LA PERDITA DI UN UOMO CHE HA RACCONTATO LO SPORT DELLA SARDEGNA CENTRALE: NINNI CAREDDU, QUANDO LA PENNA “ACCAREZZA” LA PALLA (1950- 2026)

Ninni Careddu non l’ ho conosciuto.  Ma l’ho letto. Soprattutto per tutto quello che ha scritto e rappresentato per lo sport nella vasta area della  Sardegna centrale.  E, per sport,  intendiamo, soprattutto, quelli della palla. Dal calcio, naturalmente, a quella della pallavolo ma, soprattutto,  “a spicchi”. Scrivere, infatti, di pallacanestro,  non solo a Nuoro, ma in tutta l’area vasta che va dal Goceano, al Marghine,  alle Barbagie, era sinonimo, nei decenni passati, di famiglia Careddu. A partire dal padre, il famoso cavaliere Francesco Careddu, che è stato il simbolo della pallacanestro barbaricina, con l’epopea della Gennargentu Nuoro.  Lui, Ninni, venuto a mancare questo 4 luglio, all’ età di 76 anni (era del 1950, n.d. r.) era conosciuto per il suo profondo legame con la Barbagia.  E la sua vita intera è stata dedicata alla promozione dello sport nelle “lande desolate” della Sardegna centrale. A raccontare di basket e di volley.  Ma non solo. Lui ha scritto,  ha raccontato, ed e’ stato dirigente di sport.  E d’alto profilo. Ha dato voce alle discipline sportive in tutte le loro sfaccettature.  Per oltre trent’anni. Raccontandocele e “portandocele” nelle nostre case di paese della Sardegna  degli anni Ottanta e Novanta. Dai microfoni di Radio Nuoro Centrale, che era un po’ la sua casa, alle colonne della redazione nuorese della “Nuova Sardegna”. A raccontare ed a scrivere di Gennargentu Nuoro e della sua epopea che, negli anni Novanta del secolo scorso, segnava pagine importanti nella Serie B della pallacanestro, al volley  ed alla stessa Nuorese,  di cui rimaneva il cronista e la “penna” storica di riferimento,  raccontandone le le gesta sia nella prima, che nella seconda serie C, quelle delle presidenze Bellodi e Goveani.  Ninni Careddu era, soprattutto, un  giornalista. Ed , in tal veste, ha avuto, come scritto in precedenza,  la direzione editoriale, dal 1990, della storica emittente Radio Nuoro Centrale.  “Penna e voce”. Per più di tre decenni ha scritto ma anche raccontato  le vicende sportive locali con  radiocronache e servizi vari. Senza dimenticare la dirigenza, appunto.  Quella di alto livello, come la presidenza provinciale della FIPAV, la Federazione Italiana Pallavolo. Careddu è  stato anche saggista, custode e narratore della memoria storica sportiva locale, pubblicando diversi libri e saggi destinati a preservare il patrimonio sportivo del territorio. In particolare quelli dedicati a basket e volley nuoresi. Da ultimo,  proprio la sua recente fatica letteraria,  “Canestri vincenti”,  uscita nel 2025, ha raccontato la storia e le gesta della gloriosa Gennargentu Nuoro nel basket,  dal 1954 al 1994. Era 

, quella, la Gennargentu Nuoro fantastica di B2 ,di Gianni Loi e di Bruno Perra . E di Ninni Careddu.  La Gennargentu,  non proprio una società qualsiasi. Ma una Polisportiva insignita della stella d’oro dal Coni. Tutto il mondo sportivo si è unito in un unico cordoglio verso un uomo che, più di tutti, ha raccontato lo sport nuorese e non solo. Ad iniziare dal calcio, con il sentito messaggio di Mondo Verdeazzurro,  sito storico dei tifosi della Nuorese: “Ninni era un uomo di sport”- si legge nel post- “giornalista e scrittore. Per anni ha scritto e raccontato sia la Nuorese, ma soprattutto la pallavolo e il basket, sport che ha vissuto da vicino. Storico Presidente del Comitato Provinciale FIPAV di Nuoro, dirigente della Gennargentu ci cui è stato anche Presidente. E’ stato anche Presidente della Unione stampa sportiva Italiana. Ha pubblicato libri sulla pallavolo e sulla pallacanestro nuorese”.  Senza dimenticare i messaggi sinceri di cordoglio di presidenti come Pasquale Catte e Roberto Goveani. E tutta la vicinanza manifestata da ex calciatori e bandiere della Nuorese.  Molto coinvolgente anche quanto scritto dalla PNV- Pallavolo Nuoro e, soprattutto, dalla sua “creatura” indiretta, quella Pallacanestro Nuoro,  erede della famosa Gennargentu. E questa, non poteva che essere una più degna conclusione di un’ intensa parabola di vita sportiva. “(…) Ninni non era solo un dirigente, ma l’anima narrante della storia cestista cittadina, fino ai giorni attuali”. E come tale lo vogliamo ricordare.  Un uomo, un professionista (era, nella vita “normale”, un pensionato dall’ amministrazione dell’ Asl, n.d.r.), un giornalista,  uno scrittore che con la sua “acuta” penna sapeva veramente “accarezzare” la palla. Qualsiasi palla.

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Un commento

  1. Carmina conte

    Mi dispiace moltissimo ..grande giornalista , grande persona!

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