A TRENT’ANNI DAL RAPPORTO UNESCO J. DELORS, RESTA APERTA LA SFIDA DEL BINOMIO EDUCAZIONE E ISTRUZIONE: CONVEGNO A CAGLIARI IL 25 SETTEMBRE

Delors

Il prossimo 25 settembre 2026, l’Aula Magna del Campus Arese a Cagliari ospiterà un convegno di alto profilo promosso da Ramidoro ETS. Protagonista della riflessione il pedagogista Sabino Pavone, per un’indagine profonda sul senso del formare l’essere umano nell’epoca contemporanea.

La bussola smarrita: ripensare l’umano a trent’anni dal Rapporto UNESCO

Correva l’anno 1996 quando la Commissione Internazionale sull’Educazione per il ventunesimo secolo, presieduta da Jacques Delors e istituita dall’UNESCO, consegnava al mondo un documento destinato a fare epoca: *“Nell’educazione un tesoro”*. Quel testo visionario proponeva una visione olistica e lungimirante dell’apprendimento, fondata su quattro pilastri fondamentali destinati a reggere l’intero edificio della crescita personale e collettiva: *imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare a essere*. Non semplici linee guida di carattere tecnico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti per restituire all’educazione la sua dignità più alta: forgiare l’individuo nella sua interezza, unendo la dimensione intellettuale a quella emotiva, etica e sociale.

A distanza di trent’anni da quella pietra miliare, tuttavia, il panorama globale appare profondamente mutato, spesso frammentato e disorientato. L’accelerazione tecnologica, l’avvento pervasivo dell’intelligenza artificiale, la mercificazione dei saperi e una burocratizzazione esasperata della scuola rischiano di ridurre il percorso formativo a un mero addestramento funzionale alle richieste del mercato del lavoro. In questo scenario, il confine e l’equilibrio tra “istruzione” (intesa come trasmissione di competenze e nozioni) ed  “educazione” (il farsi persona, il risveglio delle facoltà critiche e spirituali dell’essere umano) tornano a rappresentare un nodo cruciale, irrisolto e drammaticamente urgente.

È proprio attorno a questa tensione fertile e irrinunciabile che si snoderà l’evento in programma venerdì 25 settembre 2026 alle ore 17:00, nell’Aula Magna del Campus Arese (Edificio A, in Via San Giorgio 12) a Cagliari. Un appuntamento fortemente voluto e organizzato da Ramidoro ETS e Unica, pensato non come un simmetrio accademico per addetti ai lavori, ma come un’agorà aperta a insegnanti, genitori, educatori e cittadini desiderosi di interrogarsi sul futuro dei nostri giovani.

Il valore della bussola pedagogica: la voce di Sabino Pavone

A condurre il pubblico all’interno di questa complessa galassia di senso sarà una delle voci più autorevoli e appassionate della pedagogia italiana contemporanea: **Sabino Pavone**.

Di origini pugliesi e formatosi a Milano in ambito tecnico-scientifico, con una forte passione per la musica e gli studi agrari, Pavone ha dedicato decenni della propria vita alla causa della scuola e della libertà educativa. Presidente e docente della Libera Scuola Steiner-Waldorf “Novalis” di Conegliano Veneto, nonché figura di spicco nel panorama nazionale delle scuole parentali e paritetiche, Pavone incarna un’idea di educazione che rifiuta la standardizzazione in favore di un ascolto profondo delle tappe evolutive dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nel corso della sua lunga attività di studio e divulgazione, Pavone ha ripetutamente evidenziato come la vera crisi della scuola moderna non sia economica o strutturale, quanto piuttosto antropologica. Quando l’istituzione scolastica dimentica che ogni bambino è un microcosmo da accompagnare verso la scoperta della propria libertà interiore, essa si trasforma in un freddo apparato di catalogazione. Al contrario, l’approccio ispirato alla pedagogia steineriana — che il relatore porta avanti con rigore e dedizione — mette al centro l’arte, il movimento, la manualità e il pensiero critico come strumenti imprescindibili per nutrire non solo la mente, ma la volontà e il sentimento. A Cagliari, l’intervento di Sabino Pavone promette di offrire chiavi di lettura spiazzanti e profondamente concrete, capaci di scuotere le coscienze e di mostrare come il “tesoro” evocato da Delors non sia un traguardo irraggiungibile, ma un potenziale umano che attende solo di essere liberato.

Ramidoro ETS: radici profonde per una comunità educante che cresce in Sardegna

L’appuntamento del 25 settembre non nasce dal nulla, ma affonda le radici nel fertile terreno di un’esperienza associativa che in terra sarda sta ridefinendo i contorni del fare scuola: “Ramidoro ETS”.

Con sede operativa a Selargius (in Via Don Giovanni Bosco 14), Ramidoro nasce ufficialmente come Ente del Terzo Settore ma eredita la ricca e appassionante storia de *L’Albero delle Meraviglie*, storica realtà cagliaritana da sempre attiva in ambito socio-educativo. Fu nel settembre del 2018 che, per volontà di un gruppo di famiglie e maestri uniti dal desiderio di un’alternativa pedagogica autentica, presero vita i primi gruppi classe a orientamento steineriano. Da allora, il progetto è cresciuto con la forza e la tenacia di una comunità viva, arrivando a strutturare un percorso che oggi abbraccia la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado (le medie), accompagnando oltre settanta bambine e bambini grazie a un solido Collegio dei maestri e a un coinvolgimento attivo e partecipato delle famiglie.

Il modello di Ramidoro si fonda su un principio tanto antico quanto rivoluzionario: l’educazione è un compito comunitario. Non è delegabile unicamente allo Stato o a strutture burocratiche impersonali, ma richiede il patto di corresponsabilità e la corresponsione d’intenti tra genitori, educatori e territorio. Organizzare un evento di questa portata scientifica e culturale rientra pienamente nella missione statutaria dell’associazione: offrire alla cittadinanza sarda spazi di confronto alto, momenti di formazione permanente e occasioni per riflettere sul fatto che investire sull’infanzia significa, letteralmente, costruire il mondo di domani.

### Verso l’appuntamento: un invito aperto alla cittadinanza

La sfida lanciata trent’anni fa dal Rapporto UNESCO è oggi più che mai un banco di prova per il nostro presente. Continuare a considerare l’educazione come un mero strumento di adattamento economico significa smarrire la bussola dell’umano. Al contrario, riscoprirla come “tesoro” significa accettare la scommessa di formare uomini e donne liberi, capaci di pensare con la propria testa, di abitare il mondo con compassione e di tessere relazioni autentiche.

Il convegno del 25 settembre 2026 a Cagliari rappresenta, sotto questo profilo, una tappa imperdibile per chiunque creda che la scuola possa e debba essere molto più di un’aula di trasmissione nozionistica. Insegnanti in cerca di rinnovamento, genitori desiderosi di comprendere meglio i bisogni evolutivi dei propri figli, educatori, studenti e semplici cittadini troveranno in questo incontro uno spazio fecondo di ascolto, dibattito e speranza.

L’appuntamento è dunque fissato per “venerdì 25 settembre 2026, alle ore 17:00, presso l’Aula Magna del Campus Arese (Edificio A, Via San Giorgio 12, Cagliari)”. L’ingresso è libero e aperto a tutti. Un’occasione unica per riprendere in mano il tesoro più prezioso che abbiamo: il futuro dei nostri ragazzi.

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