IL RESPIRO LENTO DELLA SARDEGNA: VERSO IL RINASCIMENTO DEL TRENINO VERDE, LA REGIONE PROVA A RILANCIARE IL PROGETTO

Esiste un modo di viaggiare che non misura il tempo in minuti, ma in paesaggi, memorie e silenzi. È il viaggio a bordo del Trenino Verde, la ferrovia storica che attraversa il cuore più antico e intatto della Sardegna. Oggi, questo straordinario patrimonio identitario si prepara a inaugurare una nuova stagione di splendore grazie alla piena operatività della Fondazione Trenino Verde, lo strumento strategico fortemente voluto dalla Giunta e dal Consiglio regionale per coordinare, pianificare e ridare continuità a un’infrastruttura unica nel suo genere.

Non si tratta di una semplice manutenzione delle reti, ma di una vera e propria opera di ricucitura geografica e umana, pensata per restituire alle comunità locali un volano di sviluppo sostenibile e di turismo colto.

La dorsale Mandas-Arbatax è la linea che collega l’interno dell’Isola alla costa ogliastrina rappresenta una delle tratte ferroviarie più spettacolari d’Europa. Il piano di ripristino si concentra su tappe precise per restituire la continuità dell’intera dorsale: resta confermato l’obiettivo di riaprire, entro la fine di quest’anno, il collegamento strategico tra Mandas e Sadali. Prosegue senza sosta e regolarmente il servizio sulla spettacolare tratta Lanusei-Arbatax. Nel territorio selvaggio di Ussassai, prenderanno il via a breve i lavori per il rifacimento del ponte di Niala. Questo intervento rappresenta la chiave di volta per riconnettere Sadali a Lanusei, sanando l’ultimo diaframma che ancora separa i due tronconi della linea.

Il piano di valorizzazione non trascura le altre storiche direttrici turistiche dell’Isola, muovendosi tra le sugherete della Gallura e le scogliere della costa occidentale: Sassari-Tempio-Palau, nel cuore della Gallura è prevista la riattivazione del segmento compreso tra Luras e Arzachena. Un intervento di ampio respiro la cui conclusione è programmata entro il 31 dicembre 2028, per ricongiungere idealmente i vigneti dell’interno con le trasparenze del mare del Nord; Macomer-Bosa Marina, il servizio, temporaneamente limitato al tratto interno Macomer-Tresnuraghes, è pronto a ripartire nella sua interezza verso il capolinea marino di Bosa entro la fine di questa estate, non appena saranno conclusi i lavori di ripristino di un lieve cedimento strutturale.

L’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha delineato la visione profonda che muove l’intero progetto: «Il Trenino Verde rappresenta uno dei simboli più autentici della Sardegna: un patrimonio storico, paesaggistico e turistico che abbiamo il dovere morale e politico di valorizzare. Con l’imminente operatività della Fondazione disponiamo finalmente dello strumento giuridico e operativo necessario per dare continuità e solidità a questo percorso. Grazie a questo nuovo assetto potremo affrontare e superare, una dopo l’altra, le criticità storiche presenti lungo le diverse tratte, armonizzandole con le risorse disponibili. Il nostro obiettivo ultimo è consegnare ai territori una rete ferroviaria turistica estesa, efficiente e moderna, capace di generare nuove e durature opportunità di riscatto economico e culturale per le comunità locali.»

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4 commenti

  1. Michele Floris

    Insufficiente, e fino a quando non vedo non credo.Barbagia esclusa

  2. Giampiero Nughedu

    trenino verde ?!!!! treno in generale e collegamenti , la provincia di Nuoro isolata è , pensino a fare collegamenti come si deve .( il treno vicino a Nuoro da macomer , non deve superare 30 Km orari ed il massino a 60/70 in qualche rettilineo )

  3. Strategie della regione Sardegna per trasporti? … dilettanti allo sbaraglio

  4. Francesca Marras

    Giampiero Nughedu sono due cose diverse. Si parla dei treni turistici e sottolineo turistici

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