IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SEGOVIA IN SPAGNA: TRE GIORNI DI PURA MAGIA CON IL GRUPPO FOLK ‘SU MASU’ DI ELMAS E I ‘FANTAFOLK’

L’edizione 2026 è stata un’esplosione di calore e partecipazione, con una formula che ha unito grandi serate di gala a momenti di strettissimo contatto con la comunità locale.

Il debutto sotto l’Acquedotto per la grande Gala Inaugural nella splendida Plaza del Azoguejo. Ha fatto seguito il tradizionale “Paseillo”, uno dei momenti più amati dal pubblico, con la sfilata partita dalla Chiesa di San Clemente e ha risalito tutta l’Avenida del Acueducto fino alla Plaza Mayor. Per i gruppi è stata l’occasione di ballare in mezzo alla gente, condividendo sorrisi e sguardi ravvicinati.

Poi la ricezione ufficiale in Municipio, dove le autorità locali hanno accolto le delegazioni nel palazzo comunale (Ayuntamiento de Segovia). Un momento istituzionale di grande valore, in cui una coppia di ogni gruppo ha rappresentato con orgoglio la propria terra d’origine.

Il festival non è rimasto solo a Segovia. Il tutto si è spostata nella provincia, portando la solennità e la bellezza dei costumi dei gruppi folk sul palco della Plaza Mayor di Valverde del Majano, conquistando un nuovo pubblico sotto le stelle.

La grande Gala de Clausura, dove il saluto finale all’Azoguejo, tutti i gruppi hanno dato il massimo per congedarsi da una città che sa accogliere il folklore come poche altre al mondo.

Quest’anno la selezione dei partecipanti ha offerto un ponte culturale straordinario tra continenti diversi. Accanto ai padroni di casa del Grupo de Danzas “La Esteva” e ad altre importanti realtà spagnole (come i Coros y Danzas de Yecla da Murcia o il gruppo di Burgos), la rappresentanza internazionale ha visto brillare tre nazioni:

L’Italia ha presentato la Sardegna con l’eleganza rigorosa e i colori accesi del Gruppo Folk Su Masu di Elmas e il duo Fantafolk.

L’Argentina rappresentata dall’energia travolgente del gruppo Abriendo Surcos.

La Grecia con le danze tradizionali ed elleniche dell’associazione Karagouna.

Vedere la Sardegna con il ballo, la musica e gli sguardi d’intesa con l’Argentina, la Grecia e la Castiglia, sotto gli archi di un monumento romano rimasto intatto per duemila anni, racchiude il senso più profondo e straordinario di questa trasferta.

Un’edizione da incorniciare, che ha dimostrato ancora una volta come la passione e la tradizione di Elmas sappiano parlare una lingua universale.

Il festival di Segovia non è solo una rassegna di esibizioni, ma un vero crocevia di culture in cui il folklore sardo brilla sempre per la sua unicità, i suoi dettagli curati e la sua solennità.

Per la comunità di Elmas, l’orgoglio è stato enorme nel portare la propria “squadra” e la propria comunità oltre i confini nazionali dimostra quanto la passione possa mantenere vive e vibranti le tradizioni.

E’ stato qualcosa di magico vedere la forza della danza e della musica tradizionale prendere vita sotto pietre che hanno visto passare i secoli.

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