LA NUOVA STAGIONE PER I MATERIALI NATURALI COME LA TERRA CRUDA, L’ARGILLA E LA LANA DI PECORA: LA BIOEDILIZIA ENTRA NEGLI STRUMENTI UFFICIALI DELLA PROGETTAZIONE REGIONALE SARDA

Silvano Piras

L’intervento di miglioramento acustico della sala è stato realizzato con pannelli isolanti in lana di pecora, consentendo all’edificio di rientrare nei parametri previsti dalla normativa. Il teatro, donato al Comune dall’ammiraglio sardo Fadda per essere destinato a uso pubblico, ospita ancora oggi anche un centro di ricerca.

La bioedilizia compie un passo avanti in Sardegna. I materiali naturali e le tecniche costruttive legate all’architettura sostenibile entrano nel Prezzario regionale, lo strumento che definisce costi e lavorazioni di riferimento per gli interventi pubblici e per quelli privati finanziati. A chiedere l’introduzione nel prezzario è stata l’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica (ANAB), che ha proposto l’inserimento di una serie di materiali finora poco presenti negli strumenti ufficiali della progettazione: mattoni e intonaci in terra cruda, finiture in argilla colorata, isolanti in lana di pecora e altri prodotti della bioedilizia. La richiesta è stata accolta. Una scelta che permette ora a progettisti, imprese ed enti pubblici di utilizzare questi materiali con una maggiore certezza rispetto ai costi e alle prestazioni, superando uno degli ostacoli che spesso ha limitato la diffusione dell’architettura naturale: la difficoltà di inserirla nei percorsi ordinari della progettazione e della realizzazione degli interventi.

«Non si tratta soltanto di recuperare materiali del passato – spiega Silvano Piras – ma di riconoscere soluzioni costruttive capaci di rispondere alle esigenze contemporanee: riduzione dei consumi energetici, qualità degli ambienti interni, uso responsabile delle risorse». La terra cruda, il sughero e le fibre naturali appartengono a una tradizione costruttiva maturata nei secoli, ma oggi vengono reinterpretati alla luce delle conoscenze tecniche moderne. Le loro caratteristiche – dalla capacità di regolare temperatura e umidità alla riduzione dell’impatto ambientale nella produzione – li rendono materiali di interesse per una nuova stagione dell’edilizia sostenibile.

Tra i materiali riconosciuti trovano spazio anche gli isolanti in lana di pecora, un esempio significativo di economia circolare: una materia un tempo considerata uno scarto e difficile da smaltire che viene trasformata in una risorsa per l’edilizia. In Sardegna negli ultimi anni ci sono stati molti progressi nella produzione degli isolanti in lana di pecora – racconta Piras –. Il pannello isolante è stato innovato con l’introduzione delle fibre vegetali, migliorando le prestazioni, risolvendo alcune problematiche della lana naturale, dandogli una struttura più solida e rendendolo adatto a diverse applicazioni. È il frutto di un percorso di sviluppo del componente edilizio realizzato insieme ai centri di ricerca, all’università e agli istituti di certificazione, che ha portato il prodotto industriale al riconoscimento da parte di Symbola e all’inserimento tra le 100 Italian Green Architectural Conservation Stories».

Per Piras, il caso della lana di pecora dimostra come la bioedilizia non significhi soltanto recuperare tecniche antiche, ma costruire una nuova filiera basata su ricerca, innovazione e valorizzazione delle risorse locali. «Il parametro del costo minore viene spesso applicato nel confronto tra qualunque materiale naturale e industriale, senza tenere conto dei costi ambientali», sottolinea l’architetto. «La qualità di un edificio deve essere valutata considerando salute, durata, consumo di energia e rapporto con l’ambiente».

L’inserimento nel Prezzario regionale apre ora la strada a una maggiore diffusione di queste soluzioni nei cantieri pubblici e privati. Un riconoscimento che porta dentro gli strumenti ufficiali della progettazione una domanda sempre più centrale: come costruire edifici capaci di durare, consumare meno e adattarsi ai cambiamenti climatici.

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