UN TALENTO CHE INCANTA NEL MONDO: LA VIOLINISTA ANNA TIFU TORNA NEL PAESE DOVE SI ERA ESIBITA 25 ANNI FA DA ENFANT PRODIGE

Anna Tifu

Le note di “Non potho reposare” suonate con un violino del Settecento si sono alzate tra le vie del centro storico di Banari, davanti al pubblico riunito in piazza Umberto I. È stato uno dei momenti più intensi della serata che ha visto protagonista Anna Tifu, insignita del Premio Cipolla Dorata 2026 “per il suo straordinario talento, per l’eccellenza con cui onora la Sardegna nel mondo e per l’emozione che, attraverso la sua musica, dona a tutti noi”.

La violinista sarda ha ricevuto il riconoscimento dalle mani dello scultore Giuseppe Carta, insieme alla presidente della Pro loco Sabrina Fiori, al sindaco Francesco Basciu e al giornalista Salvatore Taras, che ha condotto la serata. Ad accompagnare la premiazione, nonostante il caldo torrido, l’ovazione del pubblico arrivato nel centro del paese.

Per Tifu quello a Banari è stato anche un ritorno. Proprio qui, 25 anni fa, si era esibita ancora enfant prodige insieme al chitarrista Luigi Puddu. Questa volta è tornata con alle spalle una carriera internazionale, ripercorsa sul palco attraverso il racconto degli esordi, degli anni di studio a Filadelfia e Parigi, dei primi successi ma anche delle difficoltà di un mestiere che richiede impegno e dedizione continui.

Spazio anche al racconto di una vita che, lontano dai grandi palcoscenici, la violinista descrive come del tutto normale, e alle sue passioni musicali, dalla musica romantica al tango. Tifu ha parlato anche della propria “doppia anima”: quella sarda ereditata dalla madre e quella romena del padre musicista, dal quale è arrivata la prima passione per il violino. La Sardegna, ha raccontato, resta “una terra che aiuta a ritrovare il giusto equilibrio al ritorno da ogni concerto”. Dall’altra parte ci sono le origini romene e un rapporto con la musica iniziato quasi come un gioco, prima che il talento la portasse sui palcoscenici internazionali e a suonare strumenti di grande valore, tra i quali anche uno Stradivari.

Durante l’incontro Taras ha affrontato anche il tema degli stereotipi che hanno accompagnato la carriera della musicista, soffermandosi sul pregiudizio secondo il quale bellezza, talento e intelligenza difficilmente possano convivere e sul percorso con cui Tifu è riuscita ad affermarsi attraverso le proprie capacità artistiche. Poi è tornata la musica. Oltre a “Non potho reposare”, la violinista ha eseguito la Ciaccona dalla Partita numero 2 in Re minore di Johann Sebastian Bach, accolta da un lungo applauso del pubblico.

La festa è proseguita con l’assegnazione del Premio Cipolla più grande 2026 ad Antonietta Derudas, di Ossi. Ad aprire la serata era stata invece l’esibizione del Cuncordu Banaresu diretto da Silvio Nappi, seguita dall’apertura degli stand gastronomici delle Pro loco di Banari, Uri, Usini e Porto Torres e dalla musica dal vivo.

Views: 143

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *