
Per undici giorni Cabras torna a vivere uno dei riti più profondi e identitari della sua storia. Dal 28 agosto al 7 settembre il paese e il villaggio di San Salvatore saranno al centro della Festa di San Salvatore e della Corsa degli Scalzi, appuntamento che da oltre quattro secoli rinnova il legame della comunità con il Santissimo Salvatore e con i sentieri del Sinis. Il momento più atteso sarà sabato 5 settembre, quando circa 900 uomini, tra cui una trentina di giovani under 20, accompagneranno a piedi nudi il simulacro del Santo lungo i sette chilometri che separano Cabras dal villaggio campestre di San Salvatore. Ma la festa comincerà già venerdì 28 agosto, con la processione di Santu Srabadoeddu, alla quale prenderanno parte circa 500 donne.
Undici giorni di appuntamenti religiosi e civili, dunque, organizzati dal Comune di Cabras con il sostegno della Regione Sardegna, della Fondazione Mont’e Prama e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con l’Associazione Is Curridoris di San Salvatore, l’Associazione Santu Srabadoeddu, il Comitato organizzatore per i festeggiamenti civili e l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
La presentazione dell’edizione 2026 si è svolta ieri in Comune, alla presenza del sindaco Andrea Abis e dei rappresentanti delle associazioni coinvolte. “Dietro la Corsa degli Scalzi c’è l’anima di un’intera comunità e l’Amministrazione lavora perché eventi come questo diventino sempre più sicuri e accessibili”, ha detto il sindaco Andrea Abis. “La Festa per San Salvatore è prima di tutto una festa di popolo, di tradizione religiosa, che vogliamo condividere senza mai cadere nella tentazione della spettacolarizzazione. È un’occasione vera di incontro con la cultura profonda del Sinis, la nostra anima, la nostra storia e le tradizioni ancora vive”.
Negli anni, ha aggiunto il sindaco, sono aumentati i visitatori interessati a conoscere la festa e la comunità. “Siamo infatti convinti che il modello su cui stiamo puntando sia quello vincente: far crescere l’economia del nostro territorio custodendo e preservando la nostra identità”. “La Festa di San Salvatore custodisce una memoria che a Cabras continua a essere viva e partecipata. La Corsa degli Scalzi, con la sua forza e la sua autenticità, è un rito attraverso il quale la comunità rinnova ogni anno il legame con la propria storia”, aggiunge l’assessore alla Cultura e Spettacoli Carlo Trincas.
La Festa si aprirà venerdì 28 agosto con la processione di Santu Srabadoeddu. All’alba circa 500 donne, scalze e vestite con gli abiti tradizionali, percorreranno i sette chilometri di “su camminu de su Santu”, accompagnando la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore da Cabras al villaggio campestre. Il rito, riportato in vita nel 1981 da alcune devote, è oggi uno dei momenti più intimi della manifestazione. Tra le partecipanti ci saranno anche numerose bambine: la più piccola è Agata, nata nel marzo 2024, mentre circa un centinaio delle partecipanti sono minorenni. Tre hanno invece superato i settant’anni. “Cammineremo scalze come hanno fatto le nostre madri e le nostre nonne, portando Santu Srabadoeddu lungo lo stesso sentiero. È un gesto silenzioso, un dialogo tra noi, chi ci ha preceduto e il Santo”, racconta Maria Francesca Spanu dell’Associazione Santu Srabadoeddu.
Dal 28 agosto al 5 settembre il villaggio ospiterà ogni sera rosario, Santa Messa e Via Crucis, con alcuni appuntamenti particolari: il 3 settembre la Messa nell’Ipogeo di San Salvatore e la processione eucaristica al Monte. Poi sarà il momento della Corsa degli Scalzi. Sabato 5 settembre, dopo la Santa Messa delle 6 presieduta da monsignor Roberto Carboni, il simulacro del Santissimo Salvatore lascerà la Pieve di Santa Maria Assunta. Alle 7.30 Is Curridoris inizieranno la corsa lungo i sentieri del Sinis, accompagnando il Santo per i sette chilometri fino al villaggio, dove l’arrivo è previsto intorno alle 8.30.
La partecipazione è riservata agli uomini di Cabras, che prendono parte alla corsa per fede, per una promessa personale o per il legame con una tradizione trasmessa attraverso le generazioni. Sono circa 900 quelli attesi quest’anno, con una trentina di giovani under 20 tra i nuovi iscritti. “La nostra Associazione esiste per custodire questo momento con ordine e devozione. Ogni anno accompagniamo il simulacro da Cabras al villaggio, come ci hanno insegnato gli anziani: sette chilometri di sacrificio, di forte preghiera e intimità con nostro Gesù Salvatore che sono anche una metafora di vita”, spiega Alessio Camedda, presidente dell’Associazione Is Curridoris di San Salvatore. “San Salvatore rappresenta la Pasqua nel cammino di fede di ogni Corridore”.
