori.
Views: 76





































































