La Corsa si ripeterà domenica 6 settembre al tramonto, questa volta in senso inverso, con il rientro del simulacro a Cabras. Lunedì 7 settembre sarà invece la processione di Santu Srabadoeddu a chiudere i festeggiamenti religiosi. La tradizione risale presumibilmente al 1619. Secondo il racconto tramandato dalla comunità, in quell’epoca le coste del Sinis erano esposte alle incursioni saracene. Durante uno degli assalti, gli abitanti di Cabras avrebbero portato in salvo il simulacro del Santo correndo scalzi fino al villaggio di San Salvatore. La polvere sollevata dai piedi dei corridori avrebbe formato una nube così densa da far credere agli incursori di trovarsi davanti a un esercito numeroso, inducendoli alla fuga.
Da allora il rito si è ripetuto, mantenendo una precisa organizzazione. Is Curridoris sono suddivisi in 14 gruppi, ciascuno composto da 14 mudas di 3-5 persone, in riferimento alle 14 stazioni della Via Crucis. I partecipanti si alternano nel trasporto del simulacro e della bandiera, secondo un ordine tramandato nel tempo. Particolare attenzione sarà riservata anche alla sicurezza. “Saranno circa ottanta le persone impegnate nelle attività di sicurezza”, spiega l’assessore alla Mobilità e Viabilità Enrico Giordano. L’obiettivo sarà mantenere sgombro il percorso e impedire la presenza di auto lungo il tracciato.
Quest’anno l’organizzazione ha chiesto inoltre una particolare attenzione al rispetto della processione nei momenti più delicati, dall’arrivo al villaggio fino al rientro a Cabras e all’ingresso in chiesa. “Abbiamo pensato pertanto di garantire la sicurezza con un sistema di cordoni gestiti dagli operatori, che verranno progressivamente rimossi e si dissolveranno tra la folla non appena non saranno più necessari”, spiega Giordano. A San Salvatore sono stati installati paletti per delimitare l’area destinata a chi assisterà alla partenza e all’arrivo, mentre nell’ultimo tratto saranno presenti transenne antiribaltamento.
La Fondazione Mont’e Prama ha confermato il proprio sostegno alla manifestazione. “Come Fondazione Mont’e Prama, siamo orgogliosi di rinnovare il nostro pieno sostegno a un evento che unisce fede, cultura e tradizione profonda”, dice il presidente Anthony Muroni. “Continuiamo a promuovere la nostra terra nel mondo, unendo la forza dei Giganti alla devozione e al coraggio dei nostri scalzi”. Venerdì 28 agosto, dopo la Santa Messa delle 10.30, la Fondazione donerà inoltre agli abitanti dei vasi con essenze aromatiche in fiore, con l’obiettivo di riempire di profumi e colori le vie del villaggio.
Accanto alla parte religiosa ci sarà poi il programma dei festeggiamenti civili, con musica, spettacoli, gastronomia e tradizioni popolari. Si parte il 28 agosto con Dantzas, festival di danze e musiche tradizionali che vedrà la partecipazione della Cogar Celi Band dall’Irlanda, dei Balbrulè dal Veneto e dei sardi Ballade Ballade Bois, insieme al maestro di launeddas Stefano Pinna. Nei giorni successivi sono previsti la porchetta arrosto e il concerto dei Naracauli, la Sagra della Frittura di paranza con Fantasias de Ballos, gli spettacoli teatrali di Daniele Contu e della Compagnia Arriora, la dimostrazione di arti e mestieri antichi di Artis Antiga, la musica di Sonus de Festa e la serata con Giuliano Marongiu.
Sabato 5 settembre, nel giorno della Corsa, ci saranno anche la Sagra del muggine, i Boes e Merdules di Ottana e il concerto di Cordas et Cannas. Il gran finale è previsto domenica 6 settembre in piazza Stagno, con lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Baby K. “Uno dei nostri obiettivi è stato quello di animare il villaggio durante tutte le serate, avendo un occhio di riguardo per gli appuntamenti tradizionali come la commedia sarda e i balli della tradizione”, spiega Roberto Matta, presidente del Comitato San Salvatore 2026. Una delle novità sarà proprio l’apertura affidata a un festival itinerante di danze e musiche tradizionali, con la presenza anche del gruppo irlandese. “Sarà un’occasione per incontrarsi, condividere culture diverse e scoprire quanto le tradizioni, pur appartenendo a luoghi lontani, possano parlare la stessa lingua”, conclude Matta.
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